Regione, figli e figliastri tra i “decaduti”
18:53 Giovedì 13 Giugno 2013 9Se oltre la metà dei dipendenti sono stati riassunti, gli altri ancora si interrogano sul proprio futuro. Le maggiori criticità tra gli staffisti dei gruppi consiliari, mentre Cattaneo ha già contrattualizzato i direttori dell'ufficio di presidenza. Pd all'attacco
C’è chi già esulta per il nuovo contratto e chi si interroga sul proprio destino. E’ ancora lontana da una soluzione la vicenda dei 160 dipendenti regionali decaduti in seguito alla sentenza della Corte costituzionale che ha annullato tutti i contratti sottoscritti dalla Regione dopo il maggio del 2011, quando cioè lo Stato aveva imposto il blocco delle assunzioni. Ma se per un centinaio di loro (impiegati degli assessorati e nell'ufficio di presidenza del Consiglio) è stato trovato l’escamotage per farli rientrare stabilmente nella pianta organica di piazza Castello, per gli altri - e si tratta in particolare degli staffisti dei gruppi consiliari - il purgatorio prosegue. Da un giorno all’altro hanno ricevuto una mail dall’ufficio personale della Regione che annunciava loro la decadenza del contratto. Insomma, da domani potete restare a casa. Ma per qualcuno il riposo forzato è durato appena 24 ore. E per questo c’è già chi nell’opposizione si ribella, come il capogruppo del Pd Aldo Reschigna che arriva a parlare di “figli e figliastri”. A lasciare sgomenti è anche l’atteggiamento dei vertici dell’ente che, pur impegnati in una querelle con lo Stato per la salvaguardia dei propri dipendenti, non si sono mai preoccupati di informare nessuno e di predisporre una difesa adeguata. «Come mai quando c’è in ballo l’esito delle elezioni regionali ci si affida a studi importanti, con parcelle pagate dalla Regione Piemonte, e in sede di ricorso alla Corte costituzionale ci si affida, con tutto il rispetto del caso, all’avvocatura della Regione? C’è una scala di valori, tra ruolo degli amministratori regionali e ruolo dei dipendenti, che assegna ai primi il punteggio massimo e ai secondi quello minimo?» attacca ancora Reschigna.
La situazione non è però così semplice come potrebbe apparire. Secondo la nuova legge Palazzo Lascaris deve risparmiare sulle proprie dotazioni per il personale 1,765 milioni di euro, il 30% di quanto spende attualmente. Ma come fare? A permettere il reinserimento di taluni dipendenti è l’articolo 19 della legge 16 della Regione che recepisce i dettami del dispositivo Catricalà, ma sulla cui applicazione ci sono opinioni discordanti. E i dissidi sono aumentati dopo che l’ufficio di
presidenza ha provveduto a riassumere con una procedura-lampo i direttori e i dipendenti della sua segreteria, mentre restano in ballo gli staffisti: due sono le soluzioni per rientrare nel budget previsto: l’utilizzo di contratti di solidarietà, nei quali ognuno rinuncia a una parte della propria retribuzione, oppure il licenziamento di alcuni collaboratori. Domani mattina è prevista una riunione dei capigruppo per discutere la strategia da adottare: per ora non c’è una linea condivisa, anzi pare che i gruppi di Pdl, Lega e Progett’Azione abbiano ripreso ad assumere i loro dipendenti andando dritti allo scontro con il presidente Valerio Cattaneo, colui che deve in ultima istanza firmare i contratti.


