118, dietrofront in Piemonte: niente Super Asl per gli infermieri
Stefano Rizzi 13:25 Lunedì 17 Agosto 2026Abbandonata l'idea di trasferire i professionisti dell'emergenza ad Azienda Zero. Resteranno dipendenti degli ospedali con una revisione delle convenzioni. Ancora in numero insufficiente. Più di un anno senza fare passi in avanti. La proroga scade a fine anno
Sono pochi, ne servirebbero altri e intanto sugli infermieri dell’Emergenza 118 del Piemonte si consuma l’ennesimo rituale con cui si spinge sempre più avanti una decisione definitiva e una soluzione ormai fin troppo attesa che, adesso, si profila come un contrordine rispetto agli annunci.
Ai circa 500 professionisti oggi in servizio ne andrebbero aggiunti almeno un centinaio, ma anche in questo caso non viene certo in soccorso l’incertezza che da oltre un anno segna il percorso verso una riforma di un settore vitale, nel vero senso della parola, del sistema sanitario piemontese.
Fino a poco più di un anno fa la linea indicata dalla Regione era quella di trasferire il personale infermieristico che opera nel 118 alle dirette dipendenze di Azienda Sanitaria Zero, che tra le sue numerose competenze si era vista assegnare proprio l’Emergenza-Urgenza, superando il sistema delle convenzioni con le quattro aziende ospedaliere – Città della Salute di Torino, Maggiore della Carità di Novara, Santa Croce e Carle di Cuneo e Santi Antonio e Biagio di Alessandria – che tuttora forniscono il personale. Il passaggio nell’organico della Super Asl sembrava solo questione di tempo.
La lista di Schael
Nella primavera del 2025, addirittura, ci fu chi, come l’allora commissario dell’azienda ospedaliera di corso Bramante Thomas Schael, si spinse – con rigore teutonico – a predisporre un dettagliato elenco del personale, ma anche delle dotazioni tecniche e logistiche, pronti a essere trasferiti in Azienda Zero.
Lì, però, i tempi e l’approccio erano assai diversi: dal suo insediamento il direttore Adriano Leli non aveva impresso l’accelerazione attesa verso la soluzione del problema, lasciando di fatto in un limbo il futuro degli infermieri, le cui rappresentanze sindacali non erano affatto contrarie al trasferimento e denunciavano da tempo disparità di trattamento, anche economico, tra le quattro aziende ospedaliere datrici di lavoro.
Questioni economiche, ma non solo: per i sindacati le convenzioni presentavano e presentano tuttora lacune anche su aspetti della vita lavorativa dei dipendenti e della loro organizzazione. E dalle sigle sindacali, per tutto questo tempo, sarebbero arrivati periodici richiami alla Regione affinché definisse, una volta per tutte, la questione.
I tempi di Riboldi
Era il marzo 2025 quando, di fronte all’ennesima sollecitazione dei sindacati a ridosso della scadenza della convenzione, l’assessore alla Sanità Federico Riboldi assicurava: “Ribadisco ancora una volta la ferma volontà della Regione e mia di risolvere quanto prima, e in modo positivo, la questione degli infermieri. E, più in generale, del personale delle quattro sedi di centrale operativa del 118, professionisti al servizio dei cittadini piemontesi per garantire la loro salute nell’emergenza-urgenza”.
È trascorso più di un anno e, spingendo ancora avanti la scadenza con una proroga che dovrebbe terminare a fine anno, la situazione è rimasta di fatto immutata. Semmai, a cambiare sembra essere proprio il modello di soluzione: non più l’annunciato trasferimento degli infermieri dalle quattro aziende alla Super Asl, ma una sostanziale conferma delle convenzioni, seppur modificate.
Da Leli a D’Angelo
Nel frattempo, lo scorso marzo, c’è stato il cambio al vertice di Azienda Zero, con l’insediamento di Massimo D’Angelo al posto di Leli, dirottato alla nuova azienda ospedaliera Regina Margherita-Sant’Anna. E D’Angelo non pare avere dubbi sulle possibili conseguenze che il passaggio degli infermieri del 118 nella pianta organica della sua azienda potrebbe comportare. Una su tutte: nel caso di non idoneità, anche temporanea, a svolgere un servizio impegnativo e pesante come quello dell’emergenza, dove sarebbero collocati quei professionisti? Gli uffici della Super Asl sembrano già sufficientemente affollati e non sono mancate assunzioni di figure professionali sulla cui reale necessità sono state avanzate non poche perplessità. E poi ci sarebbe l’ulteriore problema dei rincalzi e delle sostituzioni.
Il fronte sindacale
Tutte questioni che hanno fatto propendere per l’abbandono di quella che era ormai più di un’ipotesi e per lavorare, invece, su alcune modifiche, confermando le convenzioni con i quattro grandi ospedali. Anche dal fronte sindacale – con cui sono in corso incontri per definire uno schema condiviso – non c’è l’intenzione di alzare barricate, ma viene chiesto di chiudere la questione in tempi brevi.
“C’è la necessità di superare i limiti e le criticità delle attuali convenzioni – dice Francesco Coppolella, segretario regionale di Nursind – e l’intesa cui stiamo lavorando punta a una profonda revisione: dall’organizzazione alla garanzia di una reale omogeneizzazione, fino alla chiara definizione delle tutele e delle responsabilità”.
Il vertice di Azienda Zero sembra intenzionato ad arrivare alla fine di settembre con un piano dettagliato su cui lavorare per evitare ulteriori proroghe, anche se tutti i problemi del 118 del Piemonte non si esauriscono nella dipendenza degli infermieri da questa o quell’azienda.


