PALAZZO LASCARIS

Case popolari, gettone fisso.
M5s: "Lo stipendificio di Cirio"

Approvata in Commissione edilizia della Regione Piemonte la delibera che aumenta le remunerazioni dei consiglieri Atc. Per la Giunta l'impatto economico è minimo, votano contro solo i pentastellati: "Ogni euro in più è un euro tolto agli inquilini"

Le case popolari latitano, gli stipendi dei responsabili aumentano. La II Commissione del Consiglio regionale ha dato oggi il via libera alla delibera che trasforma il gettone di presenza dei consiglieri di amministrazione delle Agenzie Territoriali per la Casa (Atc) in un compenso mensile fisso.

Il provvedimento ha incassato il voto favorevole della maggioranza di centrodestra e, soprattutto, del Partito Democratico, mentre Avs non ha partecipato al voto. Contrario il Movimento 5 Stelle, che parla di “stipendificio senza fine della Giunta Cirio”.

Le modifiche

Il testo interviene sul trattamento economico degli organi delle tre Atc piemontesi (Nord, Centrale e Sud) modificando le delibere di Giunta n. 24-1254 del 2015 e n. 19-915 del 2025. La novità principale riguarda i consiglieri di amministrazione che non ricoprono la carica di Presidente o Vice Presidente: finora percepivano un gettone di presenza di 60 euro per ogni seduta a cui partecipavano, importo già raddoppiato rispetto ai 30 euro iniziali con la delibera dello scorso marzo.

Con il nuovo provvedimento il gettone viene sostituito da un compenso mensile lordo onnicomprensivo di 700 euro per dodici mensilità, svincolato dal numero di sedute a cui il consigliere partecipa. Viene inoltre soppresso il rimborso spese finora previsto per i consiglieri residenti fuori dal Comune sede delle riunioni. Più soldi, e nessuna necessità di presenziare per incassarli.

Compenso equo

Nella relazione istruttoria la Regione giustifica la scelta richiamando le competenze e le responsabilità attribuite ai consigli di amministrazione dallo Statuto-tipo delle Atc — dall’approvazione dei bilanci alla nomina del direttore generale, fino alla programmazione degli interventi — sostenendo che il gettone a seduta non tenga conto del lavoro svolto dai consiglieri anche al di fuori delle riunioni formali. Quanto all’impatto sui bilanci delle Agenzie, la delibera lo stima marginale: +0,05% per Atc Nord, +0,003% per Atc Centrale, +0,03% per Atc Sud, con una media dello 0,015% sulla spesa complessiva delle tre agenzie.

Il fronte del voto in Commissione racconta però un’altra chiave di lettura del provvedimento. Al netto della composizione tecnica del testo, non è affatto un mistero che diversi consiglieri di amministrazione delle Atc siano espressione dell’area di centrosinistra: un dettaglio che spiega bene perché il Pd, all'opposizione in Regione, abbia scelto di votare a favore insieme alla maggioranza guidata da Alberto Cirio, mentre il M5s — rimasto isolato nel voto contrario — ne ha fatto motivo di attacco frontale alla Giunta.

L’attacco dei pentastellati

“La Giunta Cirio fa della Regione uno stipendificio”, attaccano in una nota congiunta la capogruppo M5s in Consiglio regionale Sarah Disabato e i consiglieri Pasquale Coluccio e Alberto Unia, ricordando che appena un anno fa era già stato aumentato il compenso dei vice presidenti delle Atc, passato da 1.000 a 2.500 euro mensili, insieme al raddoppio del gettone di presenza dei consiglieri, da 30 a 60 euro.

Per gli esponenti pentastellati il compenso fisso di 700 euro mensili premia i consiglieri a prescindere da quante riunioni facciano, al punto che — sottolineano — basterebbe partecipare a una sola seduta l’anno per incassare 8.400 euro lordi. “Si tolgono gettoni legati all'effettiva attività consiliare e si regala, in cambio, un compenso fisso che prescinde dal lavoro svolto e non richiede nemmeno di presentarsi in Consiglio”, scrivono.

Meno soldi agli inquilini

Il M5s contesta anche l’argomento usato dalla Giunta per minimizzare l’impatto economico del provvedimento: “Si tratta comunque di soldi che escono dai bilanci delle Agenzie che gestiscono le case Atc. Ogni euro in più che va ai consiglieri è un euro che viene tolto agli inquilini”, affermano Disabato, Coluccio e Unia, richiamando le criticità che continuano a pesare sul patrimonio di edilizia sociale piemontese: alloggi degradati, carenza di manutenzione, unità sfitte, liste d’attesa inevase e occupazioni abusive.

“Questioni che sembrano non prioritarie per la Giunta regionale, ben più attenta a gonfiare gli stipendi delle figure che nomina ai vertici delle Atc”, concludono, denunciando anche “la totale mancanza di interlocuzione” della Giunta e dell’assessore responsabile, il vicepresidente Maurizio Marrone, con il proprio gruppo: “Il nostro è l’unico gruppo che ha votato contro”. Del resto votare contro il proprio portafogli è sempre affare complicato.

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