AFFARI & POLITICA

Ombre sotto la cupola di San Gaudenzio

Il "Sistema Sesto" si è trasferito a Novara? L'arresto del segretario della Provincia scoperchia la fitta rete tra politica, boiardi pubblici e imprenditoria. Tutto ruota attorno al gruppo Gavio. Fatti che lambiscono Sozzani, sua moglie e la segretaria del Comune

 

Il “Sistema Sesto”, quello di Filippo Penati e i suoi sodali, è morto stroncato dalle inchieste e risorto non troppo lontano: sotto la cupola di San Gaudenzio, in quella Novara che mai arrivata al suo modello meneghino “da bere” sembra aver comunque attovagliato più d’uno per mangiare?  Incrociando nomi dei soliti noti e di altrettante società ed enti s’incappa in una serie di coincidenze che fanno traballare la tesi secondo la quale l’arresto di Antonio Princiotta, segretario generale della Provincia di Novara, ma prima ancora braccio destro di Penati in quella di Milano, sia un caso isolato, la classica mela marcia che chissà come è finita nella cassetta di frutti lindi e intonsi. Persone, società , ma anche luoghi che disegnano una carta geografica in cui le strade degli affari si incrociano e offrono pure accoglienti punti di ristoro per coloro che le percorrono con consuetudine, salvo incappare in qualche posto di blocco della Giustizia.

 

Milano, Sesto San Giovanni, Genova, Novara, Tortona: punti che disegnano una figura geometrica sghimbescia all’interno della quale si sarebbero mossi e si muoverebbero con abilità politici, brasseurs d’affaires, funzionari e amici degli amici, parenti dei parenti. Novara non sarà una piccola Madunina, ma nei piani di qualcuno il posto giusto dove trasferire quel modello, ormai noto come “Sistema Sesto”. Che ci siano riuscito o meno, difficile dirlo. Non restano che quelle strane e abbondanti coincidenze. La prima è finita sulla pagine dei giornali appena ventiquattr’ore fa: il corpulento avvocato Princiotta, chiamato a reggere la segreteria generale della Provincia dal presidente Diego Sozzani  (che lo ha pure gratificato di altre nomine e consulenze) è finito a San Vittore accusato di aver preso una mazzetta da 60mila euro in cambio di un falso certificato in cui attestava requisiti, inesistenti, di un macchinario per il trattamento dei rifiuti acquistato con fondi pubblici. Quando lascia Penati, chiamato da Sozzani, Princiotta non è ancora nei guai, o meglio non è ancora esplosa la bomba che di lì a poco lo colpirà con avvisi di garanzia, iscrizione nel registro indagati e infine l’imputazione di corruzione in atti contrari ai doveri d’ufficio. Ma anche quando Princiotta apparirà una delle figure-chiave dell’affaire “Milano-Serravalle”, il presidente della provincia di Novara gli rinnoverà la fiducia e gli incarichi, tra cui quello di consulente della Fondazione Novara Sviluppo e di consigliere di Amministrazione del Consorzio rifiuti Medio Novarese, nonostante ci sia chi dai banchi dell’opposizione e dallo stesso partito di Penati lo “inviti” a fare attenzione al suo segretario.

 

Incaricato, invece, da Sozzani pure del ruolo ad interim di dirigente del settore Ambiente, dandogli modo – secondo l’accusa – di falsificare quei certificati in cambio di denaro per cui è finito in cella. Com’è noto l’inchiesta sulle azioni della Milano-Serravalle è incentrata  sull’acquisto da parte della Provincia di Milano del 15% della Milano-Serravalle dal gruppo Gavio di Tortona al prezzo di 8,9 euro per ciascuna di quelle azioni che Gavio aveva acquistato in precedenza a 2,9 euro. Gavio incassò 238 milioni, temporalmente in coincidenza con l’appoggio finanziario (50 milioni) fornito poi da Gavio alla «scalata» che l’Unipol di Giovanni Consorte (compagnia finanziaria e assicurativa nell’orbita della sinistra) stava dando alla Bnl prima di essere fermata per aggiotaggio dai pm milanesi. Quelle azioni vendute alla Provincia presieduta da Penati, Gavio le aveva comprate anni prima dalla Provincia di Genova a capo della quale stava la Pd Marta Vincenzi, successivamente passata a sedere sulla poltrona di sindaco della Superba. E, sempre guardando alle strane coincidenze, ecco spuntare proprio al fianco della Vincenzi sindaco un alto funzionario. Si chiama  Maria Angela Danzì: la Vincenzi la chiama a fare il segretario generale del Comune, incarico che – coincidenze – la Danzì aveva svolto tra il 2005 e il 2007 nella capitale del “sistema”, a Sesto San Giovanni.

