SANITA'

Ospedali chiusi per le festività natalizie

L’Asl di Alessandria annuncia che nel periodo tra Natale e l’Epifania saltano tutti gli interventi nei nosocomi di Acqui, Novi, Ovada e Casale, per “consentire lo smaltimento di ferie e riposi al personale”. Garantite solo le urgenze

Chiuso (o quasi) per ferie: poco ci manca che negli ospedali dell’Asl di Alessandria - nell’occhio del ciclone per i contratti prorogati a gogò in barba a bandi e gare come accertato dalla commissione regionale - un cartello del genere venga appiccicato alle porte delle sale operatorie.  Come si evince da una nota diramata dai vertici dell’azienda sanitaria, negli ospedali di Acqui Terme, Novi Ligure, Ovada, Tortona e Casale Monferrato “verranno garantite le urgenze, mentre gli interventi programmabili saranno fissati in un altro periodo”.

 

A giustificazione di un provvedimento che, ovviamente, finirà con l’allungare le liste d’attesa l’Asl diretta da Paolo Marforio cita la “necessità di consentire lo smaltimento di ferie e riposi al personale” come si trattasse di una fabbrica qualsiasi e non di ospedali dove una programmazione delle ferie dovrebbe essere fatta in maniera tale da non doverle smaltire – guarda caso – nel periodo delle festività natalizie e di fine d’anno. Ma il paradosso sta nella seconda motivazione: dalla direzione dell’Asl spiegano infatti che nel periodo dalla metà di dicembre all’Epifania (ovvero la fine della festività) si assiste “a un calo fisiologico di interventi”.

 

Una tesi, quella di una diminuzione delle patologie che necessitano di interventi  a ridosso delle festività, che oltre a far acqua da tutte le parti viene, di fatto, smentita sempre in provincia di Alessandria: all’ospedale Santi Antonio e Biagio e all’infantile (dipendenti dall’Aso diretta da Nicola Giorgione)  l’attività - precisano all’azienda ospedaliera  -  sarà  regolare. Che nel capoluogo, contrariamente al resto della provincia, le patologie che necessitano di interventi chirurgici se ne infischino delle feste?

print_icon