Comitato Vercelli a Meloni, governo porta il Paese contro un muro

"Il treno sul quale il suo governo ha scelto di viaggiare, a nostro avviso, è ormai da tempo fuori dai binari della storia. E il rischio è quello di condurre l'intero Paese contro un muro, riproponendo logiche e dinamiche che la storia italiana ha già conosciuto e che non intendiamo dimenticare". E' un passaggio della lettera aperta che a Vercelli il 'Comitato per No referendario' annuncia di voler consegnare a Giorgia Meloni in occasione dell'arrivo della premier in città l'11 settembre per la manifestazione enogastronomica Risò. "L'antifascismo - si legge - non è un'etichetta del passato, né un concetto da rimuovere dal dibattito pubblico: è un valore fondativo della Repubblica italiana. Riteniamo che il suo governo stia mostrando sempre più chiaramente una concezione del potere che deve essere contrastata attraverso gli strumenti democratici messi a disposizione dalla Costituzione". "Noi - aggiungono gli estensori del documento - chiediamo un'altra Italia. Un'Italia che scelga la pace anziché il riarmo, che difenda la sanità e la scuola pubbliche, che garantisca lavoro dignitoso e salari adeguati, che affronti seriamente la crisi climatica, che non abbia paura del dissenso, che riconosca la dignità di ogni persona. E chiediamo un'altra prospettiva anche per Vercelli e per il suo territorio: una prospettiva costruita sulla partecipazione, sulla giustizia sociale, sulla tutela dell'ambiente, sulla cultura e sul lavoro". All'iniziativa del comitato, che ha come portavoce l'avvocato Luca Mancini, hanno aderito per ora Arcigay Vercelli, Avs, Cgil Vercelli-Valsesia, M5S, Prc e gruppi antispecisti.

print_icon