Sì Tav sul Monviso di Chiamparino
09:00 Giovedì 10 Aprile 2014 5L’ex presidente della Comunità montana valsusina Ferrentino nella lista civica dell’aspirante governatore di centrosinistra. Un segnale al Pd e alla coalizione. Una risposta alla candidatura di Plano a sindaco di Susa. Capolista Calgaro, molti transfughi
Se la politica e in particolare la campagna elettorale sono una partita di poker, Antonio Ferrentino è l’asso nella manica di Sergio Chiamparino. Il sindaco di Sant’Antonino di Susa correrà nella lista civica del candidato governatore: sarà la bandiera Sì Tav piantata in cima al Monviso. Una pedina strategica nello scacchiere del centrosinistra, perché probabilmente l’unico in grado di contrastare in Valle le forze antagoniste all’opera presenti dentro e fuori la coalizione, da Sel ai Cinque Stelle, passando per il rassemblement della sinistra radicale dell’Altro Piemonte. Un segnale politico chiaro che Chiamparino intende dare al Pd, partito al quale Ferrentino è iscritto, allo schieramento e una risposta alla candidatura a sindaco di Susa di un altro militante democratico, Sandro Plano, espressione del fronte che si oppone all'alta velocità. Il senso dell'operazione verrà illustrata stamattina alla bocciofila Crimea, location "nazional-popolare" scelta dallo staff dell'aspirante governatore per presentare ufficialmente la lista del Monviso.
Ferrentino, consigliere provinciale uscente, oltre che sindaco della cittadina ai piedi del monte Pirchiriano, è stato presidente della Comunità montana valsusina fino al 2010. Fu tra i leader del
Movimento No Tav, tra i pochi riconosciuti agli albori della mobilitazione popolare: ottenne l’istituzione dell’Osservatorio nel 2005, attraverso il quale venne stravolto percorso e progetto relativo al grande tunnel. Ritenne allora che la sua mediazione politica avesse ottenuto i frutti sperati e mantenne così sempre una posizione di dialogo con le istituzioni – da Roma a Torino – che lavoravano alla costruzione dell’opera. Atteggiamento in un primo tempo condiviso dall’allora suo sodale Plano, che però dopo l’elezione al vertice della Comunità montana virò tornando su quelle barricate abbandonate da tempo. Lo stesso Plano che, da iscritto al Pd, ora si candida a sindaco di Susa contro l’uscente Gemma Amprino, di centrodestra ma che ha già ottenuto l’endorsement proprio di Chiamparino. Un ruolo strategico quello di Ferrentino in una valle in cui non c’è più destra e sinistra e dove l’unico elemento di divisione è proprio la Tav.
Per il resto poche le novità sostanziali nella lista Chiamparino, piena zeppa di transfughi di vari partiti: al numero uno c’è il suo ex vicesindaco nel primo mandato a Palazzo Civico, Marco Calgaro, ex Margherita, poi Api rutelliana, infine Udc. Segue l’assessore uscente al Bilancio della Provincia di
Torino Marco D’Acri, ex Idv così come il consigliere comunale Giuseppe Sbriglio, già assessore allo Sport proprio con Chiamparino. In pista anche l’ex sindaco di Prarostino Patrizia Giachero e il primo cittadino di Caluso Marco Suriani. Di rilievo la presenza del consigliere comunale Dario Troiano, altro campione del salto della quaglia: Forza Italia, circoli della Brambilla, Fli, due volte con i Moderati, recentemente subentrato in Sala Rossa in sostituzione di Alberto Musy. Dal mondo delle professioni scende in campo il presidente dell’Ordine dei Farmacisti Mario Giaccone, da Confcooperative arriva invece Michele Bechis (FedAgri), mentre Luca Matteja, ex “Imprese che resistono” è in rappresentanza di quel martoriato tessuto imprenditoriale torinese. Tra i nomi di spicco, infine, anche quello di Marco Scarabosio, nipote dell’ex parlamentare berlusconiano Aldo, già nella lista Bresso e per alcuni anni consigliere di amministrazione in Sagat. Tra i 20 torinesi compaiono pure l'imprenditore vitivinicolo di Andezeno Francesco Balbiano e l'architetto ex assessore a Venaria Rossana Schillaci.
Domani, invece, Chiamparino sarà a Cuneo, in piazza Galimberti, angolo via Roma, lato Stura dove dalle 9 a mezzogiorno il candidato presidente darà il via alla raccolta delle firme e presenterà la “cinquina della Granda”: l’ex sindaco del capoluogo, fuoriuscito dal Pd, Alberto Valmaggia, il primo cittadino uscente di Savigliano Sergio Soave (già segretario regionale Pds e parlamentare), l’albese Gianluigi Biestro, direttore di Vignaioli piemontesi, Gian Pietro Gasco, sindaco di Vicoforte, e Milva Rinaudo, sindaco di Costigliole Saluzzo. Una lista che, nei calcoli di Chiamparino, dovrebbe essere in grado di mandare a Palazzo Lascaris almeno un rappresentante.


