POLITICA & GIUSTIZIA

Un mattone su Marrone: decadenza

Il neo consigliere regionale di Fratelli d'Italia rischia lo scranno di Palazzo Lascaris. Non si sarebbe dimesso in tempo dal consiglio di amministrazione di Ires. Lui spiega: "Sono stato dichiarato decaduto già nel gennaio". Una procedura però non ratificata

Un mattone sulla testa di Maurizio Marrone. Sarebbe infatti a rischio lo scranno regionale conquistato dall’esponente dei Fratelli d’Italia alle recenti elezioni. Marrone non si sarebbe dimesso entro i tempi previsti dalle normative dalla carica di consigliere di amministrazione di Ires, l’istituto di ricerca della Regione, configurando quindi una condizione di ineleggibilità, visto che la legge 154 del 23 aprile 1981 impedisce l’elezione alla carica di consigliere regionale degli “amministratori e dirigenti di società per azioni con capitale maggioritario della Regione”. La lettera di dimissioni, infatti, pur datata 20 aprile sarebbe stata protocollata in Ires solo il 27 maggio e lo stesso timbro postale, che comprova l’avvenuta spedizione, recherebbe la data del 24 maggio. Un ritardo che potrebbe costare caro al giovane consigliere comunale (siede pure in Sala Rossa), costringendo obtorto collo a rinunciare al seggio di Palazzo Lascaris. Diversamente si sono comportati gli altri due suoi colleghi - la moderata Carla Chiapello e il leghista Alessandro Benvenuto - che hanno lasciato per tempo il cda proprio in vista della candidatura alle Regionali.

 

La situazione è in verità abbastanza contorta poiché, come si legge nel verbale del cda dell’Ires, Marrone è decaduto dall’organismo dell’Ires lo scorso 29 gennaio, a seguito della sua assenza “senza giustificati motivi a tre sedute consecutive del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto (30 ottobre 2013, 19 dicembre 2013 e 29 gennaio 2014”. Una decadenza che però non è mai stata ratificata dal Consiglio Regionale. Marrone si mostra sereno e forte di alcuni pareri legali ritiene che non sussistano le condizioni di decadenza. La parola ora alla giunta per le elezioni.