LA PARTITA

Congressi Pd, in Piemonte è parità

Cuperlo conquista Alessandria, Biella e Novara. A Cuneo vince l'alleanza con i civatiani. Al rottamatore Torino, Verbania, Asti e Vercelli. Fondamentale l'apporto dei renziani dell'ultima ora (lettiani nel Vco e Fassino nel capoluogo). Stop al tesseramento?

In Piemonte è pareggio, un risultato che in ogni partita si presta a letture diverse, spesso pure divergenti. E il Pd non fa certo eccezione. I numeri delle assise provinciali consegnano 4 federazioni alla compagine renziana e 4 all'area tradizionalmente più legata alla sinistra interna (cuperliani e civatiani). Anche se a un'analisi più attenta non può sfuggire che proprio la componente che fa riferimento al sindaco di Firenze non solo non sfonda in regione, ma perde pure un paio di roccaforti che alle scorse primarie avevano dato molte soddisfazioni alle truppe del Rottamatore. E così, dopo il giallo del congresso di Asti che verrà esaminato dalla segreteria regionale e a quanto pare anche dagli organi di garanzia nazionali, e le polemiche attorno ai congressi di Torino, è ora di tirare le somme e i rottamatori escono dalla disputa con qualche ossicino rotto. Il tutto mentre al Nazareno la confusione è massima sulla proposta di Guglielmo Epifani di chiudere il tesseramento lunedì prossimo.

 

Piero Fassino è l’usato sicuro e Matteo Renzi, per evitare di essere lui stesso rottamato prima dell’uso, si è affidato al collega torinese, che infatti non ha tradito le attese. Il suo candidato, Fabrizio Morri, seppur in una nube di polemiche, è uscito vincitore, al termine di una lunga cavalcata che ha portato nei circoli democratici 8.256 iscritti vecchi e nuovi.

 

Ma è lontano dal capoluogo che i renziani sono costretti a battere in ritirata. Cadono le roccaforti di Cuneo - dove Renzi aveva battuto Bersani - e Novara, la città del sindaco rottamatore Andrea Ballarè. Nella provincia Granda prevale il segretario uscente Emanuele Di Caro, sostenitore di Civati ma appoggiato anche dai cuperliani e fallisce il blitz dell’ultim’ora tentato dal senatore Mino Taricco che gli aveva opposto in zona Cesarini Gianpiero Piola. A Novara festeggia, invece, Matteo Besozzi, sindaco di Castelletto, grande elettore di Cuperlo, che ha sconfitto il consigliere provinciale Emanuele Marino, scelto dai renziani del sindaco Andrea Ballarè. Ad Alessandria confermato Domenico Ravetti, candidato unitario, ma anche lui vicino all’ala sinistra del partito capitanata dai parlamentari bersaniani Federico Fornaro e Daniele Borioli. A Biella prevale Paolo Furia, segretario dei Giovani democratici piemontesi, delfino del consigliere regionale Wilmer Ronzani, uno che solo a varcar i confini di Firenze gli viene l’orticaria.

 

I seguaci del primo inquilino di Palazzo Vecchio portano a casa Verbania, dove prevale Antonella Trapani, sostenuta dal deputato turbo-lettiano Enrico Borghi, Vercelli con Maura Forte (fedelissima di Luigi Bobba) e Asti dove tra cammelli, albanesi e tanti asini fino all’ultimo si rischia di veder annullato il successo di Giorgio Ferrero. Questo l’esito del pronunciamento di 14.280 tesserati.

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