ALTA TENSIONE

Scorribande No Tav in autostrada

Da giorni l’A32 è ostaggio delle proteste di gruppuscoli di antagonisti. Molti provenienti da fuori Piemonte, come i tre arrestati dopo l’ennesimo blocco della viabilità. Danni a un camion di passaggio e ai mezzi delle forze dell’ordine

Terra di scorrerie di ragazzotti che giocano alla guerriglia. È quella che è diventata l’autostrada del Frejus, da giorni territorio in mano alle frange estremiste No Tav. Venti persone sono state fermate in Valsusa per aver interrotto la Torino-Bardonecchiaquesto pomeriggio. Tre di loro sono state arrestate con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale: neppure una è residente in Valle e manco in Piemonte. Sono originarie di Bologna, Treviso e Milano e devono rispondere di blocco stradale, violenza privata aggravata e continuata in concorso e travisamento in pubblico, oltreché di resistenza attuata quando c’è stata la rimozione del blocco. Le altre 17 persone (tra cui un esponente di rilievo, Nicoletta Dosio, ed altri soggetti legati al Comitato di Lotta Popolare di Bussoleno), accompagnate negli uffici di polizia per accertamenti, dovranno invece rispondere di violenza privata in concorso. Durante il blocco durato circa un’ora un camionista ha denunciato che il suo veicolo è stato danneggiato mentre si trovava in attesa di passare. Danni anche ad alcuni mezzi delle forze dell’ordine. A due settimane dall’attacco al cantiere di Chiomonte, nel quale rimasero feriti 15 agenti e vennero fermati 9 attivisti, spuntano inoltre da una bonifica dei carabinieri una ventina di pneumatici. Nascosti tra i rovi, erano pronti ad essere utilizzati come armi improprie nel caso di nuovo attacchi.

 

“I fermati vengano immediatamente liberati”, è l’appello del segretario nazionale di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, secondo cui ”di fronte a un’opera inutile e dannosa come la Tav esiste il diritto alla disobbedienza civile”. Il Movimento 5 Stelle parla invece di ”presidio pacifico” e denuncia un Parlamento ”calpestato e svuotato per coprire abusi, sprechi e scandali di ogni sorta”. Di parere decisamente opposto la Lega Nord che per bocca del capogruppo a Palazzo Lascaris Mario Carossa chiede il pugno duro: “Siamo giunti alla follia. E’ vergognoso che venti o trenta delinquenti terroristi blocchino l’autostrada per controllare i Tir che passano, è una cosa da pazzi. Sarebbe ora che le forze dell’ordine avessero disposizioni adeguate per prendere a calci nel sedere questi facinorosi mandandoli via subito dalla Valle di Susa, altro che identificarli e basta. Tanto sono sempre le stesse persone e tutti sanno benissimo chi siano. Non esiste che la Valle di Susa sia bloccata da questi venti o trenta perditempo che cercano solo lo scontro - ha aggiunto Carossa -. Mi metto nei panni di chi usa l’autostrada per tornare a casa, magari dopo il lavoro, o per andare a trovare la propria famiglia. Ne abbiamo tutti le tasche piene di questi teppistucoli, che qualcuno li arresti e poi butti via la chiave. Tanto la Tav si farà e su questo non ci sono dubbi”.

 

L'autostrada era stata riaperta alle 4 di questa mattina, chiusa nel tratto tra Borgone e Susa in direzione della Francia dalle 19,30 di ieri a causa di un presidio dei No Tav in frazione Vernetto, a Chianocco. I manifestanti, circa 70, avevano abbandonato la sede stradale ma, in numero più ridotto, hanno effettuato brevi blitz ogni volta che le forze dell’ordine hanno tentato di riaprirla. Soltanto alle 4, appunto, è stata possibile la definitiva riapertura al traffico. Nel pomeriggio di oggi alcune decine di No Tav hanno di nuovo occupato l’autostrada nella carreggiata in direzione della Francia all’altezza di Vernetto, frazione di Chianocco. Hanno posizionato alcuni cassonetti sulla sede stradale. Il tamtam è partito poco prima su internet dopo l’avvistamento di un “mezzo sospetto” al casello di Bruere, che i manifestanti hanno ritenuto diretto al cantiere della Torino-Lione.

 

Nel frattempo, in Parlamento, il Movimento 5 Stelle ha chiesto alla presidente della Camera, Laura Boldrini, di annullare la seduta della Commissione esteri che ha ratificato il trattato italo-francese per la realizzazione dell’opera. “Avevamo chiesto di tenere conto di prescrizioni e standard di sicurezza ambientale che l’accordo contempla e che i cantieri ancora non rispettano – hanno dichiarato i deputati pentastellati -. Il regolamento della commissione prevedrebbe 10 minuti di intervento a deputato per ogni emendamento. Invece, votando a maggioranza, al di fuori delle regole, i partiti delle larghe intese hanno ridotto i tempi a 20 minuti per gruppo. A questo punto abbiamo ritirato gli interventi e abbiamo abbandonato i lavori in commissione”.