PALAZZO LASCARIS

Opposizioni, ognuno fa da sé 

Le minoranze alle prese con la strategia per contenere l'azione del centrosinistra e spartirsi le (poche) poltrone a disposizione. Tre donne in corsa per la vicepresidenza: Ruffino, Porchietto e Gancia. Ma i Cinque Stelle non faranno le belle statuine

Chi fa da sé fa per… quattro. Le opposizioni presenti nel nuovo Consiglio Regionale - MoVimento 5 stelle, Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia – marceranno separate, ognuna con la propria bandiera, accomunate soltanto dal proposito di arginare una maggioranza forte nei numeri (32 seggi su 50) ma attraversata da non poche contraddizioni politiche. Nessuna azione comune, soprattutto con la pattuglia pentastellata, la più numerosa tra i partiti di minoranza (8 consiglieri) ma anche la più refrattaria ad accordi con le altre formazioni, nonostante  Gilberto Pichetto non abbia del tutto rinunciare a cercare di stringere un patto di consultazione permanente. Il coordinatore piemontese di Forza Italia guiderà la compagine azzurra (7 più lui stesso) e, da “miglior perdente” nella sfida a Sergio Chiamparino, rivendica il diritto di designare la principale carica istituzionale a disposizione dell’opposizione: la vicepresidenza del Consiglio.

 

Una poltrona sulla quale hanno puntato gli occhi sia le due valchirie berlusconiane – Daniela Ruffino e Claudia Porchietto – sia la dama padana, Gianna Gancia. E proprio la presidente uscente della Provincia di Cuneo avrebbe al momento maggiori chance, non foss’altro a titolo di risarcimento per il seggio a lei sottratto dall’elezione di Pichetto. In fondo, allo stesso numero uno dei berlusconiani non dispiacerebbe troppo risolvere con questa soluzione “terza” la feroce competizione ingaggiata dalle sue due amazzoni. Un disegno che però deve fare inevitabilmente i conti con il M5s, per nulla intenzionato a stare in disparte e subire intese che hanno come implicita finalità quella di disinnescare la carica anti-sistema del grillismo. Potrebbe essere Davide Bono, che si è fatto le ossa nella precedente legislatura, il nome su cui puntare per lo scranno da vice d’Aula, oppure una delle due donne (Stefania Batzella e Francesca Frediani).