CARO ENERGIA

Iren ultima nella gara degli sconti, ma quel -30% non è in bolletta

Dopo la spinta di Meloni e la mossa di Eni, anche la multiutility del Nord Ovest si accoda ai concorrenti. Annunciati risparmi su luce e gas rispetto ai prezzi all'ingrosso. Il confronto con A2A e Hera ridimensiona l'effetto dell'operazione

Alla fine è arrivata anche Iren. Buona ultima nella corsa delle grandi utility a mettere qualcosa sul tavolo contro il caro energia, la multiutility partecipata dai Comuni di Torino, Genova e Reggio Emilia annuncia nuove offerte e soprattutto sventola un numero di quelli fatti apposta per catturare l’occhio: risparmi del 30 per cento.

Forse, dopo settimane in cui a tenere banco sono stati stipendi, contratti e sistemazioni dei vertici, un po’ di attenzione alle tasche dei clienti non guasta. E chissà se, dietro l’improvvisa accelerazione, non abbia contribuito anche qualche discreto colpetto di tosse proveniente dai sindaci azionisti. Non lo sappiamo, ma il momento scelto da Iren è quantomeno eloquente: arriva mentre il Governo sollecita apertamente le aziende energetiche a fare la loro parte e quando i principali concorrenti hanno già scoperto le carte.

Meloni chiama, le utility rispondono

La gara è partita dopo l'invito di Giorgia Meloni alle aziende che possono permetterselo a fare “del proprio meglio” per aiutare famiglie e imprese. Il messaggio, inizialmente rivolto alle compagnie petrolifere dopo gli interventi sui carburanti, si è rapidamente allargato alle bollette.

Eni-Plenitude ha aperto le danze annunciando uno sconto del 30 per cento sui corrispettivi di luce e gas rispetto alla propria principale offerta fissa. Enel ha replicato facendo sapere di avere già sul mercato condizioni che, secondo i suoi calcoli, consentono risparmi superiori ai 200 euro annui sulla componente elettrica. E A2A ha tirato fuori dal cassetto la sua arma più pesante: le offerte decennali, sottoscritte già da 135 mila famiglie, con prezzi che la società indica attorno alla metà degli attuali livelli medi all’ingrosso. A quel punto mancava quasi soltanto Iren.

Quel 30 per cento da spiegare

Ed eccola arrivare. Il comunicato diffuso dalla società parla di “risparmi del 30%”, ma bisogna leggere qualche riga in più per capire esattamente di cosa si tratta. Non è uno sconto del 30 per cento sulla bolletta. E neppure una riduzione del 30 per cento delle nuove tariffe rispetto a quelle praticate finora da Iren.

La società spiega che gli oltre 800 mila clienti che dall’inizio dell’anno hanno scelto le sue offerte a prezzo fisso avrebbero già ottenuto un beneficio complessivo di 26 milioni di euro rispetto all’andamento del mercato. E soprattutto stima che nel prossimo trimestre questi clienti potranno risparmiare il 30 per cento rispetto al prezzo all’ingrosso della componente energia. Tradotto in euro, secondo i calcoli di Iren, significa altri 45 euro a cliente per l’elettricità, poco più di 15 euro al mese, e circa 95 euro sul gas, oltre 30 euro mensili. Numeri tutt’altro che irrilevanti. Ma diversi da quel che potrebbe suggerire, a prima vista, un “30 per cento” sparato nel titolo.

La nuova offerta

La vera novità commerciale è Iren Lock & Fix, con cui il gruppo consente ai clienti domestici di bloccare il prezzo della materia prima elettrica a 0,15 euro per kWh fino alla fine del 2029. Accanto a questa viene introdotta per la prima volta una formula a prezzo fisso per 36 mesi. Secondo Iren, la strategia delle tariffe bloccate garantisce generalmente condizioni inferiori alle medie di mercato, con un beneficio quantificato in circa 125 euro all’anno.

È soprattutto una polizza contro le oscillazioni future: si paga un prezzo conosciuto oggi e ci si mette al riparo da eventuali nuove impennate. Se invece il mercato dovesse scendere, naturalmente, il vantaggio del prezzo fisso si ridurrebbe.

