REGIONE SOTTO SCACCO

Vertenza Piemonte, summit da Letta

Il governatore Cota non abbassa la guardia e strappa un appuntamento con il presidente del Consiglio. Sul tavolo il piano di rientro della Regione, l’aumento dell’Irpef e i trasferimenti nazionali. Parallelamente si muove la lobby parlamentare

La “vertenza Piemonte” approda sul tavolo di Palazzo Chigi. Il governatore Roberto Cota dopo il match di martedì scorso con il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni e, soprattutto, con le alte sfere della burocrazia di via XX Settembre, ha bussato direttamente alla porta del presidente del Consiglio. Nella serata di ieri, nel corso di un lungo colloquio telefonico con Enrico Letta, ha strappato la promessa di un incontro. Il premier, nonostante l’agenda fitta di impegni internazionali (a Berlino e in Israele), ha assicurato che ritaglierà tra lunedì sera e martedì mattina uno spazio per affrontare  con il presidente le questioni piemontesi.

 

“Vogliono mettermi spalle al muro, ma mi ribello. Per me la partita non è chiusa”, aveva detto ancora ieri Cota nel suo intervento al Regio nel corso della presentazione del rapporto annuale dell’Ires. “Non vado a Roma a fare l’accattone – ha spiegato -, ma a dire che il sistema non ce la fa più. Non si possono fare altri tagli, e non si può neppure aumentare la pressione fiscale”. Dal Governo ci si attende meno rigidità nelle imposizioni sul piano di rientro, in particolare sul buco da 865 milioni riferito agli anni 2006/2007,ma anche precise garanzie sui trasferimenti delle risorse: “Da Roma abbiamo portato a casa delle risorse – continua il governatore -, ma non bisogna mollare. Oltre a difendere la spesa sociale e a non gravare i piemontesi di tasse, dobbiamo tutelare anche gli investimenti sulle nostre infrastrutture. Nessuno pensi di togliere risorse dal terzo valico. La settimana prossima incontrerò nuovamente i parlamentari piemontesi e prepareremo una strategia per difendere i nostri interessi. Non starò con le mani in mano! Il nostro sistema produttivo va difeso con ogni mezzo. In questo momento i piemontesi devono fare squadra, non è il momento delle lotte politiche, ma di mettere il Piemonte davanti a tutto”.

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