RITORNO DI FIAMMA

“Facciamo una destra senza secondi Fini”

Ghiglia rilancia il progetto di Fratelli d'Italia nel giorno della convention di Roma. "Gli unici a non aver ceduto alle avance del Pd". Poi la fatwa contro l'ex leader di An: "Ha già fatto abbastanza danni". In Piemonte già 3mila iscritti

«La vera destra siamo noi». Ne è certo Agostino Ghiglia, ex delfino di Ugo Martinat, già uomo forte di Alleanza Nazionale in Piemonte e deputato con il Pdl, dopo essere salito “controvoglia” sul Predellino. «Ero per la federazione di An e Forza Italia, non per la fusione» dice lui che oggi è tra gli assessori più influenti della giunta regionale di Roberto Cota e a giudicare da come le cose sono andate a finire probabilmente ci aveva visto giusto. Oggi parteciperà alla presentazione di Rifare l’Italia, manifesto politico promosso da Officina per l’Italia, il laboratorio messo in piedi da Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e Guido Crosetto. Trecento persone da tutto il Piemonte sono in arrivo al teatro Sistina, l’umore, inutile dirlo, all’indomani dell’ennesima scissione nel Pdl è alto: «Mentre gli altri si dividono noi ci uniamo intorno a una grande avventura politica. Vi aspetto domani senza paura!» twittava ieri la Meloni.

 

«Noi siamo il vero centrodestra perché siamo gli unici ad aver detto “no” al Pd e a Enrico Letta – prosegue Ghiglia -. Con la rottura tra Alfano e Berlusconi l’attuale governo sposterà ulteriormente il suo baricentro e proseguirà nei disastri fatti finora». Al suo fianco ci sono i colonnelli di sempre, l’assessore Roberto Ravello, i consiglieri regionali Franco Maria Botta, Fabrizio Comba, Massimiliano Motta e Augusta Montaruli e quelli comunali Maurizio Marrone e Paola Ambrogio. L’obiettivo è ricostruire una destra che si fondi sui valori di quella tradizionale rappresentata fino al 2008 da Alleanza Nazionale (che per inciso Ghiglia sarebbe pronto a rifondare, sfruttando «un brand che è stato sulla scena per quindici anni»), una forza “Eurocritica”, «che non vuol dire Euroscettica, ma che sappia imporsi con i leader dei principali paesi del Vecchio Continente». Chi continua a non essere ben accetto è, invece, Gianfranco Fini che recentemente è tornato alla ribalta grazie alla pubblicazione di un libro e ad alcune iniziative che ne testimoniano la volontà di tornare sul palcoscenico nazionale. Nei suoi confronti Ghiglia è durissimo: «Mi è sembrato quantomeno confuso: rivendica la sua appartenenza alla destra e poi cerca di sostenere la tesi del sostegno a questo governo. Rappresenta una destra di intellettualoidi e dei salotti, non quella della gente». Dunque nessuno spazio per un ritorno in grande stile? «Di danni ne ha già fatti abbastanza».

 

Intanto prosegue fino al 30 novembre la campagna tesseramento di Fratelli d’Italia che in Piemonte ha già superato i 3mila iscritti, «e noi la tessera la facciamo pagare» scherza Ghiglia, lanciando una frecciatina al Pd travolto dalle polemiche sui pacchetti di tessere in occasione dei congressi. Una cosa è certa: la polverizzazione del centrodestra «non deve avere ripercussioni sul governo della Regione. Ulteriori fibrillazioni – conclude – farebbero il gioco della sinistra. Non ci possiamo dividere per piccole questioni di bottega e riconsegnare piazza Castello a Fassino o Chiamparino».

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