Lingotto Fiere, firmato il "badò".
Cirio dovrà mettere altri soldi
Davide Depascale 18:00 Giovedì 16 Luglio 2026
Siglato un memorandum tra Camera di Commercio di Torino e Compagnia di San Paolo per il rilancio del polo fieristico. Ovvero l'acquisto dai francesi di Gl Events che vogliono sbolognarlo al pubblico. Resta da sciogliere il nodo economico
Il piano di rilancio del Lingotto Fiere inizia a prendere forma. La Camera di Commercio di Torino e la Compagnia di San Paolo hanno firmato questa mattina un Memorandum of Understanding in cui condividono i presupposti dell’operazione di riqualificazione del polo fieristico torinese (i cosiddetti razionali), nato a fine anni Novanta nell’ex stabilimento della Fiat.
Un passaggio che formalizza mesi di interlocuzioni istituzionali sotterranee e che emerge come primo passaggio formale di uno scenario ipotizzato già diversi fa e che passa da un intervento diretto della Regione Piemonte, disponibile a far la propria parte per rilevare l’immobile e assumerne la gestione. Intanto, a partire, mettendo delle risorse proprie sono Camera e Compagnia, che contano sul supporto finanziario del Grattacielo e magari anche della Fondazione Crt.
L’accordo
L’obiettivo dichiarato del memorandum siglato oggi è valorizzare il sistema fieristico e congressuale torinese come infrastruttura strategica per lo sviluppo economico del Nord-Ovest, attraverso riqualificazione, ammodernamento tecnologico e potenziamento degli spazi, in un'ottica di trasformazione urbana più ampia dell'area sud della città.
Il percorso previsto è scandito in fasi: definizione del perimetro dell'operazione, negoziazione con la proprietà, verifica di congruità da parte dell'Agenzia del Demanio e infine approvazione dell'investimento da parte della Camera di Commercio: “Partiamo in due, ma siamo ovviamente aperti alla partecipazione delle altre istituzioni e realtà cittadine e di tutti i soggetti che possano essere interessati ad avere un ruolo in questo progetto”, ha dichiarato il presidente della Camera di Commercio Massimiliano Cipolletta, definendo l’iniziativa “un investimento altamente strategico per favorire l’attrattività del territorio”.
Sulla stessa linea il presidente della Compagnia di San Paolo Marco Gilli: “La competitività delle città si costruisce attraverso una visione di lungo periodo e una collaborazione solida tra istituzioni, imprese e comunità”. Resta da sciogliere il nodo più concreto, quello economico: l’entità della cifra che i due enti verseranno a Gl Events, il gruppo francese che dal 2007 detiene e gestisce i circa 100mila metri quadrati del Lingotto, non è ancora definita e dipenderà dalla valutazione immobiliare a cui è chiamato anche il Demanio.
Il ruolo della Regione
Il presidente della Regione Alberto Cirio ha salutato l’intesa definendola “un passo importante nel percorso di valorizzazione e rilancio del Polo Fieristico del Lingotto”, e rivendicando per il Grattacielo un ruolo di “promotore fin dalle fasi iniziali” e la regia dell’interlocuzione con enti locali, istituzioni e fondazioni bancarie che ha portato all’intesa odierna.
“Siamo pronti a fare fino in fondo la nostra parte, con investimenti concreti”, ha aggiunto il governatore, aggiungendo che Torino e il Piemonte “meritano un centro fieristico moderno, nuovo e capace di diventare sempre più un punto di riferimento nazionale e internazionale”.
Le parole di Cirio vanno lette alla luce di un percorso iniziato mesi fa, dove già prefigurava un protagonismo regionale diretto. A inizio 2026 lo stesso governatore aveva annunciato l'intenzione di chiudere “entro quest'anno” l’operazione di ritorno a proprietà pubblica del Lingotto, ipotizzando un investimento complessivo intorno ai 70 milioni di euro – tra acquisizione dei padiglioni, stimata tra i 20 e i 40 milioni a seconda delle fonti, e almeno 50 milioni per il restyling – da finanziare anche attingendo ai fondi europei per lo Sviluppo e la Coesione, con un possibile coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti. In quella fase la Camera di Commercio era indicata come capofila delle trattative con Gl Events, mentre il Comune di Torino avrebbe svolto un ruolo di facilitatore.
Il Memorandum siglato oggi definisce la prima linea: a firmarlo sono Camera di Commercio e Compagnia di San Paolo, mentre la Regione – facendosi “promotore” del percorso – si prepara a intervenire in una seconda fase della trattativa con la società francese, non comparendo oggi tra i sottoscrittori. Nel mentre anche il Comune resta sullo sfondo. Vi è dunque ancora incertezza sulla ripartizione degli oneri finanziari effettivi, in un dossier dove la sostenibilità economica dell’operazione, laddove la sua regia politica appare ben chiara, resta un punto ancora da definire.


