Dynasty Agnelli, Margherita perde con John ma insidia la Dicembre
14:06 Venerdì 11 Settembre 2026La giudice respinge la costituzione di parte civile contro Elkann sul caso della residenza di Marella, ma ammette la figlia dell'Avvocato nel filone sul falso contestato a Morone e Ferrero. Proprio quello che riguarda i documenti sulle quote della cassaforte di famiglia
Respinta contro il figlio, ammessa però sul fronte che porta alla Dicembre. La decisione presa oggi dalla giudice Irene Giani nell’udienza preliminare sull’inchiesta che coinvolge John Elkann, il commercialista Gianluca Ferrero e il notaio Remo Morone ha due facce. Margherita Agnelli non potrà costituirsi parte civile contro il figlio nel procedimento relativo alla contestata residenza svizzera della madre Marella Caracciolo. Entra invece come parte civile nel segmento in cui viene contestato il falso a Morone e Ferrero. Ed è proprio quello che conduce alle carte della Dicembre, la cassaforte di famiglia posta al vertice della catena di controllo di Exor.
Una decisione che, letta alla luce degli atti e dei diversi contenziosi in corso, difficilmente può essere considerata una vittoria piena per Elkann. La difesa del presidente di Stellantis ha ottenuto ciò che chiedeva sul terreno più immediato: impedire alla madre di sedersi formalmente dalla parte dell’accusa contro il figlio per i reati legati alla residenza di Marella e alle conseguenze fiscali. Ma la porta che si è chiusa da una parte si è aperta proprio sul versante patrimonialmente più sensibile. L’udienza è stata aggiornata e la giudice dovrà ancora pronunciarsi sulle richieste di rinvio a giudizio.
Margherita fuori contro John
La richiesta avanzata da Margherita Agnelli era pesante anche sul piano simbolico. La figlia dell’Avvocato aveva chiesto 1,3 milioni di euro per soli danni morali, sostenendo di essere stata vittima di un «articolato piano fraudolento» che, secondo i suoi legali, avrebbe avuto l’effetto di pregiudicarne i diritti sulle successioni dei genitori e sulle partecipazioni della Dicembre.
La difesa Elkann aveva reagito con durezza. L’avvocato Paolo Siniscalchi aveva contestato alla radice la possibilità che un privato potesse chiedere un risarcimento per fatti che, nella prospettazione accusatoria, avrebbero prodotto innanzitutto un danno al Fisco. Una linea che oggi ha ottenuto un risultato importante: Margherita non è stata ammessa parte civile contro John Elkann. «Condivisibile». per Siniscalchi la decisione della gip di respingere la richiesta di Margherita di costituirsi parte civile contro il figlio. «Abbiamo sempre sostenuto – ha spiegato al termine dell’udienza – che la costituzione di parte civile non può essere uno strumento per inserire nel processo penale degli insondabili rancori personali».
Di tutt’altro segno la lettura dell’avvocato Diego Trevisan, legale di Margherita. «Avevamo chiesto soltanto il riconoscimento di un danno morale, non patrimoniale. In questa fase non siamo stati ammessi come parte civile per i reati che la pubblica accusa attribuisce a John Elkann, ma potremo chiedere i danni morali in una seconda fase del processo e anche in sede civile, in questo caso anche quelli patrimoniali».
Trevisan rivendica soprattutto l’altro versante della decisione: «Siamo soddisfatti di essere stati ammessi come parte civile per quanto riguarda il reato di falso, sul quale è stata accolta un’eccezione che ha portato alla contestazione di un’aggravante». E sottolinea quello che, dal suo punto di vista, resta il dato centrale dell’udienza: «Ciò che ci importa è che sia rimasto fermo e impregiudicato l’impianto accusatorio nei confronti di tutti gli imputati».
Il procedimento principale nasce dall’inchiesta sulla residenza di Marella Caracciolo, che secondo la Procura sarebbe stata effettivamente in Italia e non in Svizzera. John Elkann e Ferrero sono chiamati a rispondere, tra l’altro, di dichiarazione fraudolenta e truffa aggravata ai danni dello Stato.
