FAIR PLAY

Vola Pentenero, la colomba cuperliana

La minoranza Pd punta sulla consigliera regionale, lady Tola di Casalborgone, per contendere al renziano Gariglio la poltrona di segretario regionale. Ma non sarà guerra fratricida: "La vera sfida è quella delle prossime elezioni". Diplomazie al lavoro

E fanno tre. Con il passo avanti della consigliera regionale Gianna Pentenero (in realtà sono gli altri papabili candidati che ne hanno fatto uno indietro, come nella celebre scena di fantozziana memoria) si completa il trittico della competizione per la segreteria piemontese del Partito democratico. Entro sabato dovranno essere presentate ufficialmente le candidature in vista delle primarie del 16 febbraio. E’ su di lei che punta la falange cuperliana per cercare un riscatto dopo la scoppola rimediata nelle consultazioni nazionali dell’Immacolata, ricalcando così lo schema già delineatosi a dicembre, con un candidato renziano, Davide Gariglio, e uno legato alla mozione Civati, Daniele Viotti.

 

Certo, il clima è tutt’altro rispetto a quello dei laceranti congressi di circolo e provinciali che si sono celebrati in autunno: i toni sono pacati, addirittura concilianti. «Il nostro principale obiettivo è l’unità del partito per preparare al meglio le prossime regionali», mette le mani avanti la consigliera regionale. Non sarà una sfida all'Ok Corral ed è inutile attendersi proclami di guerra da colei che più che una lady di ferro pare una bela tolera, la signora di latta, maschera tradizionale del chivassese, suo feudo e dove è stata per un decennio sindaco del comune di Casalborgone. In realtà, se da un lato Viotti conferma che «per quanto ci riguarda non ci sono spazi per un accordo in zona Cesarini», nella composita formazione cuperliana sono ancora in tanti ad auspicare un’intesa con Gariglio, per evitare di andare incontro a un’altra bruciante sconfitta. La stessa Pentenero, che pure descrivono decisa a giocarsi le sue carte, non chiude a questa possibilità: «Se Davide ritiene , io sono pronta a incontrarlo».

 

L’ex titolare dell’assessorato all'Istruzione nell’ultima giunta Bresso resta abbottonatissima, meglio una partola in meno che una in più. «Chiamparino è una persona che stimo moltissimo», «il Pd deve restare unito», «anche con i sostenitori delle altre mozioni abbiamo molto in comune». Poi s'infervora sulle ultime vicende del Nazareno: «Forse Renzi dovrebbe ascoltare un po' di più». E che nessuno abbia effettivamente voglia di sangue lo testimoniano le parole del senatore Stefano Esposito, che nei giorni scorsi ha fatto di tutto per coalizzare i cuperliani attorno all’assessore al Lavoro di Palazzo Cisterna Carlo Chiama: «Partiamo da un preambolo politico sui temi e le idee che ci accomunano, se poi qualcuno ritiene ci siano gli spazi per un percorso unitario siamo pronti a valutarlo». Nel cielo democratico, volano solo più colombe.