Tempi incerti e aumenti sicuri.
In salita il Parco della Salute
Stefano Rizzi 17:32 Mercoledì 30 Settembre 2026
La riprogettazione di parte dell'opera e i costi dei materiali fanno lievitare le previsioni di spesa rispetto ai 610 milioni. La questione dello scorporo del Regina Margherita destinato alla riboldiana "verticale pediatrica". L'audizione del commissario Corsini
Una certezza sul futuro Parco della Salute di Torino c’è: nessuno, oggi, può fare previsioni su quando sarà posata la prima pietra. Non che per averne conferma servisse l’audizione del commissario Marco Corsini dinanzi alla IV commissione di Palazzo Lascaris, ma è stato proprio in quell’occasione – questo pomeriggio – che l’ex avvocato dello Stato, chiamato nell’aprile 2023 per sbloccare e possibilmente velocizzare l’iter per la costruzione del grande polo ospedaliero, ha detto ciò che si sapeva da tempo, a dispetto di rappresentazioni troppo ottimistiche.
Le stesse cui Corsini, indirettamente, ha fatto riferimento spiegando che lui, «avendo fatto anche politica», sa bene «che c’è una necessità di annunciare date, ma io ora faccio il tecnico». E dunque nessun mese o anno da segnare sul calendario. Dal commissario arriva, piuttosto, un’immagine: quella della luce in fondo al tunnel, che dice di vedere, aggiungendo però che «bisogna vedere quanto impieghiamo a percorrerlo». Un tunnel che, oltre ad avere una lunghezza indeterminata, presenta non pochi ostacoli.
Tra questi è difficile non intravedere gli effetti e le conseguenze del nuovo progetto, «profondamente modificato rispetto a quello originario», che, come ha confermato il commissario, comporterà ulteriori investimenti dovuti sia alle prescrizioni scaturite dalla Conferenza dei Servizi sia all’aumento dei costi dei materiali. A rendere necessario rimettere pesantemente mano al progetto iniziale è stata anche la decisione di scorporare il Regina Margherita dal complesso edilizio del futuro Parco della Salute.
L’Oirm nella torre
Il cambio di programma, con l’ospedale infantile destinato a essere ospitato in quella che l’assessore alla Sanità Federico Riboldi, in versione futurista, ha battezzato «verticale pediatrica», ha giocoforza imposto una revisione del progetto. La nuova struttura dovrebbe essere realizzata attraverso l’Inail, con un costo stimato di 300 milioni. Lo scorporo ha reso necessario riassegnare ad altri usi gli spazi e i posti letto inizialmente destinati al Regina Margherita.
Altri cambiamenti, e altri costi, sono legati alle bonifiche dell’area. Per la parte di sua competenza, il concessionario del partenariato pubblico-privato – il Gruppo Dogliani tramite il Consorzio Sis – sta predisponendo il relativo progetto.
Tempi e costi
Tempi e costi: sono i due fattori, e insieme i due problemi, che si intrecciano nell’accidentato percorso verso il futuro grande polo ospedaliero destinato a sostituire i più che datati edifici della Città della Salute. All’audizione di Corsini era presente anche il direttore generale Livio Tranchida, insieme ad altri dirigenti dell’azienda.
Tempi incerti e costi certamente destinati a lievitare. Di quanto rispetto ai 610 milioni – 300 dei quali provenienti dalle casse pubbliche – fissati nel contratto di partenariato? Il commissario non ha fornito cifre, ma di fronte al «cospicuo mutamento» del progetto è facile prevedere un altrettanto cospicuo incremento delle risorse necessarie a realizzare l’opera.
Pd: “Annunci traditi”
«Prendiamo atto dell’atteggiamento prudente del commissario nel non indicare date e cifre, un atteggiamento comprensibile dal punto di vista tecnico – osservano i consiglieri del Pd Daniele Valle e Gianna Pentenero – ma che conferma come il cronoprogramma annunciato negli anni scorsi sia stato completamente superato dai fatti».
Per i dem «un’opera così importante ha bisogno di tempi certi, informazioni pubbliche e aggiornamenti costanti». Per questo i due consiglieri hanno proposto la creazione di un portale pubblico «attraverso il quale chiunque possa seguire in tempo reale l’avanzamento della procedura».
M5s: “200 milioni in più”
Di «risposte totalmente carenti sul tema dello scorporo del Sant’Anna» si lamenta invece il M5s con la capogruppo Sarah Disabato: «Ci è stato detto che informazioni più precise saranno fornite a seguito della progettazione esecutiva, ma le rassicurazioni non ci bastano, a maggior ragione perché parliamo della salute e del benessere delle donne. E su questo chiederemo un’informativa urgente alla giunta di Alberto Cirio». Sui costi i pentastellati si spingono oltre e, «secondo i nostri conti», stimano un aumento di non meno di 200 milioni.
Avs: "Accorpamento illogico"
Di una “ulteriore conferma dell'illogicità dell'operazione di accorpamento di Regina Margherita e Sant'Anna disposta in fretta e furia dalla Giunta Cirio” parla Avs con la capogruppo Alice Ravinale che ribadisce come “non è troppo tardi per tornare indietro, evitare l'accorpamento, garantire cure adeguate alle donne e risparmiare soldi che la sanità pubblica piemontese in questo momento semplicemente non può permettersi di spendere”



