SANITÀ

Niente consegne anche in farmacia. Tempesta perfetta sui pannoloni

Piemonte sotto scacco nella distribuzione dei presidi per anziani e disabili. La scarsità delle forniture blocca il canale di emergenza dei farmacisti. Mana (Federfarma): "Non possiamo garantire tutte le richieste". Intanto Amos passa la mano a Lannutti (logistica)

Nell’estate più calda, il Piemonte vede abbattersi la tempesta perfetta sui pannoloni, più esattamente su quelle decine di migliaia di anziani che non possono farne a meno. Mentre è miseramente fallito il tentativo di superare disfunzioni e disagi nella distribuzione a domicilio, rescindendo il contratto con chi aveva vinto l’appalto e affidando l’incarico ad Amos, anche il canale alternativo e di emergenza delle farmacie è stato chiuso, viste le difficoltà, in questo periodo, di approvvigionamento da parte delle aziende produttrici.

Un accordo stipulato alcuni anni fa tra la Regione e le farmacie, rappresentate da Federfarma, prevede che, nel caso in cui nei magazzini dove vengono stoccati i pannoloni manchino alcune tipologie per un periodo superiore ai sette giorni, le richieste dei cittadini vengano girate automaticamente dal sistema informatico alle farmacie che, a quel punto, sono autorizzate a distribuire i presidi per conto del servizio pubblico.

Farmacie in soccorso

Un sistema che, proprio a causa di quanto sta accadendo da settimane nel servizio affidato alla società partecipata da cinque aziende sanitarie e ospedaliere del Piemonte, negli ultimi giorni è entrato spesso in funzione, con un numero crescente di richieste da soddisfare da parte delle farmacie che, però, non dispongono di grandi magazzini e debbono pertanto rivolgersi alle aziende produttrici.

E se queste ultime hanno da poco chiuso per ferie, ecco che lo scenario, già fin troppo ingarbugliato e pesante, si complica ancora di più. Il rischio paventato dai farmacisti era quello di prendere in carico ordini senza poi poterli evadere, proprio per la scarsità di materiale.

Bloccato il sistema

Per questo motivo, in accordo con la Regione, il sistema è stato sospeso, chiudendo di fatto il canale alternativo senza, peraltro, aver ancora risolto il problema principale, che resta in capo ad Amos. Una sospensione che dovrebbe durare pochi giorni, ma che non poteva che generare ulteriore allarme in una regione dove a ricevere periodicamente i pacchi con i pannoloni sono oltre 80mila persone. O, meglio, dovrebbero esserlo, visto che il passaggio del servizio dalla precedente società – verso la quale la Regione ha aperto un contenzioso con in ballo penali molto alte – ad Amos non ha affatto risolto il problema.

La società in house del sistema sanitario piemontese, il cui capitale è interamente detenuto da cinque aziende sanitarie e ospedaliere, annunciata dall’assessore come l’attesa soluzione, ha tradito le aspettative.

Tant’è che proprio in queste ore si starebbe perfezionando l’accordo con il Gruppo Lannutti, colosso della logistica con sede a Fossano, che già aveva messo a disposizione uno dei suoi magazzini e che ora dovrebbe prendere in mano l’intera organizzazione della gestione delle scorte e della distribuzione.

Amos e caos

Nel frattempo, all’interno di Amos si sarebbero susseguiti tentativi per fronteggiare una situazione ogni giorno più critica, arrivando anche a decisioni sulle quali il vertice tecnico della sanità regionale avrebbe acceso più di una luce.

Nella vana ricerca di far girare una macchina che si era subito inceppata, si sarebbe arrivati anche a spostare temporaneamente addetti e referenti di altri importanti servizi, come il call center che risponde al numero 116117 per la continuità assistenziale (l’ex guardia medica), proprio sul fronte caldo dei pannoloni.

Ecco perché il canale di emergenza rappresentato dalle farmacie – con la loro rete capillare sul territorio e la loro esperienza nella gestione di questo servizio – sarebbe stato di non poco sollievo e avrebbe rappresentato una garanzia per tutti quei cittadini che, in alcuni casi, aspettano da mesi quel che è loro dovuto.

Soccorso logistico

«La chiusura e le assai ridotte consegne da parte dei fornitori non ci avrebbero consentito di garantire in maniera assoluta la risposta agli ordini», spiega Massimo Mana, presidente di Federfarma Piemonte.

Insomma, meglio evitare di aggiungere ulteriori false aspettative a chi già ne subisce gli effetti da tempo. E così a tutti i farmacisti è arrivata la circolare in cui si invita a sospendere temporaneamente le prenotazioni per i pannoloni. Nell’attesa che i fornitori, forse già dalla prossima settimana, riprendano a consegnare. E che il passaggio di mano da Amos all’operatore della logistica riporti la situazione verso la normalità. E i pannoloni a casa di chi li aspetta da tempo.

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