POLITICA & SANITÀ

"5 miliardi in più per la sanità", trappolone Pd al centrodestra

Il governatore dell'Emilia Romagna scrive a Fedriga: "La Conferenza delle Regioni chieda al Governo l'incremento per il 2027". Come reagiranno gli enti di centrodestra? In Piemonte arriverebbero circa 370 milioni in più (il costo per assumere gli infermieri che mancano)

Una di quelle proposte che non si possono rifiutare. Tant’è che sarà davvero interessante vedere come risponderanno le Regioni amministrate dal centrodestra alla richiesta avanzata dal governatore dell’Emilia-Romagna Michele De Pascale al presidente della Conferenza delle Regioni: chiedere al Governo 5 miliardi in più per la sanità italiana nel 2027.

De Pascale ha messo nero su bianco la richiesta in una lettera inviata al presidente della Conferenza, Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli-Venezia Giulia, tendendo quello che appare come un trappolone al fronte avversario e, comunque, mettendo in campo una delle mosse del Pd di quella lunga serie che si annuncia in vista delle elezioni politiche.

Nella lettera, l’ex sindaco di Ravenna, succeduto a Stefano Bonaccini alla guida della Regione, ricorda infatti che è stato lo stesso ministro della Salute Orazio Schillaci a dichiarare che «se non si stanziano almeno 5 miliardi il sistema nel 2027 non tiene». «Quindi non è una proposta di De Pascale – scrive il governatore – ma di Schillaci e le Regioni dovrebbero sostenere la proposta del ministro».

I conti di Schillaci

Per rendere ancora più difficile liquidare la sua iniziativa come una provocazione, De Pascale ci ha messo sopra un carico da undici, come si dice a briscola. Anzi, da venti: «Se il centrosinistra vincerà le prossime elezioni deve dire con chiarezza che nell’arco della legislatura metterà almeno 20 miliardi in più di finanziamento sulla spesa sanitaria e credo che questa cosa vada fatta capire molto bene agli italiani».

Una prospettiva tutta da verificare. Intanto, però, il governatore dem ha chiesto che la proposta di aumentare di 5 miliardi il Fondo sanitario nazionale già dal prossimo anno venga discussa nella prossima riunione della Conferenza. E riesce difficile immaginare che dalle Regioni di centrodestra possa arrivare un no secco.

Non solo perché, come astutamente ha ricordato De Pascale, è lo stesso ministro della Salute a indicare la necessità di quell’incremento di risorse, ma soprattutto perché sono quasi tutte le Regioni, indipendentemente dal colore politico, ad averne estremo bisogno.

Ossigeno per il Piemonte

Il Piemonte, per esempio, le cui casse della sanità hanno dovuto beneficiare di un travaso di oltre 200 milioni provenienti da altri assessorati per ridurre il disavanzo del 2025, dei 5 miliardi aggiuntivi porterebbe a casa circa 370 milioni.

Una cifra che non solo metterebbe la Regione guidata da Alberto Cirio al riparo dal rischio di un piano di rientro, ma consentirebbe anche interventi reclamati da tempo come più che necessari e che, finora, devono fare i conti con la scarsità di risorse.

Basti pensare agli infermieri: secondo i sindacati, nel sistema sanitario piemontese ne mancano circa 6mila e trovarne anche un numero decisamente inferiore resta un’impresa ardua. Ma se quell’esercito di professionisti si riuscisse davvero a reclutarlo, bisognerebbe mettere in conto – calcolando a spanne stipendi e altri costi – oltre 350 milioni all’anno. Una cifra che coinciderebbe sostanzialmente con quella destinata al Piemonte qualora il Governo decidesse, per il prossimo anno, di fare ciò che prima il ministro Schillaci e oggi il governatore dell’Emilia-Romagna indicano come indispensabile.

Infermieri da reclutare

Uno scenario a dir poco ipotetico, soprattutto considerando le difficoltà nel reclutare infermieri, a dispetto delle ormai numerose missioni in terre lontane dell’assessore meloniano Federico Riboldi, attualmente in Uzbekistan, e delle probabili campagne acquisti che presto potrebbero partire da alcune Regioni, questa volta restando entro i confini nazionali.

Ben più concreta, invece, è la questione politica che potrebbe presto aprirsi in seno alla Conferenza presieduta da Fedriga. La richiesta di De Pascale, infatti, tocca il nervo scoperto della sanità italiana: quello delle risorse. E su questo, quando si tratta di far quadrare i conti e garantire i servizi, il colore politico delle Regioni conta assai meno.

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