Ma entra dalla porta della Dicembre
È la seconda metà della decisione di oggi a rendere il quadro assai meno rassicurante per Elkann. La giudice ha riconosciuto a Margherita la possibilità di costituirsi parte civile nel segmento relativo al falso contestato al notaio Remo Morone e a Gianluca Ferrero. E non si tratta di documenti qualsiasi.
Il filone riguarda gli atti legati alla composizione della Dicembre e, in particolare, la documentazione attraverso la quale è stata ricostruita la proprietà della società semplice. Morone risponde di falso proprio in relazione alla stesura e al deposito di alcuni di quegli atti. Era esattamente il punto messo in evidenza dallo Spiffero alla vigilia dell’udienza: anche un’ammissione soltanto parziale di Margherita, circoscritta al falso documentale, avrebbe potuto rivelarsi tutt’altro che una sconfitta. Oggi è accaduto proprio questo.
Le cinque carte
Al centro del problema resta la cessione della nuda proprietà di una quota complessiva del 41,29% della Dicembre che Marella avrebbe effettuato nel 2004 a favore dei nipoti: l’1,29% a John e il 20% ciascuno a Lapo e Ginevra.
Durante le perquisizioni della Guardia di Finanza sono emerse quattro bozze cartacee di documenti non formalizzati riconducibili allo studio Morone, cui si aggiunge l’atto finale successivamente formalizzato e registrato. Cinque documenti entrati nell’analisi di uno dei passaggi fondamentali nella costruzione dell’attuale proprietà della Dicembre. E poi ci sono le copie della scrittura privata del 2004: non un unico originale pubblico, ma copie fotostatiche e dichiarazioni di conformità, alcune registrate soltanto nel 2021, sulle quali gli investigatori hanno concentrato la loro attenzione.
La questione non è dunque un tecnicismo notarile. Se in sede giudiziaria venissero accertate irregolarità capaci di incidere sulla validità degli atti attraverso i quali quel 41,29% è passato da Marella ai nipoti, le conseguenze potrebbero riverberarsi sull’assetto proprietario della società che controlla Exor.
Dal penale al civile
C’è poi una circostanza che rende ancora più significativa l’ammissione decisa oggi: gli atti raccolti nel procedimento penale sono già entrati nella causa civile fra Margherita e i figli. Il Tribunale civile di Torino ne ha disposto l’acquisizione integrale nel dicembre 2024. Ciò significa che i due terreni giudiziari non sono compartimenti stagni. Le risultanze dell’inchiesta penale possono essere utilizzate nella causa in cui Margherita contesta l’assetto successorio costruito dopo la morte dei genitori e rivendica diritti anche sulla Dicembre. E la posta è enorme.
Sono almeno tre i fronti che, qualora le tesi di Margherita trovassero accoglimento, potrebbero incidere sulla cassaforte familiare: la validità della cessione del 41,29% del 2004; la precedente donazione del 25,38% fatta da Marella a John nel 2003; e la richiesta di Margherita di ottenere la retrocessione di una quota della Dicembre compresa, a seconda degli scenari, tra il 18,75 e il 37,5%.
La vittoria dimezzata di Jaki
La decisione di oggi va dunque pesata con attenzione. John Elkann ha ottenuto un successo processuale personale: la madre non potrà chiedergli in questo procedimento il risarcimento da 1,3 milioni e non sarà parte civile nei suoi confronti per il filone sulla residenza di Marella. Ma Margherita entra nel processo. E ci entra esattamente nel punto in cui il penale incontra la battaglia per la proprietà della Dicembre.
Non significa, naturalmente, che la decisione di oggi rimetta in discussione una sola quota della società né che anticipi l’esito delle cause civili. Significa però che Margherita acquisisce formalmente la posizione di parte civile nel procedimento sul presunto falso relativo a documenti che riguardano la cassaforte familiare. Alla vigilia si poteva immaginare che fosse questo lo scenario più ambiguo per Elkann: vincere contro la madre sul fronte fiscale e ritrovarsela dentro proprio sul fronte delle carte della Dicembre. È esattamente ciò che è successo.



