PALAZZO CIVICO

Derivati top secret in Comune

Discussione a porte chiuse per la delibera che sancisce l'accordo transattivo con JP Morgan sui mutui stipulati nel 2006, ma le cifre restano sconosciute. Nardelli e Lo Russo festeggiano, polemiche dall'opposizione: "Una vergogna procedere in questo modo"

Nessuna cifra, pochissima chiarezza, e una discussione in consiglio comunale con il favore delle tenebre. Il tema dei derivati continua a tenere banco in Sala Rossa, ma lontano da occhi e orecchie indiscrete, con i giornalisti che vengono fatti allontanare dall’aula. Tutto normale secondo l’assessore al Bilancio Gabriella Nardelli, che parla di procedura standard per tutelare le azioni future del Comune con gli altri creditori, meno per le opposizioni, che attaccano l’atteggiamento “carbonaro” dell’amministrazione Lo Russo e per protesta escono prima del voto. Se con JP Morgan l’accordo è stato trovato, il contenzioso con Dexia, con quest’ultima forte di un pronunciamento positivo del tribunale di Londra, resta in piedi.

La delibera

Il consiglio si riunisce in una seduta secretata per votare con procedura urgente una delibera – che fa seguito al via libera della Giunta comunale straordinaria di venerdì – con cui si approva l’intesa su due mutui sottoscritti a cavallo tra il 2006 e 2007 con JP Morgan, il cui valore non è reso noto ma si aggira nell’ordine delle decine di milioni di euro. Resta così in piedi solo il mutuo con Dexia, che – come rivelato dallo Spiffero – lo scorso 18 giugno ha visto accolte le sue richieste verso in un procedimento presso l’Alta Corte di Giustizia inglese, dove il Comune di Torino ha deciso di non costituirsi parte in causa.

L’assessora Nardelli parla di “lunga e serrata trattativa che si è conclusa solo qualche giorno fa” e ha motivato l’urgenza con la necessità di chiudere la questione entro la fine di luglio, “evitando rischi di turbolenze sui mercati, dovute sia ai conflitti in essere che alle relative conseguenze sulle politiche monetarie e sulle pratiche commerciali”. Nardelli ha parlato di un lavoro durato mesi e condotto nella massima riservatezza che ha portato a una proposta transattiva “valutata ragionevole, congrua e conveniente”. Altro, non è dato sapere. Un modus operandi che non è piaciuto affatto ai consiglieri di opposizione. 

Scatola chiusa

Ci si aspettava infatti che almeno ai consiglieri venisse dato modo di approfondire la questione, dando loro la possibilità di accedere al fascicolo sui derivati e di esaminarlo. Facoltà che non è stata loro negata, ma solo sul piano formale: dopo la capigruppo di venerdì pomeriggio in cui la giunta chiedeva la procedura d’urgenza, veniva dato tempo fino alle 17 del giorno stesso per fare richiesta di accesso agli atti agli uffici. Altrimenti se ne riparlava direttamente lunedì mattina, cioè oggi, a pochissime ore dalla discussione in aula.

“È una vergogna questo modo di procedere”, ha commentato il consigliere di Torino Bellissima Pierlucio Firrao, che ha denunciato la mancanza di trasparenza, al pari dei suoi colleghi di opposizione, che hanno deciso di lasciare l’aula prima del voto finale, quando il sindaco Stefano Lo Russo era impegnato nel suo discorso di replica, dove ha sostanzialmente ribadito la regolarità della procedura, e giudicato invece congruo il tempo per accedere agli atti. “Non si capisce il senso di fare una seduta secretata per poi non conoscere nemmeno le cifre dell’accordo”, ha dichiarato il consigliere della Lega Fabrizio Ricca.

Critiche che però non sembrano aver toccato né il sindaco né la sua assessora, che si è detta orgogliosa per come si è scelto di procedere: “Questa amministrazione sta risolvendo in maniera definitiva il problema derivati eliminandolo dal tavolo della polemica politica e mettendo in sicurezza i bilanci futuri”. Per ora però le polemiche vanno avanti eccome.

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