Cuneo, si gioca a carte coperte.
Pd diviso tra civici e campo largo
Davide Depascale 17:31 Giovedì 01 Ottobre 2026
Con l'avvicinarsi delle comunali, regna ancora l'incertezza sulle candidature. Nel centrosinistra si attende il ritiro dell'uscente Manassero, ma Gribaudo e Calderoni hanno idee diverse sul successore. A destra spunta Sacchetto, Collidà prende tempo
Cuneo si avvicina alle elezioni comunali a carte ancora coperte. In primavera, insieme agli altri capoluoghi piemontesi chiamati al voto – Torino, Novara, Alessandria e Asti – anche il capoluogo della Granda tornerà alle urne.
E il primo vero banco di prova politico potrebbe essere rappresentato dalle elezioni provinciali di novembre, destinate a offrire una prima fotografia degli equilibri tra gli schieramenti, con l’attuale presidente, il civico Luca Robaldo, che punta a restare in sella cercando sponde sia a destra che a sinistra. Al Comune però si gioca un’altra partita, con protagonisti ancora da designare.
Sacchetto ci pensa, Collidà prende tempo
Nel centrodestra un nome che circola con insistenza è quello del consigliere regionale Claudio Sacchetto. Già assessore all’Agricoltura in quota Lega nella Giunta guidata da Roberto Cota, oggi siede a Palazzo Lascaris tra i banchi di Fratelli d’Italia. Molto vicino a Guido Crosetto, moderatissimo, sarebbe il profilo giusto sul quale la coalizione potrebbe convergere. Ma è lo stesso Sacchetto che deve ancora sciogliere la riserva.
Poi c’è l’area del civismo, che a Cuneo ha sempre giocato un ruolo determinante. Qui il nome che da mesi viene accostato come candidato sindaco è quello dell’avvocato Enrico Collidà, vicino alla rete dei civici che fa riferimento al presidente della Provincia Robaldo e che avrebbe raccolto l’attenzione anche di alcuni esponenti provenienti dal centrosinistra, pronti ad appoggiarlo.
La sua posizione, tuttavia, resta improntata alla prudenza. Dopo un primo affaccio sulla scena politica, Collidà aveva indicato a più di un interlocutore la metà di settembre come possibile momento per rendere pubblica la propria decisione. Siamo a ottobre, ma dell’annuncio ufficiale non vi è ancora traccia.
Una cautela che potrebbe avere diverse spiegazioni. La macchina organizzativa appare ancora in fase di costruzione, il quadro politico è tutt’altro che definito e, soprattutto, incombono le elezioni provinciali. Anche la posizione degli amministratori centristi che oggi siedono nella maggioranza comunale rappresenta un elemento da valutare con attenzione.
Pd al bivio
I maggiori interrogativi però riguardano il centrosinistra e, in particolare, il rapporto tra Partito Democratico e Centro per Cuneo, i due principali gruppi che dal 2022 governano insieme la città. Il primo interrogativo riguarda la sindaca uscente Patrizia Manassero. La prima cittadina non ha ancora ufficializzato la propria decisione sulla ricandidatura nel 2027.
Dopo la festa patronale di Cuneo, e nel giorno del suo compleanno, erano attese indicazioni più precise sul suo futuro politico-amministrativo. Ma anche in questo caso la riserva non è stata ancora sciolta. Le indiscrezioni raccolte negli ultimi mesi, tuttavia, fanno pensare a una possibile rinuncia. Una decisione che, se confermata, aprirebbe formalmente la corsa alla successione e costringerebbe il Pd a trovare rapidamente una sintesi.
Campo largo ma non troppo
Ed è proprio qui che emergono le maggiori incognite. Nel Partito Democratico cuneese convivono infatti due impostazioni differenti. Da una parte c’è la linea riconducibile alla deputata e vicepresidente nazionale del Pd Chiara Gribaudo, orientata a mantenere unito il cosiddetto campo largo e a individuare un candidato condiviso con Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle. Dall’altra, il consigliere regionale ed ex sindaco di Saluzzo Mauro Calderoni sarebbe più favorevole a una candidatura capace di parlare anche all’elettorato moderato, eventualmente attraverso un profilo civico, ricalcando il modello amministrativo costruito dall’ex sindaco Federico Borgna.
Le due impostazioni non sono necessariamente inconciliabili, ma conducono a scenari politici differenti. Se prevalesse la linea del campo largo, tra i nomi che potrebbero entrare nella discussione ci sarebbe quello di Sara Tomatis, attuale assessora al Turismo. Un’alternativa potrebbe essere rappresentata da Cristina Clerico, assessora alla Cultura.
Se invece il Pd optasse per un profilo più autonomo e moderato, la ricerca potrebbe allargarsi alla società civile e al mondo civico. In questo scenario, una parte della sinistra della coalizione potrebbe valutare una candidatura distinta, con il nome della consigliera regionale di Avs Giulia Marro che potrebbe tornare a circolare con forza.
La tentazione centrista
È proprio il rapporto con Avs e con le altre forze alla sinistra del Pd uno dei nodi politici più delicati. Una posizione che, negli ultimi mesi, ha contribuito a rendere più complesso il lavoro della sindaca Manassero nel tenere insieme una maggioranza già attraversata da sensibilità differenti. Nel Pd cuneese, del resto, non tutti sembrano condividere l’impostazione della vicepresidente nazionale, ma il suo ruolo politico nazionale attribuisce alle sue prese di posizione un peso che va oltre i confini cittadini.
Sul fronte opposto, Collidà avrebbe incassato il sostegno di alcuni esponenti provenienti dal centrosinistra e fuoriusciti dal Pd anche per divergenze rispetto alle dinamiche interne alla maggioranza e alle posizioni assunte da Gribaudo. Il quadro, dunque, è quello di una partita ancora in larga parte da scrivere. E le prossime settimane potrebbero rivelarsi decisive.
I temporeggiatori
Per Manassero la scelta sulla ricandidatura non riguarda soltanto una valutazione personale, ma si intreccia inevitabilmente con la situazione del suo partito e con gli equilibri della coalizione. Per Collidà, invece, il problema è soprattutto quello di capire quando il quadro sarà sufficientemente maturo per trasformare le indiscrezioni in una candidatura ufficiale.
A fare da spartiacque, almeno in questa fase, saranno anche le elezioni provinciali di novembre, dove sembra tramontata l’ipotesi di un listone unico in grado di rappresentare centrosinistra, civici e centrodestra. Un appuntamento destinato così a misurare rapporti di forza, alleanze e capacità organizzative in vista della sfida per il capoluogo.
Poi sarà la volta delle decisioni: se Manassero dovesse confermare il passo indietro e Collidà quello avanti, la campagna elettorale potrebbe entrare rapidamente nel vivo. Se invece uno dei due dovesse scegliere di restare fuori dalla contesa, gli equilibri potrebbero cambiare ancora una volta.



