Il futuro Presidente? L’esempio di Mattarella

Diciamo subito, a scanso di equivoci, che il prossimo Presidente della Repubblica sarà eletto, dal Parlamento come ovvio, nel febbraio del 2029. Ripeto, febbraio 2029. Curiosamente, però, non passa giorno che quasi tutti gli organi di informazione non dedichino qualche articolo ai retroscena sul prossimo inquilino del Colle. Insomma, sembra quasi una questione di giorni, invece devono ancora passare anni. Certo, parliamo dell’incarico istituzionale e politico più importante del nostro paese. Quindi è anche comprensibile che se ne parli. Però, se vogliamo anche essere onesti intellettualmente, non possiamo non sottolineare che per oltre due anni e mezzo abbiamo, e per fortuna, ancora un Presidente della Repubblica. E, lo dico senza alcuna piaggeria, abbiamo ancora un grande Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Ora, però, e per restare al vivace dibattito che è ormai decollato - legando l’esito delle prossime elezioni politiche del 2027 alla scelta del futuro Capo dello Stato - credo sia anche e soprattutto opportuno indicare alcuni criteri che storicamente dovrebbero sempre accompagnare e caratterizzare il comportamento e il profilo del Presidente della Repubblica.

Innanzitutto, essendo il più alto magistero istituzionale e politico del nostro paese, è indubbio che la terzietà e l’imparzialità politica sono e restano gli ingredienti fondamentali dell’inquilino del Colle. Non può esserci un Presidente politicamente schierato e di parte. Sarebbe la negazione del ruolo stesso del Presidente della Repubblica, come è previsto del resto dalla Costituzione.

In secondo luogo, e forse è l’aspetto più importante, non può essere una figura politicamente “divisiva”. E, al riguardo, non è indifferente il percorso politico del candidato - o della candidata - alla Presidenza della Repubblica. Per restare alla stagione della cosiddetta seconda repubblica, cioè la fase che si è aperta dopo la fine della Dc, lo scoppio di tangentopoli e il cambiamento radicale del nostro assetto politico, come sarebbe possibile avere un Capo dello Stato che sino al giorno prima della sua elezione ha passato il suo tempo a demolire o a criminalizzare politicamente la parte avversa alla sua? Non faccio nomi e cognomi perché sono noti a tutti in entrambi gli attuali ed opposti schieramenti politici, almeno a quelli che seguono il chiacchiericcio dei possibili candidati sui vari organi di informazione. Del resto, come potrebbe essere accettato da tutti un Capo dello Stato che ha lanciato strali, anche violenti, contro la parte politica che ritiene una sua irriducibile nemica? Sarebbe, appunto, un controsenso anche perché più che un elemento di unità di tutto il paese sarebbe una figura fortemente destabilizzante e di profonda divisione. Politica e culturale. E forse anche istituzionale. Ecco perché il percorso politico concreto e pregresso del candidato al Colle non è una variabile indipendente ai fini della sua credibilità e della sua autorevolezza politica, culturale, morale e istituzionale.

In terzo luogo, deve essere una personalità con la P maiuscola. Non si vuole, dicendo questo, fornire giudizi morali sui singoli. Ma è indubbio che il profilo - politico, culturale, professionale, istituzionale e anche umano - del candidato al Colle non può non essere preso in seria considerazione. È pur sempre il riferimento a cui guardano tutti gli italiani e, di conseguenza, il mondo intero.

In ultimo, ma non per ordine di importanza, il Presidente della Repubblica è la figura più autorevole nel fare rispettare, in qualsiasi momento e in qualunque occasione, i principi e i valori contemplati nella Carta Costituzionale. Detto con parole ancora più semplici, chi guarda al Presidente riconosce la Costituzione e chi pensa alla Costituzione incrocia il Presidente. Tertium non datur, come si suol dire.

Ecco perché quando si parla del Presidente della Repubblica, si pensa anche e soprattutto a questi criteri. Ma, per essere ancora più chiari e comprensibili quando si parla, e giustamente, del profilo del Presidente della Repubblica, possiamo dire tranquillamente che l’attuale Capo dello Stato, Sergio Mattarella, conserva e trasmette quotidianamente attraverso il suo alto magistero istituzionale tutti gli elementi che dovrebbero sempre caratterizzare il comportamento del Presidente della Repubblica. Ed è proprio per questa ragione che Mattarella è, da undici anni, non solo la figura istituzionale più stimata e più popolare del nostro paese, ma anche la persona che gode della più alta fiducia del popolo italiano. Perché Mattarella, appunto, ha saputo incarnare concretamente il miglior profilo che deve avere il Presidente della nostra Repubblica.

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