REGIONE PIEMONTE

Consiglieri pentiti: “Abbiamo sbagliato”

E’ l'ora delle scuse (un tantino tardive) a Palazzo Lascaris. Il presidente Cattaneo ammette: “La nostra immagine è ormai compromessa. Pronto a dimettermi se rinviato a giudizio”. In tre anni ridotte di un quarto le spese dell'aula - di Oscar SERRA

Per quest’anno mangeranno il panettone, per la colomba si vedrà. In un’atmosfera dimessa e sottotono spetta al presidente del Consiglio regionale del Piemonte Valerio Cattaneo e a un ufficio di presidenza monco, dopo le dimissioni del suo vice – in quota Pd – Roberto Placido, illustrare l’attività di Palazzo Lascaris, nella tradizionale conferenza di fine anno.

 

E inevitabilmente le domande sono tutte sull’inchiesta Rimborsopoli, che ha svelato il malcostume delle spese pazze in via Alfieri: «La nostra immagine è seriamente compromessa – ammette Cattaneo -. La politica deve saper chiedere scusa. Abbiamo sbagliato a non comprendere che le cose andavano cambiate, noi lo abbiamo fatto, ma evidentemente in modo non abbastanza efficace», arrivando a addirittura a paventare le sue dimissioni qualora dovesse esserci il rinvio a giudizio. Un natteggiamento diametralmente opposto a quello del governatore Roberto Cota che non perde occasione per evocare complotti di poteri forti in combutta con magistratura e giornali per sovvertire il risultato - peraltro non proprio limpido come testimonia il processo sulle firme false - delle urne. Cattaneo, piuttosto, rivendica i tagli fatti al budget dell’aula che è passato dai 74 milioni del 2010, anno di insediamento della nuova legislatura, ai 58,5 del 2013 con un previsionale per il prossimo anno che prevede il taglio di altri 2,6 milioni per attestarsi a 55,8 milioni, con una riduzione di quasi il 25 per cento. Tanto? Troppo poco? La sensazione è che al di là di qualsiasi operazione virtuosa metta in atto questo organismo, i suoi rappresentanti continueranno a essere ricordati per i mutandoni e i capi pregiati comprati a spese dei contribuenti, delle cene e dei caffè, dei tosaerba e dei videogiochi per i bimbi: il tutto con denaro pubblico.

 

«Abbiamo già fatto tanto, possiamo fare ancora di più – prova a parare il colpo Cattaneo – non escludo una ulteriore riduzione delle indennità ai consiglieri, valutiamo anche l’abolizione delle dotazioni ai gruppi, che tuttavia è già passata da 2 milioni a 500mila euro». Basterà? Difficile dirlo adesso. Subito dopo le feste ci sarà una riunione di maggioranza, dove le maglie si stanno iniziando a sfilacciare, «indubbiamente si parlerà anche di questo» ammette Cattaneo, che poi attacca: «Certo, se poi in questo senso desse un segnale anche il Parlamento, che finora si è limitato a tagliare i livelli inferiori…».

 

Al suo fianco il vice presidente Fabrizio Comba (Fratelli d’Italia) e i segretari dell’ufficio di presidenza Gianfranco Novero (Lega Nord) e Tullio Ponso (Idv), tra gli esponenti dell’opposizione, quest’ultimo, a non essersi dimesso dagli incarichi istituzionali dopo lo strappetto del Pd. Assente, invece, l’altro (ormai ex) vice presidente Roberto Placido (Pd), che a margine della conferenza appare e spiega: «Ero nell’ufficio accanto a riempire gli ultimi scatoloni». E’ tempo di traslochi a Palazzo Lascaris e non solo perché dal prossimo anno il Consiglio potrà usufruire, grazie a un accordo con il Banco di Sicilia, dei locali al terzo piano dell’istituto di credito, che permetterà di abbattere ulteriormente i costi per gli affitti.

 

LEGGE ELETTORALE - Tra gli impegni che dovrà affrontare il parlamentino piemontese nel 2014 c’è la nuova legge elettorale, di cui si dibatte, con scarsi risultati, da quasi due anni: «E’ già fissata per il 13 gennaio una riunione dei capigruppo per incardinare il provvedimento in commissione – spiega Cattaneo – auspico sia un confronto costruttivo, siamo a un passo dall’accordo». I punti su cui c’è ormai un’ampia convergenza sono l’elezione diretta del presidente, l’abolizione del cosiddetto listino bloccato, la rappresentanza di genere che prevede una lista composta per metà da donne e mantenimento delle attuali soglie di sbarramento. I nervi scoperti, sono invece l’attribuzione del premio di maggioranza – prima garantito proprio dal listino e che dovrebbe essere graduale a seconda della performance della coalizione vincente – la questione della doppia preferenza («difficile che verrà istituita» secondo Cattaneo) e la revisione delle circoscrizioni. 

Attività e spese del Consiglio regionale