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Fassino: “Ci vuole visione strategica”

Il sindaco di Torino sollecita il neo governatore: "Il Piemonte deve tornare ad essere un punto forte e trainante dello sviluppo italiano, non può continuare a vivacchiare". E propone alla Regione un patto per il lavoro. Frizioni in vista tra i due galli Pd?

Tra le molte incognite che contrassegnano il futuro del governo regionale quella che concerne i rapporti tra Sergio Chiamparino e Piero Fassino non è affatto trascurabile. Secondo molti osservatori, la convivenza tra due “pesi massimi”, ancorché del centrosinistra, a capo delle due principali amministrazioni, potrebbe rivelarsi al di là delle (buone) intenzioni della vigilia, non foss’altro perché l’uno si ritroverà con la cassa (meno ricca d’un tempo ma pur sempre piena), mentre l’altro continuerà a tirare la cinghia, sommerso dai debiti. Non è un mistero, infatti, che il Lungo avesse progetti diversi sulla Regione e che non pensasse al suo predecessore a Palazzo Civico ma piuttosto a Francesco Profumo (o “a chiunque altro”, riferiscono i maligni) per scalzare Roberto Cota da piazza Castello. Nelle ultime ore qualche frizione tra i due è sorta sulla composizione della giunta, con Fassino a spingere in favore dei Moderati (temendo ripercussioni negli equilibri della Sala Rossa) e a offrire, “troppo generosamente”, alcuni pezzi del suo esecutivo (Gianguido Passoni, Ilda Curti e, soprattutto, Claudio Lubatti). Un pressing che un infastidito neo governatore avrebbe liquidato con una delle sue abituali battute: “Piero vuole sbolognarmi mezza giunta”.

 

Ora, al netto delle differenze caratteriali e dei potenziali conflitti politici, Fassino inizia a marcare il terreno della futura collaborazione. Il Comune di Torino e la nuova amministrazione regionale dovranno mettere «in campo una strategia comune per creare sviluppo e occupazione, per ridare al Piemonte il ruolo che ha sempre avuto», ha spiegato il primo cittadino nel suo intervento alla presentazione del XV Rapporto Giorgio Rota. «Il Piemonte deve tornare ad essere un punto forte e trainante dello sviluppo italiano. Veniamo – ha aggiunto – da quattro anni in cui c’è stata una gestione day by day della Regione ma non una visione strategica: la grande sfida che ci sta di fronte è che si costruisca una visione di sviluppo e crescita della Regione». Buon vicinato o grande alleanza? La risposta al tempo e agli uomini.

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