GRANDI EVENTI

Expo, la regia passi a Fassino

I principali stakeholder della regione esprimono riserve sulla gestione della presenza piemontese: “Non possiamo puntare tutto sul riso”. Torino realizza un suo logo, mentre si intensifica il pressing sul sindaco perché prenda in mano la situazione

Il riso abbonda, ma non solo in Piemonte. E proprio attorno all’icona scelta dalla Regione per marcare la presenza allobroga all’Expo di Milano stanno crescendo i malumori di una parte considerevole di stakeholder locali, dal sistema camerale alle organizzazioni datoriali, che ritengono quantomeno riduttivo limitare al cereale nostrano la rappresentanza del Piemonte alla grande esposizione mondiale. Riserve rimaste sottotraccia, opportunamente rintuzzate da una serie di incontri, ma che ora, con la fine anticipata dell'amministrazione regionale, vengono alla luce, anzitutto attraverso la richiesta della convocazione della cabina di regia, anello di congiunzione tra territorio e i vertici della rassegna, ruolo finora svolto dall’ente di piazza Castello, Il budget stanziato è di 5,6 milioni, di cui tre sganciati dalla Regione, uno dal Comune di Torino e 1,6 dal sistema camerale.

 

Il rischio concreto, secondo molti, è che a fronte di una ingente spesa per la realizzazione di uno spazio piemontese dedicato esclusivamente al riso, il ritorno in termini di visibilità e di promozione sia inferiore alle attese anche perché – ragionano gli esperti – i grandi produttori di riso arrivano dall’estero e in particolare dai paesi in via di sviluppo, che secondo quanto previsto dallo statuto della rassegna non pagano, ma vengono ospitati gratuitamente negli spazi dell’esposizione. Insomma, il Piemonte allestisce lo stand e poi si ritrova a ospitare tutti gli altri produttori, gli stessi che peraltro “invadono da anni il mercato con prodotti di bassa qualità a prezzi stracciati” avrebbero fatto notare i rappresentanti dell’Ente Risi. Cui prodest? Per questo, nelle ultime settimane, tra gli operatori della Regione si è fatta largo la richiesta di avere uno spazio nel padiglione Italia per quelle che vengono considerate altre eccellenze che sono enogastronomia, certo, ma anche meccanica, aeronautica e areospazio, meccatronica.

 

Secondo l’assessore al Turismo Alberto Cirio i problemi sarebbero almeno in parte superati: «Lo spazio per gli operatori stranieri nello stand del riso occuperà circa 80metri quadrati su un’area complessiva di 3.500 che è praticamente a nostra disposizione. Abbiamo previsto di allestire quattro punti ristorazione, un’area spettacoli e un’area eventi che verranno gestite dal Piemonte e che ci permetteranno di avere anche delle entrate importanti. Parliamo di 30mila passaggi al giorno per 160 giorni». C’è poi il discorso legato al Padiglione Italia, che verrebbe “invaso” dai prodotti piemontesi per tre settimane in autunno e tre in primavera, nell’ambito di un progetto chiamato le settimane del protagonismo in cui ogni regione promuove se stessa. Restano, però, delle perplessità.

 

Intanto, il Comune di Torino ha affidato il dossier all’assessore Maurizio Braccialarghe, titolare delle deleghe a Turismo e Cultura, il quale intende mettere in mostra quello che considera da sempre il proprio fiore all'occhiello, ovvero il Teatro Regio, perno di un sistema culturale in espansione. Torino, inoltre, è l’unica città  ad avere un proprio logo autonomo – seppur coordinato con Expo - prodotto in casa a costo zero, di cui è molto orgoglioso Gianni Giovannetti che ha coordinato il lavoro dei grafici e dei giovani creativi. Il capoluogo è ben consapevole della grande occasione che le si offre per promuovere la città e Piero Fassino si sta già muovendo attivamente (e autonomamente) su più fronti, sfruttando la sua fitta rete di relazioni nazionali e internazionali. E proprio in virtù della sua competenza e solidità politica, da più parti si starebbe intensificando il pressing perché prenda in mano la situazione e si ponga a capo della cabina di regia che rappresenti il Piemonte in un momento in cui la Regione è troppo debole per essere autorevole interlocutore con i vertici di Expo.

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