PASTICCIACCIO DI VIA ALFIERI

Regione, figli e figliastri tra i “decaduti”

Se oltre la metà dei dipendenti sono stati riassunti, gli altri ancora si interrogano sul proprio futuro. Le maggiori criticità tra gli staffisti dei gruppi consiliari, mentre Cattaneo ha già contrattualizzato i direttori dell'ufficio di presidenza. Pd all'attacco

C’è chi già esulta per il nuovo contratto e chi si interroga sul proprio destino. E’ ancora lontana da una soluzione la vicenda dei 160 dipendenti regionali decaduti in seguito alla sentenza della Corte costituzionale che ha annullato tutti i contratti sottoscritti dalla Regione dopo il maggio del 2011, quando cioè lo Stato aveva imposto il blocco delle assunzioni. Ma se per un centinaio di loro (impiegati degli assessorati e nell'ufficio di presidenza del Consiglio) è stato trovato l’escamotage per farli rientrare stabilmente nella pianta organica di piazza Castello, per gli altri - e si tratta in particolare degli staffisti dei gruppi consiliari - il purgatorio prosegue. Da un giorno all’altro hanno ricevuto una mail dall’ufficio personale della Regione che annunciava loro la decadenza del contratto. Insomma, da domani potete restare a casa. Ma per qualcuno il riposo forzato è durato appena 24 ore. E per questo c’è già chi nell’opposizione si ribella, come il capogruppo del Pd Aldo Reschigna che arriva a parlare di “figli e figliastri”. A lasciare sgomenti è anche l’atteggiamento dei vertici dell’ente che, pur impegnati in una querelle con lo Stato per la salvaguardia dei propri dipendenti, non si sono mai preoccupati di informare nessuno e di predisporre una difesa adeguata.  «Come mai quando c’è in ballo l’esito delle elezioni regionali ci si affida a studi importanti, con parcelle pagate dalla Regione Piemonte, e in sede di ricorso alla Corte costituzionale ci si affida, con tutto il rispetto del caso, all’avvocatura della Regione? C’è una scala di valori, tra ruolo degli amministratori regionali e ruolo dei dipendenti, che assegna ai primi il punteggio massimo e ai secondi quello minimo?» attacca ancora Reschigna.

 

La situazione non è però così semplice come potrebbe apparire. Secondo la nuova legge Palazzo Lascaris deve risparmiare sulle proprie dotazioni per il personale 1,765 milioni di euro, il 30% di quanto spende attualmente. Ma come fare? A permettere il reinserimento di taluni dipendenti è l’articolo 19 della legge 16 della Regione che recepisce i dettami del dispositivo Catricalà, ma sulla cui applicazione ci sono opinioni discordanti. E i dissidi sono aumentati dopo che l’ufficio di presidenza ha provveduto a riassumere con una procedura-lampo i direttori e i dipendenti della sua segreteria, mentre restano in ballo gli staffisti: due sono le soluzioni per rientrare nel budget previsto: l’utilizzo di contratti di solidarietà, nei quali ognuno rinuncia a una parte della propria retribuzione, oppure il licenziamento di alcuni collaboratori. Domani mattina è prevista una riunione dei capigruppo per discutere la strategia da adottare: per ora non c’è una linea condivisa, anzi pare che i gruppi di Pdl, Lega e Progett’Azione abbiano ripreso ad assumere i loro dipendenti andando dritti allo scontro con il presidente Valerio Cattaneo, colui che deve in ultima istanza firmare i contratti.