Atenei mondiali, l'Italia cresce. UniTo e Poli fermi tra 401 e 500
15:32 Mercoledì 30 Settembre 2026Bologna, Sapienza e Politecnico di Milano centrano il miglior piazzamento di sempre nel ranking THE 2027. Il Piemonte non tiene lo stesso passo: più indietro anche l’Università del Piemonte Orientale. Quattro università nelle prime 200 e 27 nelle prime 500
L’Italia sale, il Piemonte molto meno. Nella nuova World University Rankings 2027 di Times Higher Education, pubblicata oggi, il sistema universitario nazionale mette a segno alcuni dei suoi migliori risultati di sempre, ma gli atenei piemontesi restano fuori dal gruppo che occupa i piani alti della graduatoria internazionale.
Nessuna università della regione compare infatti tra le prime 200 del mondo e neppure nel drappello che guida la classifica italiana. Università e Politecnico di Torino restano nella fascia 401-500, mentre più indietro si colloca l’Università del Piemonte Orientale, che nella precedente edizione figurava nella fascia 601-800.
Il confronto con il resto d’Italia rende ancora più evidente la distanza. Il Paese porta quattro università nelle prime 200 e ben 27 nelle prime 500. Un gruppo nel quale Torino c’è, ma senza riuscire ad avvicinarsi alle posizioni conquistate dagli atenei italiani che quest’anno hanno fatto il salto in avanti.
Bologna guida l’Italia
A comandare la pattuglia italiana è l’Università di Bologna, che guadagna 19 posizioni e raggiunge il 111° posto mondiale, il miglior risultato mai ottenuto dall’ateneo emiliano. Ancora più consistente l’avanzata della Sapienza di Roma, che recupera 23 posizioni e arriva al 147° posto.
La novità più vistosa riguarda però il Politecnico di Milano, che entra per la prima volta nella top 200 e si sistema al 157° posto. Complessivamente l’Italia conta 58 università nella graduatoria, quattro in più rispetto all’edizione precedente, e si conferma il terzo Paese europeo per numero di istituzioni presenti.
Otto atenei italiani migliorano la propria posizione, 29 rimangono sostanzialmente stabili e 15 arretrano. Sei registrano il peggior piazzamento della loro storia nella classifica THE. Tra questi anche la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che esce dalle prime 250.
Torino ferma nella fascia 401-500
Per l’Università di Torino la nuova graduatoria non produce invece lo scatto che si registra altrove. L’ateneo torinese rimane nel gruppo 401-500, la stessa fascia occupata nell’edizione 2026. Un piazzamento che la mantiene tra le prime cinquecento università del pianeta, ma ormai a notevole distanza dalle migliori italiane.
Nella precedente edizione il punto di forza di UniTo era soprattutto la qualità della ricerca, mentre più deboli risultavano alcuni degli indicatori che pesano nella graduatoria complessiva. THE non misura infatti soltanto la produzione scientifica: nel giudizio entrano didattica, ambiente e reputazione della ricerca, qualità delle pubblicazioni e delle citazioni, capacità di attrarre studenti e docenti stranieri, rapporti con l’industria e trasferimento tecnologico.
Ed è proprio la combinazione di questi parametri a spiegare perché classifiche internazionali diverse possano produrre risultati anche parecchio distanti. UniTo, per esempio, nel QS World University Rankings 2027 è al 405° posto, dopo il 408° dell’edizione precedente.
Il Poli non replica il balzo del QS
Discorso analogo, e forse ancora più interessante, riguarda il Politecnico di Torino. Anche l’ateneo guidato dal rettore Stefano Corgnati si trova nella fascia 401-500 della classifica generale THE.
Il risultato acquista un significato particolare se confrontato con quello ottenuto pochi mesi fa nell’altra grande graduatoria internazionale, il QS World University Rankings 2027. Lì il Poli ha compiuto un balzo decisamente più vistoso: 206° posto mondiale, 36 posizioni guadagnate rispetto all’edizione precedente e ingresso per la prima volta nel miglior 14 per cento degli atenei del pianeta.
Due risultati apparentemente molto diversi che dipendono soprattutto dai differenti criteri utilizzati. Il Politecnico torinese gode di una forte reputazione internazionale nelle discipline ingegneristiche e nell’architettura: nella graduatoria QS per materie si colloca, tra l’altro, al 18° posto mondiale in Architecture/Built Environment e al 30° in Mechanical, Aeronautical & Manufacturing Engineering. Nella classifica generale THE, che pesa diversamente reputazione, ricerca, didattica, internazionalizzazione e rapporti con l’industria, questo patrimonio non basta però a spingerlo verso le prime duecento posizioni.
Piemonte Orientale più indietro
Chiude il quadro regionale l’Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro, l’ateneo articolato sulle sedi di Alessandria, Novara e Vercelli. Upo resta sensibilmente più lontana dalle posizioni occupate dai due grandi atenei torinesi.
Nell’edizione 2026 aveva raggiunto la fascia 601-800, migliorando rispetto alla 801-1000 dell’anno precedente. Un risultato comunque significativo per un’università molto più giovane e di dimensioni nettamente inferiori rispetto a Torino e al Politecnico, con una presenza particolarmente rilevante nell'area medica e sanitaria.
Come si costruisce la classifica
La graduatoria di Times Higher Education, rivista britannica specializzata nel mondo universitario, nota soprattutto per le sue classifiche internazionali degli atenei, tra le più seguite e accreditate a livello globale, va letta tenendo conto della metodologia utilizzata e non come una misura assoluta della “qualità” di un’università. THE prende in considerazione le principali missioni degli atenei attraverso una serie di indicatori raggruppati in cinque grandi pilastri: didattica, ambiente della ricerca, qualità della ricerca, internazionalizzazione e rapporti con l’industria.
Dentro questi parametri entrano elementi molto diversi, dalla reputazione accademica alle citazioni delle pubblicazioni scientifiche, dal rapporto tra studenti e docenti alla capacità di attrarre personale e studenti stranieri, fino ai finanziamenti provenienti dalle imprese e al trasferimento di conoscenza. È anche per questo che uno stesso ateneo può occupare posizioni molto differenti nelle varie classifiche internazionali: cambiano gli indicatori e, soprattutto, cambia il peso attribuito a ciascuno di essi.



