L'export piemontese torna a correre: +6%. Torino rimette in moto l'auto
15:11 Venerdì 11 Settembre 2026Nei primi sei mesi del 2026 vendite oltreconfine per 32,8 miliardi, sopra la media nazionale. Gli autoveicoli rimbalzano del 18,4%, l’alimentare sale del 12,7%. Alessandria vola, Cuneo resta al palo. Frenano meccanica, aerospazio e mercato americano
Dopo due anni difficili, il commercio estero del Piemonte cambia passo. Nei primi sei mesi del 2026 le esportazioni raggiungono 32,8 miliardi di euro, con una crescita del 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Non è soltanto un rimbalzo: il Piemonte cresce più dell’Italia (+4,5%) e soprattutto più delle altre grandi regioni industriali del Nord. A spingere sono Torino, l’automotive tornato in territorio positivo e l’agroalimentare. Restano però alcune crepe: la meccanica arretra ancora, l’aerospazio precipita e negli Stati Uniti le vendite diminuiscono.
Il confronto con un anno fa rende meglio di ogni altro dato la dimensione della svolta. Nel primo semestre 2025 l’export piemontese era diminuito del 2,5%, fermandosi a circa 30,5 miliardi, dopo il -4,6% registrato nei primi sei mesi del 2024. Adesso la curva si rovescia: +6%, con un primo trimestre a +2,8% e soprattutto un secondo trimestre che accelera a +8,6%. Il valore indicato nell'ultimo report è di 32,84 miliardi. Anche le importazioni aumentano, raggiungendo 25 miliardi (+4,6%), ma meno delle esportazioni. Risultato: l’avanzo commerciale sale a 7,9 miliardi, contro i 6,7 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno.
È un'inversione che si era già intravista nella seconda metà del 2025. Dopo il pessimo avvio, l'anno scorso si era infatti chiuso con esportazioni complessive per 61,8 miliardi e un +2,7%, grazie alla rimonta degli ultimi mesi. Ora quella ripresa sembra essersi irrobustita.

Meglio dei cugini del Nord
Il Piemonte rappresenta il 9,7% dell’export italiano e, tra le maggiori regioni esportatrici, mette a segno una delle performance migliori. Il suo +6% supera la Lombardia (+3,5%), il Veneto (+4,1%) e l’Emilia-Romagna (+3%).
Unioncamere parla di risultato “straordinario” e il presidente Gian Paolo Coscia arriva a definire il Piemonte una “locomotiva” dell’economia italiana sui mercati internazionali, attribuendo parte del risultato all’azione congiunta del sistema camerale, della Regione e di Ceipiemonte. Al netto dell'enfasi istituzionale, i numeri certificano comunque un recupero significativo rispetto al recente passato.

L’auto torna a tirare, l’aerospazio precipita
La sorpresa maggiore arriva proprio da un comparto che negli ultimi anni aveva rappresentato uno dei principali freni. I mezzi di trasporto restano il primo settore dell’export regionale, con 6,9 miliardi, il 21% del totale, e crescono del 6%. Ma dentro questo dato convivono mondi opposti: gli autoveicoli salgono del 18,4%, parti e accessori del 4,3%, mentre l’aerospazio crolla del 32,2%.
Il confronto con il 2025 è particolarmente significativo. Allora erano stati proprio mezzi di trasporto e meccanica a trascinare verso il basso il risultato del semestre. La prima gamba ora si è rimessa in moto, la seconda ancora no: la meccanica, con 5,32 miliardi e il 16,2% dell’export regionale, perde infatti un altro 0,9%.
A compensare ci pensa sempre più il cibo. Alimentari e bevande raggiungono i 5,05 miliardi, salgono del 12,7% e ormai valgono il 15,4% delle esportazioni piemontesi. È un cambiamento non marginale nella composizione dell’export regionale: nel primo semestre 2025 l’agroalimentare cresceva appena dell’1,4%, pur rappresentando già uno dei pochi argini alla crisi di auto e meccanica. Bene anche tessile, abbigliamento, pelli e accessori (+9,1%), metalli e prodotti in metallo (+9,9%), chimica (+4%) e gomma-plastica (+2,9%).

L’Europa torna il porto sicuro
A cambiare è anche la geografia delle vendite. L’Unione europea assorbe ormai il 61,4% delle esportazioni piemontesi e cresce del 7,2%, mentre i mercati extra-Ue avanzano più lentamente, del 4,1%. La Francia rimane il primo cliente del Piemonte con oltre 5 miliardi, il 15,5% dell’intero export regionale, e cresce del 9,1%. Segue la Germania, con 4,32 miliardi e +3,2%, mentre la Spagna sale del 10,2%. Notevoli gli incrementi di Austria (+25,8%) e Irlanda (+28,7%).
Fuori dall’Unione il quadro è meno uniforme. Gli Stati Uniti, primo mercato extra-Ue con 2,32 miliardi, arretrano del 2,1%. La Svizzera cresce invece del 17,5%, il Regno Unito del 6,3% e la Cina del 7,3%. Male Brasile (-10,7%), Messico (-2,7%) e Canada (-5,9%). C’è poi un dato fuori scala: le esportazioni verso l’Ucraina balzano del 175,4%, da 108 a quasi 298 milioni, spinte soprattutto da alimentari e bevande.

Torino si rimette in moto
La ripresa non corre alla stessa velocità in tutto il Piemonte. Torino resta di gran lunga la provincia esportatrice più importante: 14,56 miliardi, pari al 44,3% del totale regionale, con una crescita dell’8,1%. Ed è qui che il confronto con dodici mesi fa diventa particolarmente interessante. Nel primo semestre 2025 Torino aveva perso il 4,8% dell’export; oggi segna +8,1%. Anche il Verbano-Cusio-Ossola passa dal -8,2% al +10,4%, mentre Biella dal -4,5% sale al +6,2%. La vera lepre, però, è Alessandria: +16,3%, con esportazioni per 4,54 miliardi. Cinque province su otto sono dunque in crescita.

Cuneo ferma, Asti e Vercelli arretrano
Dall’altra parte della classifica c’è Cuneo, seconda provincia esportatrice con 5,28 miliardi e il 16,1% del totale regionale, sostanzialmente ferma a -0,1%. È comunque un deciso miglioramento rispetto al -7,9% del primo semestre 2025. Peggiora invece Vercelli, che passa dal +4,8% di un anno fa al -2,6% attuale. Asti resta in territorio negativo, anche se attenua la caduta: dal -6,8% al -2,9%. Novara, che un anno fa correva dell’8%, rallenta al +4%, mentre Alessandria accelera nettamente dal +4,7% al +16,3%.
Il Piemonte dell’export, insomma, ha rimesso la testa sopra l’acqua dopo un biennio complicato. Ma la ripresa raccontata dai 32,8 miliardi non è uniforme: l’auto torna a spingere mentre la meccanica arranca, l’agroalimentare conquista peso, l’Europa corre più dei mercati extra-Ue e Torino torna a fare da traino. Il +6% è robusto; per capire se sia l’inizio di un nuovo ciclo o un vigoroso recupero dopo le perdite precedenti bisognerà vedere se l’accelerazione dell’ultimo trimestre saprà reggere nella seconda metà dell’anno.




