VENTO DEL NORD

Salvini: “Alle Regionali ce la giochiamo”

Il segretario federale del Carroccio sfoggia ottimismo: “Stiamo lavorando per vincere”. Ma la sfida cruciale sono le Europee. E da Torino, tappa del tour “Basta euro”, assicura che il futuro di Cota “è nella Lega, come quello di tanti”

Nessuna polemica sui mutandoni verdi potrà offuscare il buon governo della Lega Nord in questi quattro anni al vertice della Regione Piemonte. Ne è convinto, o forse è un auspicio, Matteo Salvini, oggi a Torino per la tappa del tour “Basta euro” che prima di varcare la sala (strapiena) dell’Atc ha commentato lapidariamente lo stallo che si registra nella maggioranza uscente, ancora lontano da individuare un candidato unitario: «Stiamo lavorando per vincere, sono fiducioso che il centrodestra se la possa giocare». E poi a chi gli domandava del futuro di Roberto Cota, Salvini ha aggiunto: «il futuro di Cota è nella Lega come il mio e quello di tanti altri». E ha mandato un preciso messaggio a Forza Italia: «In un'alleanza ci sono uomini e donne e progetti che si confrontano, non ci sono alleati di serie A e alleati di serie B, il candidato alla presidenza del Piemonte lo concorderemo al tavolo perché ci sono uomini e donne validi in tutti gli schieramenti». Così ha commentato le dichiarazioni di Toti. «Ci rifiutiamo di abbandonare il Piemonte nelle mani dei salotti buoni della Torino radical chic amica delle banche, della finanza, dei grandi giornali - ha aggiunto Salvini - quindi venderemo cara la pelle perché il Piemonte con la sinistra era al disastro economico, noi l’abbiamo risollevata e vorremo continuare ad andare avanti in quest’opera positiva».

 

Il presidente decaduto nel suo intervento si è soffermato sul “mal di euro” delle imprese piemontesi. «Dopo quattro anni sul territorio come governatore, azienda dopo azienda posso confermare che rispetto a 12 anni fa le cose per i nostri imprenditori e per i nostri lavoratori sono cambiate in peggio - ha spiegato  - tante aziende chiudono, tante famiglie rimangono senza lavoro. Prima di entrare nell’euro c'era un mercato interno florido e un export che tirava grazie alla competitività. Oggi il mercato interno è azzerato e lo strangolamento fiscale per le aziende e le famiglie ha raggiunto livelli mai visti prima». Stretti «nella terribile morsa Roma-Bruxelles», da noi sono «aumentati disoccupazione giovanile, debito pubblico e tasse e, mentre a Roma il governo dei professori è riuscito a peggiorare i conti dello Stato, noi che abbiamo trovato miliardi di debiti e una Regione in default abbiamo rimesso in piedi il Piemonte. Addirittura Bruxelles - ha concluso - ci ha premiato l’altro giorno come una delle tre regioni virtuose del Paese sull’utilizzo dei fondi su ricerca e innovazione».

 

Unica soluzione è la Lega, ha ribadito Salvini, secondo il quale il 25 maggio «è un referendum per la vita o per la morte. Per la morte ci sono Renzi, Berlusconi, Alfano, Casini, Monti, Grillo e solo noi, da soli, per la vita, per difendere l’Italia contro il resto del mondo e ci ringrazieranno anche al Sud, isole comprese». Sul destino di Berlusconi, in particolare sull’eventualità di una candidatura dell’ex premier, ha risposto tranchant: «Non me ne può fregare di meno, a fronte di un disastro economico i dibattiti pro o contro Berlusconi mi hanno rotto. Gli faccio personalmente gli auguri perché in Italia i delinquenti sono altri». Ma «per gli elettori votare Pd o Forza Italia alle Europee è esattamente la stessa cosa. È la Lega la soluzione».

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