 

Altra coincidenza: dov’è ora Maria Angela Danzì? Nell’ufficio di segretario del Comune di Novara. Un curriculum prestigioso quello dell’ex segretario comunale di Sesto San Giovanni e di Genova, dal quale, come fece rilevare il consigliere comunale genovese de La Destra Gianni Bernabò Brea, “sparirono i riferimenti alle consulenze effettuate dalla dottoressa Danzì per il recupero delle ex aree Falck di Sesto San Giovanni”. Una dimenticanza, fu la spiegazione. Supportata dall’allora sindaca di Genova con la quale, però, l’idillio con la segretaria generale – si racconta nei corridoi di Palazzo Tursi – ad un tratto finì.

 

Ora Maria Angela Danzì sta a Novara. E a Novara è tornata pure un altro personaggio pendolare tra alcuni dei luoghi di cui si diceva prima: Emanuela Patta che faceva l’assessore al Comune di Tortona, feudo dei Gavio, pur abitando a Novara. Meno di una anno fa, la Patta rassegna le sue dimissioni al sindaco, Massimo Mssimo Berutti, attuale candidato alle regionali per Forza Italia e per quindi anni dipendente della Codelfa, società del Gruppo Gavio. “Ho deciso di rassegnare le dimissioni  - aveva spiegato Patta –avendo una sede di lavoro fuori città, mi riesce difficile assicurare una presenza costante” . Le malelingue, che tali sono ma talvolta ci azzeccano, la spiegano diversamente: per Emanuela Patta sarebbe pronto il posto di vertice nel cda di Eurogateway, la società che gestisce i terminal del Cim, il Centro interportuale merci di Novara, il cui assetto societario vede importanti aziende ed istituzioni, tra le quali Finpiemonte Partecipazioni SpA (finanziaria regionale), Comune di Novara e Gruppo Gavio tramite la controllata Satap Spa. La poltrona in Eurogateway sarebbe, insomma, pronta la Patta. Che, oltre ad essere ex assessore comunale di Tortona è, guarda caso, la moglie del presidente della Provincia di Novara, Diego Sozzani.

 

Coincidenze. Come quella che aveva fatto infuriare Marta Vincenzi quando saltò fuori che il consorte della sindaca di Genova e presidente della Provincia ligure all’epoca della cessione delle azioni della Milano Serravalle, l’architetto Bruno Marchese, patron della società di impiantistica Igm Engineering nel 2000 ricevette un incarico, pagato poi 550 milioni di lire, da parte di una società del Gruppo Gavio per un grande intervento sull’autostrada Salt. Coincidenze. La vendita da parte della Provincia di Genova, guidata nel 1999 dalla stessa Vincenzi, delle quote dell’autostrada Milano-Serravalle a Marcellino Gavio, il quale, atto secondo, le rivenderà sei anni dopo alla Provincia di Milanoa prezzo super maggiorato, realizzando una plusvalenza vicina ai 18. Con i buoni uffici dell’instancabile avvocato Princiotta. Chiamato, poi, da Sozzani per dare un impulso “lombardo” alla provincia novarese. Nel cui capoluogo, all’ombra della cupola di San Gaudenzio sembrano portare quella tante strade che intersecano Piemonte, Lombardia e Liguria, gli affari e le carriere dei soliti noti. Coincidenze… (s.r.)

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1 Commenti

  1. avatar-4
    21:27 Venerdì 09 Maggio 2014 l'osservatore sorge un dubbio:

    è legittimo ipotizzare che il presidente Ing. Sozzani, che è stato assessore all' urbanistica di Novara, per poi divenire presidente del CIM, sia o sia stato un libero professionista del gruppo Gavio ???

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