Elezioni nelle malebolge dei ricorsi
15:33 Lunedì 28 Aprile 2014 4Tornano a svolazzare le carte bollate. A un mese dal voto, tutti contro tutti fra accuse reciproche di irregolarità nella presentazione delle liste. Manina radicale in aiuto dei 5 stelle. Crosetto: "Sono l'unico candidato in regola contro Chiamparino"
La legislatura affondata sotto una pila di carte bollate rischia di lasciare in eredità alla prossima il peso di una pila di ricorsi. Così nel giorno in cui il Movimento 5 stelle annuncia di aver presentato al Tar i ricorsi contro i verbali di accettazione della lista regionale “Nuovo Centro Destra- Udc” e delle liste provinciali “Moderati per Chiamparino”, “Altro Piemonte a Sinistra”, “Verdi Verdi - Pichetto”, “Forza Italia per Pichetto”, “Destre Unite per Pichetto”, lo stesso candidato governatore di Forza Italia e Lega Nord lancia accuse di irregolarità al pentastellato Davide Bono, salvo essere smentito dai Radicali, che lo accusano di non saper neanche leggere. Per il fratello d’Italia Guido Crosetto tutte le liste di centrodestra sono da invalidare: «Vorrà dire che sarò l’unico a sfidare Chiamparino». Insomma, è il caos in cui tutti sono contro tutti. «I Gruppi consiliari e i loro consiglieri restano in carica sino a insediamento del nuovo Consiglio Regionale – si legge in una nota del M5s - ma solo per un principio di continuità amministrativa e, in analogia a quanto già detto per la Giunta, solo per gli atti improrogabili e urgenti. Tale non ci sembra il collegamento a una lista elettorale per ottenere un’esenzione dalla raccolta firme. Ci rimettiamo quindi al giudizio del Tar che si pronuncerà quanto prima».
Intanto, dopo le accuse di Pichetto, una manina inattesa ai pentastellati arriva dai Radicali, sempre a loro agio tra gli anfratti della legislazione: «Non è necessario essere giuristi o principi del foro per
leggere le leggi; chi si candida a guidare il Piemonte non solo può ma deve farlo, prima di lanciare accuse ai concorrenti». Inizia così l’anatema contro Pichetto, accusato di aver lanciato insinuazioni inesatte contro il concorrente a Cinque Stelle Davide Bono, il quale ha utilizzato l’apparentamento con il gruppo parlamentare sia per la lista al proporzionale che al listino. Si può fare? Secondo Pichetto no, per il segretario dell’associazione radicale Aglietta Giulio Manfredi sì: «La legge regionale n. 21 del 29 luglio 2009 è composta di un solo articolo ed è molto chiara; permette, fra l’altro, ai partiti che hanno almeno un eletto nel Parlamento Europeo o in quello nazionale di poter presentare le liste provinciali e (ripetiamo “e”) il listino senza obbligo di raccogliere le firme. Se il legislatore avesse voluto prevedere la dispensa delle firme solo per una delle due fattispecie avrebbe utilizzato la lettera “o” e non la lettera “e”. Anche i bambini delle elementari sono in grado di cogliere la differenza».
Nel caos generale, la Federazione dei Verdi (che non si è presentata in Piemonte) chiede 1 milione di risarcimento ai Verdi Verdi di Maurizio Lupi, in corsa alle regionali con il centrodestra. Lo ha annunciato il portavoce del partito, Angelo Bonelli, secondo il quale «la lista ha utilizzato
indebitamente il termine Verdi. Una cialtroneria. Consiglio di Stato e Cassazione hanno stabilito che gli unici legittimati a farlo siamo noi». S’inserisce nel baccano generale anche Crosetto: «Apprendo che in Piemonte nessuno dei candidati è riuscito a presentare regolarmente le proprie liste. Pichetto e Costa per un errore che rischia di far nuovamente annullare le elezioni, come già successo una volta, ed ora lo stesso candidato del Movimento 5 Stelle (anche se i Radicali su questo dissentono ndr). Ce ne faremo una ragione e vorrà dire che correrò solo contro Chiamparino». «Sicuramente, però - aggiunge Crosetto, citando il “concorrente” Pichetto - non chiamerò Bono per offrirgli nulla. Per rispetto nei suoi confronti e soprattutto per coerenza nei confronti degli elettori di centrodestra e di destra che mi propongo di rappresentare. Forse sarebbe opportuno che Pichetto spiegasse anche lui ai piemontesi che si è sbagliato e si ritirasse. Altrimenti ogni voto a lui, come all'Ncd, sarà annullato tra qualche mese o anno e ci riporterà nella assurda situazione che viviamo ora».
Non si fa attendere la risposta di Pichetto: «Non capisco a cosa alluda, quando sostiene che non abbiamo presentato regolarmente le nostre liste; siamo in piena regola e lo stesso tribunale amministrativo ha messo a tacere definitivamente nel verbale di accettazione le voci, o meglio le speranze, che taluni nutrivano. Perciò si rassegnino coloro che hanno come unica possibilità di vittoria l’esclusione dei propri avversari - continua Pichetto - la gente è stufa di sentire parlare di ricorsi e controricorsi, noi parliamo delle nostre proposte per rilanciare il Piemonte con buona pace di chi, facendo finta di non capire qualche battuta, trova ogni scusa per ritagliarsi un po’ di visibilità».


