Rissa sul copyright No Tav
18:30 Martedì 29 Aprile 2014 3Grillini contro i compagni dell'Altro Piemonte che hanno inserito nel simbolo elettorale il riferimento alla battaglia contro la Torino-Lione. Duro j'accuse del leader Perino. Revelli: "Non è così che si rappresenta una battaglia politica". La difesa di Locatelli
Questione di copyright. Nell’era delle liste farlocche e dei tarocchi elettorali anche gli slogan e le battaglie diventano oggetto di contesa. Per esempio chi è più No Tav, i grillini o i “sinistrati” di Tsipras? Per non sbagliare i presentatori della lista L’Altro Piemonte a Sinistra – promossa da Rifondazione Comunista e una serie di sigle che spaziano dalla difesa dell’acqua pubblica ai beni comuni – l’ha scritto nel simbolo: “No Tav”. Un’operazione che proprio non è andata giù alla fazione del movimento contro l’alta velocità più vicina ai 5 stelle. Mario Perino, da tempo ormai organico ai pentastellati di Beppe Grillo, si definisce addirittura «schifato» per la «furbata» del Prc: «Per decenza avrebbero almeno potuto portare la cosa in coordinamento comitati o meglio ancora in assemblea come era stato fatto per le Provinciali del 2004» s’inalbera Perino che poi accusa «questa gente» di aver «sempre sfruttato il movimento».
Nessuno spazio a metafore e giri di parole tra i seguaci del “prendemosela comoda”, come dimostra anche la reprimenda riservata ai rifondaroli dall'intellettuale Marco Revelli, secondo il quale «una popolazione non la si rappresenta
mettendoci sopra il cappello, né marchiandola con i propri simboli, ma lo si ascolta in silenzio» e nel movimento «è molto meglio confondersi, anziché distinguersene con l’ostentazione di un’identità estranea, al contrario degli estremi residui delle formazioni vetero-comuniste, fastidiosamente chiusi nelle loro bandiere come in una corazza medievale, testimonianza di una testarda volontà di non capire». E la stessa operazione, accusa Perino, è stata fatta anche per le amministrative di Buttigliera Alta dove Rifondazione si presenta con il proprio simbolo e accanto la scritta “No Tav”. Un’operazione che ha visto come regista la “compagna” Lucia Bisetti, anche lei accusata di plagio da Perino, la quale replica: «Essere NoTav è una scelta politica che indica un progetto alternativo all’attuale modello di sviluppo. Per questo è stato apposto tra gli impegni prioritari di questa lista, esattamente come la difesa dei beni comuni, del diritto a un lavoro dignitoso e dei diritti in generale che questo modello di sviluppo attacca quotidianamente. Non ho ma
i avuto notizia che per definirsi NoTav si avesse bisogno dell’autorizzazione del movimento, ma può essere che mi sia persa qualche pezzo di discussione».
Per un po’ il segretario di Rifondazione Ezio Locatelli ha lasciato correre, poi ha deciso di rispondere al fuoco prendendola però un po’ larga e partendo dalle sue «battaglie pacifiste e ambientaliste» e invocando l’unità di chi «questi contenuti li condivide», riservando il fiele piuttosto «a chi li osteggia».



