LA SACRA RUOTA

Stellantis ingrana la marcia: 
torna l'utile (293 milioni)

Filosa conferma gli obiettivi del 2026 e annuncia un piano di rilancio di Maserati. Il gruppo punta a tagliare 6 miliardi di costi entro il 2028 e assicura di avere già predisposto le contromisure alla concorrenza dei marchi cinesi. Piazza Affari resta prudente

Il mercato guarda il bicchiere mezzo vuoto, Antonio Filosa prova a mostrare quello mezzo pieno. La Borsa ha accolto con freddezza i conti trimestrali di Stellantis, spingendo il titolo in forte ribasso a Piazza Affari, ma dietro la reazione degli investitori emerge un quadro molto meno fosco di quanto lasci intendere l’andamento del listino. Il gruppo è tornato in utile, ha ricominciato a generare cassa, conferma gli obiettivi per il 2026 e soprattutto rilancia con un messaggio preciso: il piano di trasformazione è partito e, secondo il management, sta persino correndo più velocemente del previsto.

A rafforzare questa lettura è stata la conference call dell’amministratore delegato che ha affrontato uno dopo l’altro tutti i dossier più delicati: dal futuro di Maserati alla sfida dei costruttori cinesi, fino al ruolo strategico dell’Italia nel piano industriale FaSTLAne 2030.

I conti tornano in nero

Il secondo trimestre segna un’inversione di tendenza rispetto allo scorso anno. Stellantis ha chiuso il periodo con ricavi in crescita del 13%, a 43,5 miliardi di euro, e soprattutto con un utile netto di 293 milioni, dopo la perdita di 1,87 miliardi registrata nello stesso trimestre del 2025. Anche il risultato operativo corretto (Adjusted Operating Income) è più che triplicato, passando da 213 a 773 milioni di euro, mentre il margine operativo è risalito dall’esiguo 0,6% all’1,8%.

Il dato probabilmente più significativo riguarda però la liquidità. Il free cash flow industriale è tornato positivo per circa un miliardo di euro, ribaltando le aspettative degli analisti, che prevedevano ancora un saldo negativo. Proprio la capacità di tornare a generare liquidità rappresenta il segnale più incoraggiante del trimestre.

Sul fatturato Stellantis si è sostanzialmente allineata alle previsioni del mercato. L’utile operativo è rimasto leggermente sotto il consenso, ma il flusso di cassa ha sorpreso positivamente tutti. Mediobanca stimava infatti un free cash flow negativo di 172 milioni di euro, mentre il consenso degli analisti arrivava addirittura a prevedere un rosso di 676 milioni. Il risultato effettivo, positivo per circa un miliardo, rappresenta quindi uno scarto molto rilevante.

È proprio questo elemento che ha spinto JPMorgan a leggere il trimestre come l’inizio della trasformazione di Stellantis in un gruppo capace di produrre nuovamente cassa, mentre anche Banca Akros individua nella liquidità il principale punto di forza dei risultati. Più prudenti, invece, Bernstein e Morgan Stanley, secondo cui la redditività resta ancora troppo debole, soprattutto nei mercati europei e nordamericani.

“La strategia è ormai partita”

L’amministratore delegato ha rivendicato i primi risultati del nuovo corso. «Il secondo trimestre è stato caratterizzato da continui progressi, guidati dal Nord America e sostenuti dai contributi di tutte le altre regioni», ha spiegato. Secondo Filosa, l’attuazione della strategia FaSTLAne 2030 è ormai entrata nella fase operativa e il calendario dei nuovi modelli procede senza ritardi.

Per questo Stellantis conferma integralmente la guidance per il 2026: crescita dei ricavi nell’ordine della media cifra singola, margine operativo adjusted positivo e ulteriore miglioramento della generazione di cassa, con l’obiettivo di tornare stabilmente a un free cash flow industriale positivo nel 2027.

Maserati, il piano entro dicembre

Tra le domande più attese c'era inevitabilmente quella sul futuro di Maserati, dopo le indiscrezioni delle ultime settimane sull’eventuale ingresso di partner industriali. Filosa non ha voluto anticipare i contenuti del progetto, ma ha fissato una scadenza precisa. «Per quanto riguarda Maserati, vi chiedo ancora un po’ di pazienza. Entro dicembre saremo in grado di presentare pienamente il nostro piano per il marchio».

