FIANCO DESTR

Vannacci assegna le mostrine,
ecco i colonnelli del Piemonte

Il braccio destro Simoni ufficializza l'organigramma della fase costituente. Forzese conquista Torino e lascia a piedi Bravo, a Cuneo Lauria vince il derby della destra, Gigantino prende Novara. Diciotto nomine tra vicari, province e città: la truppa ora ha i comandanti

La guerra di mostrine ha finalmente prodotto i gradi. Dopo settimane di trattative, veti, autocandidature e qualche sgomitata di troppo, Futuro Nazionale mette nero su bianco il primo organigramma piemontese. A firmarlo è Massimiliano Simoni, coordinatore nazionale del partito di Roberto Vannacci, che questa mattina ha ufficializzato i responsabili chiamati a guidare sul territorio la fase costituente.

Un passaggio atteso, soprattutto dopo le tensioni che avevano accompagnato nelle ultime settimane la costruzione della nuova creatura politica dell’ex generale. Come aveva raccontato lo Spiffero pochi giorni fa, il problema non era trovare aspiranti comandanti, quanto distribuire le mostrine senza trasformare la nascente struttura in un campo di battaglia. Alla fine Simoni ha scelto una soluzione piuttosto articolata: accanto alle responsabilità provinciali compaiono quelle dei capoluoghi, oltre a incarichi regionali e organizzativi. Un modo anche per moltiplicare le caselle e, inevitabilmente, ridurre il numero degli scontenti. E forse non è un caso che a comunicare il nuovo organigramma sia il braccio destro nazionale di Vannacci e non il commissario regionale Emanuele Pozzolo, sul quale nei giorni scorsi si erano concentrate non poche rimostranze per la gestione della delicata partita delle nomine.

Forzese conquista Torino

La prima conferma riguarda Enrico Forzese. L’esponente della destra torinese, transitato negli anni attraverso diverse sigle, viene nominato vicario regionale con delega alla provincia di Torino. Era il nome dato in pole position e la scelta di Simoni certifica il peso conquistato all’interno della nuova formazione. A farne le spese è Eugenio Bravo, sindacalista del Siulp ed ex candidato al Consiglio comunale nelle liste della Lega, che aveva puntato proprio sulla guida torinese del nuovo partito. Nella corsa per diventare il riferimento vannacciano sotto la Mole, però, Forzese gli ha soffiato la mostrina.

Bravo smentisce di essersi mai proposto e di non aver mai ricevuto nessuna proposta (“storia falsa e tendenziosa”), ma dentro Futuro Nazionale raccontano un’altra versione: a quell’incarico avrebbe tenuto parecchio. E il ruolo nel Siulp, del resto, non gli aveva impedito nel recente passato di candidarsi con la Lega di Salvini. In verità, Bravo piuttosto che a una carica nel partito, incompatibile con quella che attualmente riveste nel sindacato, sembra puntare a una candidatura alle Comunali o addirittura alle Politiche.

Per il capoluogo, invece, la responsabilità va all’avvocato Gianpaolo Mussano. Una distinzione tra città e provincia che consente a Futuro Nazionale di allargare la propria catena di comando proprio nel territorio politicamente più pesante, quello dove nel 2027 si voterà per Palazzo Civico e dove Vannacci dovrà decidere se presentarsi in autonomia oppure utilizzare la propria forza elettorale nella trattativa con il centrodestra. Nell’organigramma regionale entra anche Cristina Patelli, già consigliera regionale della Lega, nominata responsabile degli Enti locali.

A Cuneo vince Lauria

La partita più combattuta era probabilmente quella della Granda. Alla fine la mostrina provinciale finisce sul petto di Giuseppe “Beppe” Lauria, storico esponente della destra cuneese, che prevale nella corsa in cui era entrato anche Francesco Toselli, ex consigliere regionale di Forza Italia.

Una contesa tutt’altro che secondaria, perché proprio Cuneo rappresenta uno dei territori nei quali si sono manifestate con maggiore evidenza le diverse provenienze e sensibilità confluite sotto le insegne vannacciane. Simoni ha sciolto il nodo assegnando a Lauria la provincia, mentre per la città di Cuneo viene nominato Simone Sava.

Anche qui la moltiplicazione degli incarichi aiuta a tenere insieme una formazione ancora in costruzione, nella quale convivono vannacciani della prima ora, reduci dalla Lega, transfughi di Fratelli d’Italia e personaggi provenienti dalla galassia della destra locale.

