Asl To1, proroghe a gogò e spese record
12:00 Mercoledì 16 Ottobre 2013 6Nel mirino della Commissione d'indagine l'attività dell'azienda del capoluogo diretta dalla ex senatrice leghista Briccarello. Per il Pd si sono aggirate le gare procrastinando i contratti. E spuntano 570mila euro in taxi e quasi 3 milioni per le pulizie
Prorogare, prorogare, prorogare. Purché non si vada a bando. La gara di evidenza pubblica sembra essere un tabù all’Asl Torino 1. L’azienda sanitaria guidata dalla leghista Giovanna Briccarello - coadiuvata dal responsabile amministrativo Flavio Nalesso e dal direttore sanitario Paolo Simone - è finita nel mirino del Partito democratico dopo che i faldoni richiesti dalla commissione d’indagine sugli appalti di Scr e sulla Sanità, guidata da Alberto Goffi, hanno iniziato a circolare tra i banchi di via Alfieri. Ultima a fornire le carte, l’Asl torinese ha subito fatto drizzare le antenne agli esponenti di opposizione a Palazzo Lascaris, e infatti le anomalie non mancherebbero.
In primis l’elenco delle proroghe sulle forniture di servizi è lunghissimo, alcune sono iniziate nel 2007 e nel 2008, ma la maggior parte fanno riferimento agli ultimi due anni: si va dal trasporto e facchinaggio (343mila euro) allo smaltimento rifiuti speciali (530mila euro), dalla cancelleria (32mila euro) al ritiro dei campioni biologici (106mila euro). L’importo complessivo è di 7,271 milioni. Stesso discorso per le forniture di macchinari o software: anche in questo caso i contratti sono in gran parte scaduti ma le forniture vengono prorogate (in questo caso per un totale di 1,438 milioni). Un altro escamotage per aggirare le gare sono le spese in economia, quelle che secondo la normativa possono essere effettuate senza appalto pubblico purché al di sotto di una determinata soglia: tra gennaio e settembre 2013 l’importo complessivo ammonta a 1,544 milioni. E allora c’è il rischio che alcune spese finiscano fuori controllo o appaiano all’occhio profano quantomeno esose: leggi i 570mila euro per i taxi (nel solo 2013) e i quasi 3 milioni spesi in pulizie.
«A questo punto sorgono pesanti dubbi - afferma il il consigliere Davide Gariglio Pd che con il capogruppo Aldo Reschigna e il responsabile Sanità del partito Nino Boeti, ha svolto la ricognizione -: le proroghe degli appalti rientrano nei limiti strettissimi della normativa? E soprattutto con quali atti formali sono state adottate queste proroghe, posto che ad oggi non ci sono stati forniti gli estremi delle determine?». Il dubbio è che «si tratti in molti casi di una prosecuzione tacita dei contratti scaduti, senza alcun atto formale». Dubbi che dovrà essere la stessa direttrice generale Briccarello (foto) a dissipare.
Ma ci sono dei casi ancor più eclatanti. Talvolta, infatti, le gare sono state effettuate e aggiudicate, ma ciononostante sembra si continui ad acquistare sulla base di contratti scaduti e non di quelli nuovi. E’ il caso della fornitura di tessuto non tessuto in cui si dà prosecuzione a tre contratti scaduti mentre vi sono in vigore contratti stipulati a seguito della gara. Di qui la richiesta formale inoltrata alla Giunta per un repentino intervento «obbligando la Asl To1 a fornire alla Commissione d'indagine la documentazione richiesta, in particolare – se esistenti – i provvedimenti formali di proroga dei contratti scaduti; aprendo un’ispezione sulla gestione degli appalti e sulle spese in economia , obbligando le Asl piemontesi a selezionare i fornitori mediante gare pubbliche e concentrando in un unico portale web gli albi pretori di tutte le Asl e Aso piemontesi, garantendo che tutti i contratti rimangano pubblicati on line senza limiti di tempo».



