VERSO LE ELEZIONI

Arruolato Crosetto per il dopo Cota

Centrodestra sotto choc per la sberla giudiziaria studia in queste ore una exit strategy. Obiettivo: slegare i destini della coalizione da quelli del governatore. E per superare la competizione Porchietto-Pichetto è pronta la carta dell’ex sottosegretario alla Difesa

Non sarà Pichetto, non sarà Porchietto, vuoi vedere che han già scelto Crosetto? Filastrocche a parte, sembra proprio che possa toccare all'ex sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto, inbracciare l'artiglieria per tentare di sbarrare la strada a Sergio Chiamparino, il condottiero designato del centrosinistra. Con il cadavere ancora caldo di Roberto Cota il centrodestra ragiona - in camera caritatis - di come disgiungere il destino della coalizione da quello, considerato ormai compromesso, del governatore sub judice. Al di là delle dichiarazioni di facciata, nella maggioranza di piazza Castello è iniziata la veglia funebre e, come capita in simili occasioni, si ragiona su sepolture (degne, per carità) e spartizione dell'eredità. La decisione comunicata oggi dal presidente di ricorrere al Consiglio di Stato è valutata dagli alleati come una necessità per salvare la faccia, ma viene considerata poco più di un escamotage giudiziario non in grado di reggere all'onda mugghiante della polemica politica, che si preannuncia dirompente, e che si salderà, nel giro di quindici giorni, con la seconda fase dell'inchiesta Rimborsopoli e la caterva dei rinvii a giudizio, che colpirà la stragrande maggioranza di consiglieri del centrodestra a partire dal governatore, tra i principali indagati.

 

In questo scenario  il nome di Crosetto, ultimo coordinatore regionale della primigenia Forza Italia prima di abbandonare Silvio Berlusconi per fondare assieme a Giorgia Meloni e Ignazio La Russa i Fratelli d’Italia, formazione nella quale, a dirla tutta, si è sentito sempre come un pesce fuor d’acqua, è per certi versi un ritorno al passato, giacché proprio lui era destinato nel 2010 a guidare la riscossa contro la zarina Mercedes Bresso. Poi le cose andarono diversamente, il Cavaliere cedette alle lusinghe (o ai ricatti) dell'alleato padano e il Piemonte, nella spartizione delle candidature, finì al Carroccio e al riluttante Cota (che era convinto - e sperava - di perdere). Con la designazione del "Gigante di Marene" verrebbe così risolto il duello, da mesi latente, tra i due super assessori della giunta Cota: la titolare del Lavoro Claudia Porchietto, ambiziosissima e sempre in cerca di gratificazioni, e il custode dei conti pubblici Gilberto Pichetto, molto più allettato da un ritorno sulla scena parlamentare.

 

La questione è stata affrontata oggi, a margine della conferenza stampa di Cota, quando le varie forze della coalizione si sono riunite per valutare il da farsi. E dato che, come testimoniano le parole di fuoco (fatuo) del segretario della Lega Nord Matteo Salvini, che ha indetto per domani una fiaccolata a Torino, e l’interesse per la vicenda del Nazareno, il caso Piemonte è ormai nazionale, lo stesso Pichetto avrebbe sottoposto l’opzione Crosetto anche al Cavaliere che, è noto, ha un debole per questo ragazzone cuneese.

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