Il confronto con A2A e Hera

Ma quanto è competitiva davvero la nuova proposta di Iren? Qui bisogna andarci piano con percentuali e slogan, perché le offerte dei diversi operatori hanno strutture, durate e quote fisse differenti e il semplice prezzo al kilowattora non basta per stabilire quale produca la bolletta più bassa.Un confronto, però, si può fare sui singoli elementi pubblicati dalle società.

Iren indica per Lock & Fix un prezzo della materia prima energia di 0,15 euro/kWh, bloccato fino alla fine del 2029. La concorrente A2A, con Noi2, propone invece 0,105 euro/kWh per dieci anni, ma soltanto su una quota corrispondente al 70 per cento dei consumi storici del cliente; il restante 30 per cento viene valorizzato al prezzo all'ingrosso, il PUN, più un contributo previsto dall'offerta. Il corrispettivo fisso indicato da A2A è di 114 euro l'anno.

Sul solo prezzo della quota protetta, dunque, i 15 centesimi di Iren sono superiori ai 10,5 centesimi di A2A. Ma sarebbe sbagliato tradurre automaticamente questa differenza in una maggiore spesa della stessa entità sulla bolletta: Iren blocca integralmente il prezzo della materia prima previsto dalla propria offerta, mentre A2A lascia una parte dei consumi esposta all’andamento del mercato.

Diverso ancora il confronto con Hera. L’offerta Ti Tutela pubblicata dalla società indica attualmente 0,1599 euro/kWh per la tariffa monoraria, quindi un valore superiore agli 0,15 euro indicati da Iren. Anche in questo caso, tuttavia, la struttura non è sovrapponibile: Hera prevede soglie di consumo coperte dal prezzo fisso e un bonus di 72 euro per il primo anno.

Insomma, dai dati pubblicati non emerge un vincitore assoluto. Iren si colloca sotto l’attuale prezzo monorario pubblicizzato da Hera, mentre A2A presenta un prezzo fisso sensibilmente più basso sulla quota di consumi che copre per dieci anni. Per stabilire quale delle tre offerte sia effettivamente più conveniente servirebbe applicarle allo stesso profilo di consumo e comprendere tutte le componenti commerciali previste dai rispettivi contratti.

Lo sconto non è sulla bolletta

Ed è precisamente qui che il 30 per cento messo in evidenza da Iren richiede qualche spiegazione. Non significa che la nuova offerta costi il 30 per cento meno di quelle dei concorrenti. E non significa neppure che la bolletta di un cliente Iren diminuirà del 30 per cento.

La società riferisce quella percentuale al risparmio previsto nel prossimo trimestre rispetto al prezzo all'ingrosso per i clienti che hanno già bloccato il costo dell’energia. Tradotto nei numeri forniti dalla stessa Iren: circa 45 euro sulla luce e 95 sul gas per cliente nel trimestre.

Un vantaggio potenzialmente consistente, dunque. Ma è una stima di Iren costruita sul confronto con le attuali quotazioni di mercato, non uno sconto del 30 per cento sull’importo finale della bolletta.

Dalle buste paga ai clienti

La tempistica rende inevitabile anche un altro confronto. Iren arriva alla campagna sul risparmio mentre attorno alla governance continuano a pesare le discussioni sui compensi e sull’inquadramento dei vertici. La politica sulle remunerazioni 2026 è stata approvata dal consiglio di amministrazione ad aprile e successivamente dall’assemblea degli azionisti. Gli stessi azionisti che fra pochi giorni dovranno tornare a confrontarsi sugli equilibri della governance.

Per questo la mossa commerciale ha anche un inevitabile riflesso politico. Torino, Genova e Reggio Emilia non sono investitori qualunque: sono i Comuni che attraverso il patto dei soci esercitano un peso decisivo sulla società. E mentre i sindaci discutono di deleghe, incarichi e futuri assetti, sarebbe stato quantomeno curioso vedere la loro utility restare alla finestra mentre Eni, Enel e soprattutto la concorrente diretta A2A si intestavano la corsa agli sconti. Se ci sia stato un pressing dei soci, Iren non lo dice. Magari non ce n’è stato bisogno. Il pressing del mercato, quello sì, è evidente. E così, dopo essere rimasta qualche passo indietro nella gara degli annunci, anche Iren si è accodata. Con il suo 30 per cento in bella vista. Purché si legga bene sotto a cosa si riferisce.

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