POLITICA & GIUSTIZIA

L’accusa fa acqua, assolto Rosso

Il fatto non sussiste. Il parlamentare vercellese prosciolto dai capi di imputazione per associazione a delinquere e peculato nell'inchiesta sulla gestione dei contributi pubblici della fondazione "Terre d'acqua". Un procedimento durato tre anni

L’accusa ha fatto acqua. Nel processo che vedeva tra gli imputati l’ex parlamentare, sottosegretario e vice presidente della Regione Piemonte Roberto Rosso, quello appunto sulla Fondazione Terre d’Acqua, l’ex ras vercellese di Forza Italia è stato assolto perché il fatto non sussiste. Questa mattina, ore 10, al Tribunale di Vercelli è stata letta la sentenza nella quale sono stati prosciolti anche Alessandro Giolito, ex assessore di Trino, Nicola Sirchia assessore del Comune di Casale e consigliere provinciale di Alessandria, Tino Candeli, l’ex assessore provinciale di Vercelli Roberto Saviolo, Gianfranco Chessa, Giovanni Ravasenga ex sindaco di Trino e Cinzia Ioris. Sono stati condannati per due episodi legati all’inchiesta Giolito (peculato) e Saviolo (concussione) a cui è stata inflitta una pena di due anni ciascuno.


Secondo la procura di Vercelli, che ha indagato sui fondi stanziati dalla Provincia alla Fondazione, una parte dei risparmi sulle gare di appalto, in totale 70mila euro, erano stati utilizzati in maniera irregolare, avvantaggiando l'attività politica dell'ex parlamentare. E sarebbe stato proprio Rosso, secondo l’accusa, a indurre gli amministratori di Provincia e Comune di Trino (i due azionisti della Fondazione) ad assecondare le richieste di finanziamento. I giudici hanno smentito queste tesi. 

 

Entro 90 giorni saranno pubblicate le motivazioni, ma pare che sia stata sostanzialmente accolta la tesi difensiva, secondo la quale, essendo la Terre d’Acqua un ente privato e non pubblico, i comportamenti di amministratori e dirigenti che vi operavano non possono integrare le figure di reato tipiche, in danno alla pubblica amministrazione e fra queste in particolar modo il peculato; di conseguenza anche l’associazione a delinquere.

print_icon

5 Commenti

  1. avatar-4
    23:33 Giovedì 20 Febbraio 2014 Roberto rosso Non è' stato sottratto neppure un euro

    La motivazione della sentenza poggia su 4 consulenze contabili delle quali una disposta dallo stesso pubblico ministero che tutte concordano nell'asserire che noi amministratori non approfittammo né' di un euro ne' di un caffè' ne' di un litro di benzina. Questo sarebbe stato il requisito minimo del peculato che si regge sul concetto di appropriazione di pubblico denaro o di pubbliche utilità'. Il peculato per distrazione fu soppresso nel 1993

  2. avatar-4
    21:29 Giovedì 20 Febbraio 2014 gattonero ReDavidTrez......

    ...ha mica torto!...Poi, a me, tanti anni fa, avevano insegnato che i risparmi di denari pubblici elargiti a dei privati per un appalto, possono solo essere spesi con le regole della Pubblica Amministrazione, oppure resi al Finanziatore pubblico. Non è più così?Mica facile vedere Terre d'Acqua (totalmente in mano a politici di professione)....privata. Forse de jure....ma de facto....mi puzza. Però suvvia, consoliamoci: una volta tanto è stato dimostrato che dei politici si sono comportati bene. Evviva.

  3. avatar-4
    21:04 Giovedì 20 Febbraio 2014 Bandito Libero Ha già dato alle regionali

    è stato eletto e si è dimesso dopo 2 mesi. Inspiegabilmente.

  4. avatar-4
    18:42 Giovedì 20 Febbraio 2014 moulin rouge Cocco alle regionali

    vogliamo roby red in corsa per palazzo lascaris.

  5. avatar-4
    15:41 Giovedì 20 Febbraio 2014 ReDavidTrez peculato

    contento per rosso. se terre d'acqua è un ente privato lo sono anche i gruppi consigliari piemontesi?sicuramente si!

Inserisci un commento