Pd a Cota: “Basta manfrine”
14:37 Giovedì 20 Febbraio 2014 7I democratici considerano un affronto l'ennesimo ricorso del governatore decaduto. “Se si diverte tanto lo faccia coi soldi suoi” è il messaggio recapitato dal segretario Gariglio e dal capogruppo Reschigna che minacciano: “Chiederemo il commissariamento”
«Siamo ormai alla farsa». Il Partito democratico bacchetta Roberto Cota, dopo l’annuncio di un ennesimo ricorso, questa volta in Cassazione, contro la sentenza del Consiglio di Stato che ne conferma la decadenza. Un tentativo «infantile» di «difendere a ogni costo la sua poltrona» secondo il segretario del Pd Davide Gariglio e il capogruppo a Palazzo Lascaris Aldo Reschigna che affidano a una dura nota tutta la propria indignazione. Cota, dunque, «torna davanti a un giudice, sempre con avvocati privati, pagati con soldi pubblici». E ancora: «Ma perché la Regione deve pagare le bizze giuridiche e gli interessi personali del suo presidente? Se proprio vuole ricorrere, Cota lo faccia con i suoi soldi, non con quelli dei cittadini».
«L’interesse del Piemonte – ribadiscono i due - è tornare al voto, non prolungare l’agonia di un malato terminale, una Giunta che non è mai stata davvero in grado di governare, un presidente che più che governare frequenta gli studi degli avvocati. Ormai siamo oltre l’accanimento terapeutico. Si stacchi la spina, ci si rassegni, si vada serenamente verso le elezioni di maggio».
Una reazione violenta, seppur lo stesso presidente leghista abbia precisato che questa ennesima iniziativa giudiziaria non inciderà in nessun modo sui tempi delle elezioni, che si dovrebbero tenere il 25 maggio in concomitanza con quelle Europee e amministrative. Il Pd però non ci sta e arriva a minacciare provvedimenti estremi. Delle due l’una: o Cota desiste o «chiederemo la nomina di un commissario ad acta che dia attuazione a quanto deciso dalla giustizia amministrativa e faccia quello che lui, ormai è evidente, non è disposto a fare».
Caustica la capogruppo di Sel Monica Cerutti, secondo la quale «Cota è colto dalla sindrome del ricorso ossessivo: perché vuole ripassare i vari codici della giurisprudenza per tornare a esercitare la professione d'avvocato. Stia però attento a non farlo a spese dei contribuenti piemontesi: sarebbe inaccettabile».
Di tutt’altra opinione il coordinatore regionale di Forza Italia e vice presidente della Giunta Gilberto Pichetto: «Non capisco perché alcuni esponenti del Pd si agitano così tanto, gli uffici della Regione hanno avuto disposizione di procedere alla produzione degli atti che permettano la convocazione di nuove elezioni». «Non vedo nulla di illegittimo in questo ricorso - continua Pichetto - dal punto di vista procedurale nulla è cambiato, si tratta di una istanza che avrà il suo corso parallelamente all’iter di convocazione di nuove elezioni».


