ATTACCATI AL TRAM

Gtt, si riapre il “caso Barbieri”

Dopo la verifica degli ispettori del ministero delle Finanze che hanno passato al setaccio la contabilità degli ultimi dieci anni dell’azienda dei trasporti, dalla Sala Rossa parte una segnalazione alla Corte dei Conti sui compensi dell’ex ad, ora a capo di Sagat

Emerso, seppur solo marginalmente, nella scrupolosa verifica degli 007 del Ministero delle Finanze, che tra febbraio e marzo hanno passato al setaccio la gestione dell’ultimo decennio di Gtt, il “caso Barbieri” finisce ora sul tavolo della Corte dei Conti. La vicenda riguarda i compensi percepiti dall’allora amministratore delegato dell’azienda di trasporto pubblico, Roberto Barbieri, che sarebbero stati superiori ai parametri imposti dalla legge, stabiliti entro il tetto massimo del 60% dell’indennità del sindaco. Emolumenti “arrotondati” da una consulenza triennale dell’importo di 165mila euro annui per “attività di scouting”, affidata dal cda il 27 luglio 2010 su indicazione del “socio”, ovvero del Comune di Torino. A differenza del suo predecessore, Tommaso Panero, il quale nel periodo 2008-2010 ha cumulato l’emolumento di ad con lo stipendio di dirigente della società - doppio incarico che agli ispettori “appare illegittimo con ingiustificato aggravio per l’erario relativamente agli onore connessi al trattamento previdenziale” – su Barbieri non vengono fatti particolari rilievi, “probabilmente a causa della documentazione insufficiente”, ipotizza un consigliere comunale che proprio per ovviare a possibili carenze ha predisposto l’invio dei verbali di assemblea e cda alla magistratura contabile.

La convinzione sull’illegittimità della posizione di Barbieri, nel frattempo traslocato al vertice di Sagat, società di gestione dell’aeroporto di Caselle, sarebbe corroborata da una deliberazione (la n° 220/2008) della sezione regionale di controllo per la Lombardia della Corte dei Conti relativa a analoga situazione nell’azienda trasporti milanese Atm. E non è un dettaglio, fanno rilevare da Palazzo Civico, che il relatore del provvedimento di censura del Comune di Milano, il dottor Giancarlo Astegiano, sia oggi in forze alla Corte dei Conti del Piemonte. Insomma, paiono esserci tutti i presupposti per fare finamente luce sull’intricata vicenda.

In ultimo, va detto che rispetto ai 26 rilievi degli ispettori, Gtt ritiene di avere solidi argomenti per sostenere la correttezza dei propri comportamenti, fondati soprattutto sulla propria natura privatistica di società per azioni. La relazione, a quanto pare, è praticamente ultimata e nei prossimi giorni sarà sul tavolo del sindaco Piero Fassino prima di essere inviata al Ministero e conterrà puntuali risposte su ogni punto, dalle operazioni di acquisizione e cessione delle aziende del gruppo all’assunzione e gestione de personale, fino all’annosa questione degli emolumenti.

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