PIAZZA CASTELLO

Regione, Cota accende il caminetto

Il governatore convoca un vertice di maggioranza, senza un ordine del giorno, tenendo fuori i capigruppo. Un piano di fine legislatura, "burocrazia zero", ma anche nomine strategiche (nelle due Finpiemonte). Ecco cosa bolle in pentola

L’“ottobrata” con le sue temperature miti ha le ore contate, almeno quassù al Nord. Si annuncia un inverno rigido per la politica piemontese e Roberto Cota, prudentemente, accende il caminetto della coalizione, convocando alle 12 un vertice dei segretari di partito. Una riunione indetta senza un preciso ordine del giorno, ma che nelle intenzioni del governatore dovrà stabilire un codice di comportamento delle forze di centrodestra, dentro l’aula e fuori, in termini di comunicazione. Il presidente lamenta un insufficiente sostegno dei partner alla sua azione di governo, funestata da un crescente stillicidio di distinguo, prese di distanza, quando non di palesi dissensi. In ogni partita il centrodestra gioca alla rinfusa e la mancanza di una regia comune lascia terreno fertile alle incursioni delle opposizioni: dalla riforma sanitaria, già ridotta a brandelli, dove ampi settori della maggioranza si esercitano a differenziarsi dalla Giunta, alla politica dei trasporti finita sotto il “fuoco amico” delle amministrazioni locali, per non dire della caccia, del personale, delle società controllate. Insomma, per Cota è indispensabile riportare un po’ d’ordine e per questo, raccogliendo la sollecitazione di Angelo Burzi di Progett’Azione («Occorre stabilire un programma per la parte finale della legislatura, in un crescendo wagneriano»), ha diramato gli inviti a Enrico Costa, coordinatore regionale del Pdl, e a Agostino Ghiglia, numero uno dei Fratelli d’Italia, ma non ai capigruppo di Palazzo Lascaris. Un’esclusione che ha creato qualche malumore in chi sovrintende l’attività d’Aula: «Facciano pure, discutano di ciò che vogliono, ma da noi devono passare se vogliono portare a casa qualche risultato», dice con una punta di stizza uno di loro.

 

Sul tavolo, quindi, il programma che dovrà segnare l’amministrazione fino alla sua scadenza che, dalle parti di piazza Castello e di via Alfieri, danno per scontata sarà nei termini naturali, nonostante l’imminente arrivo della tempesta giudiziaria (sono prossimi i rinvii a giudizio per Rimborsopoli) e dell’epilogo della lunga querelle sulle firme elettorali. Per il leader pidiellino Costa le priorità vanno nella direzione di “burocrazia zero” e di un energico sfoltimento della presenza della Regione nel sottobosco delle società. Ma all’attenzione dei segretari ci sono questioni assai più prosaiche quali le nomine dei vertici di Finpiemonte, i riassetti delle Partecipate (con un’appendice sul nuovo corso del Csi, non propriamente condiviso), la posizione dell’assessore ai Trasporti Barbara Bonino (che lascerebbe l’incarico entro la fine dell’anno).

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