GRILLO AL BIVIO

M5s, tensione alle (5) stelle su Farage

Anche in Piemonte i grillini si spaccano sull'alleanza con il leader conservatore britannico e c'è chi minaccia di andarsene. La deputata Bechis a un passo dall'espulsione, Bertola chiede maggior condivisione. Base sempre più disorientata

Non è solo una questione tecnica, secondo la tesi che tendono ad accreditare Beppe Grillo e il giro dei suoi fedelissimi. L’accordo con il leader secessionista britannico Nigel Farage al Parlamento Europeo è uno dei passaggi più significativi dal punto di vista politico per un movimento che si è sempre definito post-ideologico, oltre destra e sinistra. E' la prima occasione per capire dove si colloca politicamente il M5s. E per questo, attorno alle alleanze da siglare a Bruxelles, all’interno dei Cinque Stelle si sta consumando un dibattito che rischia di provocare un’ennesima frattura, a Roma come nelle altre province dell’impero pentastellato. A Torino il travaglio della base è – se possibile – ancor più marcato. Per la prima volta una parlamentare subalpina, Eleonora Bechis, nei giorni scorsi ha preso apertamente posizione contro un’iniziativa dell'ex comico e un’altra delle “anime critiche”, il capogruppo in Sala Rossa Vittorio Bertola da giorni chiede di aprire una discussione sul tema, proponendo analisi e sondaggi sulla sua pagina di Facebook. “A Torino la questione è particolarmente sentita, perché un pezzo particolarmente significativo dei nostri attivisti ha una sensibilità “di sinistra” e quindi difficilmente riesce a mandar giù un’alleanza con un esponente dichiaratamente di destra e con posizioni liberiste in economia”.

 

Il passaggio è strettissimo, come testimonia il fatto che per la prima volta una regione da sempre tra le più allineate con le posizioni del “blog”, come il Piemonte, registra alcune defezioni. Chi le manifesta apertamente è tacciato di alto tradimento, nell’aria circola la voce di imminenti espulsioni. Con una lettera aperta postata su Facebook, la consigliera della Prima Circoscrizione di Torino Viviana Ferrero attacca apertamente la deputata Bechis per le posizioni critiche assunte nei giorni scorsi, dichiarando rotto un sodalizio che regge da quando i voti di Ferrero furono decisivi per portare la portavoce torinese a Montecitorio. «Quell’articolo su Farage ce lo potevi risparmiare” è la premessa della missiva al fiele. “Hai dimenticato completamente il territorio, non sei più venuta in Circoscrizione, non sei più venuta ai banchetti» e poi «Organizzavi le birrate tra attivisti di tutte le circoscrizioni e una volta eletta hai smesso di organizzare qualsiasi cosa», «Ti è stato chiesto, in via transattiva, di assumere un altro collaboratore, perché nessuno sui territori voleva collaborare con lui, perché non l'hai fatto? Tutto questo (forse , sembrerebbe quasi)PER QUATTRO DENARI IN PIU' che ti renderebbe l'eventuale espulsione? Ora gridi contro Farage per spingere ancor più il processo?». Con una lettera del genere Grillo potrebbe metterci meno di un’ora a cacciare la sua deputata, sarebbe il secondo caso eclatante dopo quello del consigliere regionale Fabrizio Biolè, guarda caso vicinissimo a Bechis finché ha militato tra i Cinque Stelle.

 

Il candidato governatore della Regione Piemonte Davide Bono (da sempre fedelissimo di Grillo) affida ai social un appello a “smontare le balle su Farage”, Bertola prova a rilanciare un confronto sui contenuti: “I dubbi su Farage per me sono legati alla scelta di collocarsi con una formazione così fortemente liberista e conservatrice, ma non c'è dubbio che la campagna dei giornali italiani contro Farage sia basata su "fatti" tutt'altro che oggettivi”. La colpa è della stampa italiana che dipinge Farage come un estremista xenofobo, tesi sostenuta anche dallo stesso Grillo che sul suo blog ha pubblicato un messaggio di “presentazione” del leader di Ukip giunto direttamente dal suo staff, ovviamente depurato dalle fantasie dei giornali nazionali. Ma restano dei dubbi, c’è chi vuole i Verdi, almeno i due terzi degli oltre cinquecento attivisti che hanno commentato l’ultimo post di Bertola preferivano la strada ambientalista, piuttosto che quella di rottura secca con l’Europa, proposta da Farage. Prova a gettare un po’ d’acqua sul fuoco il senatore Alberto Airola che assicura: «Il Movimento è compatto, deciderà la rete».

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