Gigantino si prende Novara

Interessante anche la soluzione scelta per Novara, uno dei dossier più delicati. La responsabilità provinciale va a Mauro Gigantino, mentre per la città viene indicato l’avvocato Giorgio Fornaroli. Gigantino era uno dei nomi da tenere maggiormente d’occhio. Insieme a Michele Ragno aveva costruito un rapporto diretto con Vannacci, tanto da alimentare qualche malumore nella nascente catena di comando regionale. La nomina arrivata da Simoni, esplicitamente annunciata “in pieno accordo” con il generale, chiude almeno formalmente la questione e riconosce il peso del gruppo novarese.

Ad Asti la provincia viene affidata all’avvocato Michele Iannotta, altro nome già emerso nelle scorse settimane, mentre la città va a Nicolò Garnarolo.

Più articolato il quadro nell’Alessandrino. Per la provincia Simoni sceglie Marco Botta, storica figura della destra locale ed ex consigliere regionale, mentre Evaldo Pavanello, indicato nei giorni scorsi tra i papabili per il coordinamento provinciale, viene destinato alla città di Alessandria. A Casale Monferrato la responsabilità è affidata all’avvocato Alberto Costanzo.

Da Biella al Vco

A Biella viene confermato un altro dei nomi anticipati dallo Spiffero: Guido Dellarovere, nominato responsabile dell’Organizzazione con delega alla provincia. Per la città la scelta cade invece su Alberto Monticone.

Nel Verbano-Cusio-Ossola acquista un ruolo di primo piano Davide Titoli, nominato vicario regionale con delega alla provincia, mentre Luca Partesana guiderà la struttura nella città di Verbania. Infine Vercelli, dove la responsabilità provinciale viene assegnata a Giancarlo Locarni e quella cittadina a Michelino Altamura.

Manipolo di comando

In tutto sono diciotto nomine, distribuite tra incarichi regionali, organizzazione, enti locali, province e città. Un piccolo Cencelli nero che fotografa la necessità di Vannacci di passare dalla fase del movimento personale a quella, assai più complicata, della costruzione di un partito vero.

“Da Nord a Sud il partito si struttura e avanza”, proclama Simoni, assicurando che in Piemonte viene messo in campo “il meglio per servire la Nazione”. Adesso bisognerà vedere quanto ordinatamente avanzerà la truppa una volta distribuite le mostrine. Perché l’organigramma risolve il primo problema, quello dei nomi, ma ne apre immediatamente un altro: quello dei rapporti di forza. E non è un dettaglio.

 Una testa un tema

Pozzolo, però, non resta a guardare. A stretto giro completa l’organigramma con le prime nomine nelle aree tematiche. Fabio Falcioni si occuperà di Associazioni e Sport, Andrea Filattiera dei rapporti con il Mac e i Comitati, l’ex consigliere regionale leghista Claudio Leone sarà referente regionale per la Caccia e vicario provinciale di Torino, Pietro Francesco Toselli seguirà Eventi e Comunicazione, Elena Tamagnone le Donne, Antonio De Sossi la Sicurezza e Rosa Criscuolo Welfare e Inclusione.

Una seconda infornata che consente anche di recuperare qualche nome rimasto fuori dalla distribuzione delle mostrine territoriali. È il caso soprattutto di Toselli, che aveva conteso a Lauria il coordinamento della provincia di Cuneo e trova ora posto alla guida di Eventi e Comunicazione, e di Leone, al quale oltre alla Caccia viene affidato il ruolo di vice di Forzese nella provincia di Torino.

“Facciamo un ulteriore passo nella costruzione di una struttura organizzata, radicata e capace di confrontarsi concretamente con il territorio”, spiega Pozzolo, annunciando per i prossimi giorni altre nomine. L’obiettivo dichiarato è trasformare le istanze provenienti dalla società in proposte politiche e costruire una presenza che non si limiti alle campagne elettorali. Insomma, dopo province e capoluoghi arrivano anche i dipartimenti. E la caserma vannacciana piemontese comincia ad affollarsi.

Nella primavera del 2027 andranno al voto Torino, Cuneo, Novara, Asti e Alessandria, cioè cinque città nelle quali da oggi Futuro Nazionale dispone non soltanto di una struttura provinciale, ma anche di un responsabile specifico per il capoluogo. Le nomine di questa mattina, dunque, non servono soltanto ad appendere targhette sulle porte di un partito ancora senza molte porte. Servono a preparare candidature, liste e soprattutto la trattativa con gli altri partiti del centrodestra. Vannacci ha messo in fila gli ufficiali. Ora si vedrà quanti soldati hanno davvero alle spalle e, soprattutto, se marceranno tutti nella stessa direzione.