Il manager ha aggiunto che sono già in corso numerose iniziative dedicate al Tridente, definito «un fantastico brand che continua a occupare un posto speciale nel cuore di tanti appassionati italiani e non solo».

Sei miliardi di risparmi entro il 2028

Uno dei pilastri del piano FaSTLAne 2030 resta il grande programma di efficientamento interno. L’obiettivo è ottenere sei miliardi di euro di risparmi strutturali entro il 2028 attraverso una profonda revisione dei costi di produzione, della logistica e dell’acquisto dei componenti. «Oggi abbiamo circa 3.000 persone impegnate esclusivamente su questa missione», ha spiegato Filosa.

Il programma procede addirittura in anticipo rispetto alla tabella di marcia. Entro la fine del 2026 sarà infatti già realizzato circa il 40% delle iniziative previste, con un beneficio stimato di almeno 2,4 miliardi di euro sui costi già nel 2027.

La sfida cinese

L’altra grande questione riguarda la crescente offensiva dei costruttori cinesi, soprattutto sul mercato europeo. Filosa non nega la pressione competitiva. «Negli Stati Uniti vedo un contesto favorevole ai prezzi. In Europa la situazione è molto diversa, a causa della concorrenza estremamente aggressiva dei costruttori cinesi». Ma il manager respinge l’idea che si tratti di una minaccia imprevista. «L’offensiva dei costruttori cinesi era una delle ipotesi su cui abbiamo costruito FaSTLAne 2030. Non è una sorpresa». In altre parole, il piano industriale sarebbe stato progettato fin dall’inizio tenendo conto di uno scenario di competizione molto più dura.

Per competere con i marchi cinesi Stellantis punta anche sulle alleanze. Leapmotor International, la joint venture nata con il costruttore cinese, è già diventata il quinto marchio cinese per volumi in Europa. A questo si aggiungerà una nuova generazione di piattaforme. Filosa ha annunciato che la Stella One arriverà sul mercato europeo entro la fine del 2027 e sarà progettata per raggiungere livelli di competitività analoghi a quelli dei principali concorrenti asiatici. Il gruppo, ha aggiunto, continua inoltre a registrare un crescente interesse da parte di altri possibili partner industriali grazie alla forza dei propri marchi, alla presenza globale e alla capacità produttiva.

L’Italia resta centrale

Un messaggio destinato soprattutto agli stabilimenti italiani riguarda il ruolo del nostro Paese nel nuovo piano industriale. «L'Italia è uno dei Paesi storici della nostra costellazione. Il piano italiano procede secondo quanto previsto». Lo stesso vale, ha precisato Filosa, per gli investimenti negli Stati Uniti e in Francia, tutti in linea con il cronoprogramma del gruppo.

La geografia dei risultati resta però molto diversa. Il Nord America è tornato a essere il principale motore della ripresa, con ricavi in aumento del 32%, vendite in crescita del 6% per il quarto trimestre consecutivo e un utile operativo di 284 milioni di euro, sostenuto anche da componenti straordinarie.

L’Europa mostra segnali incoraggianti ma non è ancora uscita dalle difficoltà. Le consegne sono cresciute del 3%, che diventano il 7% considerando anche Leapmotor, grazie soprattutto alla Fiat Grande Panda e ai nuovi modelli della piattaforma Smart Car.

Il risultato operativo resta però negativo per 94 milioni di euro. Tuttavia, il margine passa dal -2,2% al -0,6%, segnale che la distanza dal pareggio si sta progressivamente riducendo.

Dazi e mercato: cammino in salita

Non mancano naturalmente le incognite. Stellantis stima che l’impatto netto dei dazi possa valere tra 1 e 1,2 miliardi di euro, mentre il secondo semestre sarà fortemente concentrato sull'ultimo trimestre, anche per effetto della tradizionale pausa estiva degli impianti. È anche questo uno dei motivi che spiegano la prudenza della Borsa. Dopo la pubblicazione dei conti il titolo è arrivato a perdere oltre l’8% a Piazza Affari, per poi ridurre il ribasso attorno a 7,3% (4,90 euro)

Il mercato continua, dunque, ad attendere prove più robuste sul recupero della redditività. Filosa, invece, invita a guardare oltre il trimestre: i conti tornano in utile, la cassa ricomincia a crescere, il piano industriale accelera e, assicura il numero uno del gruppo, la rotta verso il rilancio è ormai tracciata.

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