VERSO IL CONGRESSO

Tessere sospette, “osservatori” ai seggi Pd

Alla vigilia dei congressi territoriali lievitano le iscrizioni al partito di Torino (si parla di 26mila). Roma vuole vederci chiaro e manda un emissario per verificare la regolarità delle procedure. E nel mirino finiscono i capataz delle diverse correnti

Congresso dopato? È questo il sospetto che si sta facendo largo al Nazareno, quartier generale del Partito democratico alla viglia delle assisi territoriali. E proprio la provincia di Torino sarebbe una delle zone “sotto osservazione” per incrementi anomali nelle affiliazioni al partito. Da giorni arrivavano segnalazioni di impennate nei tesseramenti, oltre alle polemiche scoppiate sui giornali attorno ai cosiddetti signori delle tessere con tanto di nomi e cognomi fatti in particolare dal candidato cuperliano alla segreteria provinciale Aldo Corgiat e dai suoi sostenitori. Così la commissione congresso del Pd ha deciso di vederci chiaro e di mettere in campo una serie di contromisure, a pochi giorni dalla prima tornata dei congressi. Partendo da un dato positivo: il tesseramento si potrebbe avvicinare ai livelli del 2009, quando ci furono 700-800mila iscritti: una buona notizia almeno per i tesorieri di ogni livello.

 

Secondo quanto risulterebbe a Roma, sulla provincia di Torino circolerebbero circa 26mila tessere, più del doppio rispetto a quelle sottoscritte nel 2012, quando furono 12mila. Insomma, pare che da via Masserano siano state chieste una quantità di tessere in più rispetto all’anno precedente, nonostante finora quelle sottoscritte si attesterebbero a 10.700. Chi è in possesso delle altre 15mila? Quando verranno eventualmente sottoscritte? Questi sarebbero i dubbi che hanno portato la Commissione nazionale di garanzia per il congresso a inviare un osservatore in terra subalpina, Giovanni Lunardon, segretario della Federazione di Genova.

 

La commissione sta lavorando a una comunicazione interna che prevede un codice di comportamento per valutare eventuali anomalie del numero degli iscritti e stroncare tesseramenti collettivi. Già da alcune zone sono arrivate indicazioni di irregolarità e la commissione ha deciso di verificare la situazione inviando degli “osservatori”. Così venerdì Roberto Morassut andrà a Lecce, Nico Stumpo a Catania e Lunardon, appunto, a Torino. Toccherà a loro verificare in particolare che a ogni tessera corrisponda un versamento individuale della quota di 15 euro.

 

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