Gettonisti, salta la proroga. Pronto Soccorso in allarme
Stefano Rizzi 07:00 Giovedì 06 Agosto 2026Nel decreto sparisce la possibilità di impiegarli nell'emergenza-urgenza fino a giugno 2027. Il giallo sulla cancellazione: suggerimenti del Colle e intervento del Mef. In Piemonte tre quarti dei camici bianchi delle coop sono nei Pronto Soccorso
Era nella bozza, ma nel testo del decreto approvato ieri dal Consiglio dei ministri la proroga fino al 30 giugno 2027 per l’impiego dei gettonisti nei Pronto Soccorso non compare. Sparita.
Sulle ragioni di questa cancellazione si rincorrono diverse ipotesi: alcune la ricondurrebbero addirittura a un suggerimento del Quirinale, altre, più plausibilmente, a un intervento della Ragioneria dello Stato e alle perplessità dello stesso ministero della Salute su un provvedimento fortemente richiesto dalle Regioni che incontrano maggiori difficoltà sul fronte del personale medico dell'emergenza-urgenza.
Sbianchettata misteriosa
Il mistero non è ancora stato chiarito, ma resta la sostanza dei fatti: a dispetto delle anticipazioni e della stessa versione provvisoria del testo approdato a Palazzo Chigi, l'ennesimo ripiego per fronteggiare la carenza di professionisti nei Pronto Soccorso non ha ottenuto il via libera del Governo. La norma prevedeva la possibilità, per le aziende sanitarie e ospedaliere, di affidare a soggetti terzi – cooperative e società di servizi – l’incarico di fornire medici, rinnovando i contratti in essere o stipulandone di nuovi fino al 30 giugno del prossimo anno.
Resta così in vigore la norma introdotta dal ministro Orazio Schillaci nel 2023, che prevede il progressivo superamento del ricorso ai medici forniti dalle cooperative. Una disciplina che, proprio in considerazione delle difficoltà ancora presenti in molte regioni – tra cui il Piemonte – contempla una deroga per i reparti più critici, a partire dai Pronto Soccorso. Deroga scaduta il 31 luglio e che si intendeva prorogare proprio per evitare che i contratti in scadenza, non potendo essere rinnovati, producessero situazioni facilmente immaginabili e che ora appaiono tutt’altro che remote.
Il record del Piemonte
Basta ricordare che nel sistema sanitario piemontese, che pure ha ridotto il ricorso ai gettonisti dopo aver detenuto questo poco invidiabile primato a livello nazionale, oltre tre quarti dei professionisti a gettone sono impiegati proprio nei Pronto Soccorso. E in non pochi casi la prima linea degli ospedali è affidata interamente a personale esterno.
Una pratica, dettata dalla necessità, contro la quale i sindacati dei medici ospedalieri si sono pronunciati più volte. Nelle stesse ore che hanno preceduto la riunione del Consiglio dei ministri, l’Anaao-Assomed, una delle principali sigle di rappresentanza dei camici bianchi, aveva denunciato il paradosso: «Da un lato il ministro, appena insediato, ha reso fuorilegge, come uno dei suoi primi provvedimenti, le cooperative. Dall’altro – aveva aggiunto il segretario nazionale Pierino Di Silverio – continuiamo ad assistere a proroghe per singoli medici gettonisti, contro i quali naturalmente non abbiamo nulla, ma che finiscono per destrutturare un intero sistema».
Sindacati contrari
Di un «male necessario» parla invece Alessandro Riccardi, presidente nazionale della Simeu (Società italiana di medicina di emergenza-urgenza), secondo il quale una soluzione definitiva e strutturale può arrivare soltanto da «una riforma concreta e reale, con adeguate tutele economiche e una migliore qualità del lavoro». Per Riccardi, «finché i pozzi saranno avvelenati dalla possibilità di svolgere un lavoro ben retribuito senza vincoli né controlli, il posto nel servizio pubblico non potrà mai risultare attrattivo».
I numeri raccontano che in due anni l’Italia ha speso oltre un miliardo di euro per i gettonisti e che la parte più consistente di questa spesa si concentra nelle regioni del Nord. Per quanto riguarda il Piemonte, le principali criticità sono state evidenziate anche dall’Autorità nazionale anticorruzione, come riportato recentemente dallo Spiffero.
Futuro a rischio
L’immediato futuro, dopo la mancata proroga, è tutto da decifrare e le sorprese potrebbero non essere affatto positive. Nelle Asl si stanno verificando le situazioni più delicate, con particolare attenzione ai contratti delle cooperative che avevano beneficiato della deroga fino al 31 luglio e che sono ormai prossimi alla scadenza.
Se la linea emersa ieri con la cancellazione della proroga dal decreto sarà confermata, l’unica soluzione praticabile nel breve periodo sembra essere una maggiore adesione dei medici ai bandi per incarichi libero-professionali, cioè senza il tramite delle cooperative, così da coprire almeno in parte le carenze di organico. Nessuno, tuttavia, può escludere che, come già accaduto in passato, l’articolo “sbianchettato” dalla bozza possa riemergere durante l’iter parlamentare del decreto. E proprio alla luce dei precedenti, non sono pochi coloro che scommettono su un possibile ritorno della proroga e, con essa, del ricorso ai gettonisti nei Pronto Soccorso.


