Ricca porta la destra nel 2026,
stoppa Vannacci e avvisa Marrone
Davide Depascale 07:00 Venerdì 28 Agosto 2026
Il capogruppo leghista rivendica una linea liberale sui diritti. La 194 diventa una linea di confine: lontano dalle posizioni del generale, ma anche dalle battaglie antiabortiste del vicepresidente della Regione. E nel Carroccio in subbuglio guarda verso il Nord
“Ma davvero si può ancora essere antiabortisti nel 2026?”. Un’affermazione netta, in un momento in cui la discussione sul tema dei diritti, oggi incasellata nella cornice del woke, è tornata al centro del dibattito. Ma a pronunciarla non è stato un intellettuale progressista, un’attivista “pro-choice” o un esponente del centrosinistra. Bensì uno dei nomi di punta della Lega in Piemonte: Fabrizio Ricca, capogruppo del Carroccio in Consiglio regionale e a Torino, in Sala Rossa.
Con un reel pubblicato sulle sue pagine social, Ricca si schiera convintamente a favore del diritto all’aborto e coglie l’occasione per riaffermare lo spazio d’agibilità per quella che lui definisce “una destra moderna”. Una posizione niente affatto nuova per chi si è sempre definito un liberale, ma la scelta di tornarci ora è tutt’altro che casuale e può essere facilmente interpretata come un messaggio che ha più di un destinatario: gli avversari, la coalizione di centrodestra e il suo stesso partito. Con la campagna elettorale alle porte, una scelta di campo foriera di conseguenze.
Altolà a Vannacci
A fornire l’assist per l’uscita del capogruppo leghista è stato, tanto per cambiare, il generale Roberto Vannacci, che con la pubblicazione “a puntate” del programma di Futuro Nazionale ha fatto parlare di sé per una serie di proposte considerate retrograde anche da pezzi del suo partito. Tra queste spicca una profonda revisione della legge 194, che regolamenta l’accesso all’aborto in Italia.
Occasione perfetta per Ricca per ribadire la distanza siderale, sul piano ideologico, da quello che fino a pochi mesi fa era il suo vicesegretario, provando a intercettare consensi in quella destra moderata che guarda con sfavore a un ingresso di Fn nella coalizione di centrodestra e che, per giunta, condannerebbe la Lega – che gli ultimi sondaggi danno addirittura sotto il 5% – all’irrilevanza. Eppure il bersaglio principale del reel pubblicato dal consigliere non è affatto il generale. O, almeno, non solo.
Marrone avvisato
A portare avanti posizioni antiabortiste non ci sono solo i vannacciani e, in Piemonte, il centrodestra vede tra i suoi vertici proprio Maurizio Marrone, vicepresidente della Regione, assessore al Lavoro e al Welfare e uomo forte di Fratelli d’Italia sotto la Mole, tanto da essere il favorito per sfidare il sindaco Stefano Lo Russo nella corsa a Palazzo Civico. Dal Grattacielo Marrone ha promosso iniziative come la “stanza dell’ascolto”, per scoraggiare le donne incinte dal ricorrere all’aborto, e il fondo “Vita nascente”, per sostenere economicamente le neomamme, incontrando il plauso delle associazioni pro-vita.
Provvedimenti votati anche da Ricca, essendo la Lega parte della maggioranza che sostiene la giunta Cirio, ma sui quali il capogruppo non ci tiene minimamente a mettere il cappello. “Su Vita nascente c’è un discorso lungo da fare”, mette le mani avanti, ribadendo di aver sempre espresso le sue perplessità. “La mia posizione sul tema non è mai cambiata”, afferma. E in effetti non si possono non ricordare le sue aperture su un altro argomento delicato come il fine vita, sulle quali ha trovato la sponda del governatore Alberto Cirio dopo le ultime pronunce della Corte costituzionale che ne sollecitano la regolamentazione, accompagnate dalle strigliate di Marina Berlusconi.
Con buona pace di Marrone, che con l’avvicinarsi dell’appuntamento elettorale dovrà abituarsi alle intemerate del leghista, pronto a piantare le sue bandiere per distinguersi il più possibile non solo da Vannacci, ma anche e soprattutto dall’ingombrante alleato. Con un appuntamento da cerchiare sul calendario: l’Europride del 2027, che si terrà proprio a Torino. La Regione darà il suo patrocinio all’evento più importante d’Europa per la comunità Lgbt? Con Cirio che non ha mai posto particolari preclusioni sul tema, Ricca sa bene dove colpire nel caso in cui volesse mettere ulteriormente in difficoltà il suo vice.
Quale Lega?
Ma il messaggio del capogruppo è rivolto anche all’interno del suo partito, che sta vivendo una fase particolarmente turbolenta, con una fronda nordista sempre più accesa e decisa a chiedere al segretario Matteo Salvini di farsi da parte, prendendo atto del crollo dei consensi. L’aborto non sarà il tema del contendere, ma resta un argomento chiave per capire quale orientamento prevalga oggi nel Carroccio: quello di Luca Zaia, che già da governatore del Veneto aveva provato a far approvare una legge sul fine vita, o quello del presidente della Camera Lorenzo Fontana, fiero tradizionalista cattolico, proprio come l’ex parlamentare Simone Pillon, da sempre in prima fila nelle manifestazioni pro-vita?
Una posizione così netta da parte di Ricca non può non essere letta come un avvicinamento a quel fronte del Nord che vede in Zaia e nei governatori Massimiliano Fedriga e Attilio Fontana, pur con diverse sfumature, i principali esponenti e che auspica una svolta moderata del Carroccio, vicina alle istanze dei ceti produttivi e lontana anni luce da parole d’ordine come “remigrazione”, che hanno fatto le fortune di Vannacci ma che restano forti anche tra i ranghi della Lega salviniana.
Sarà pur vero – e lo è – che Ricca non ha mai cambiato idea sull’aborto, ma il momento scelto per tornare alla ribalta si innesta in una fase di grandi movimenti nel suo partito. E lui sta bene attento a non farsi trovare travolto.


