CARRIERE NOSTRANE

Arriva da Napoli la nuova vicepresidente

Ruffino vince il duello tra le valchirie berlusconiane. Nell’attesa che si chiariscano i dubbi sulla regolarità della sua elezione Forza Italia designa la cocca del vecchio notabile di Giaveno al vertice di Palazzo Lascaris: sarà la numero due di Laus

Sarà Daniela Ruffino, 55 anni, la vicepresidente del Consiglio Regionale del Piemonte che si insedierà ufficialmente lunedì 30 giugno provvedendo, proprio in quella seduta, all’elezione dei nuovi vertici. L’ex sindaco di Giaveno, pupilla del vecchio notabile berlusconiano Osvaldo Napoli, ha così avuto la meglio nel duello ingaggiato, fin dalla campagna elettorale, con l’altra valchiria azzurra, l’ex assessore Claudia Porchietto. La designazione formale da parte del coordinatore e capogruppo di Forza Italia Gilberto Pichetto è questione di ore, ma la decisione è ormai presa, nonostante non sia stata del tutto chiarita la posizione della Ruffino. Com’è noto, sulla sua elezione si sono allungati dubbi sulla possibile “incandidabilità” per non essersi dimessa entro i termini di legge dalla presidenza di Sito, la società dell’Interporto di Orbassano, controllata attraverso Finpiemonte dalla Regione. A urne chiuse da giorni, il nome della Ruffino compariva ancora sul sito internet e sparì da questo solo dopo la pubblicazione dell’articolo dello Spiffero, mentre dai registri della Camera di Commercio risulta aver presentato le dimissioni dalla carica sociale in Sito spa il 24 aprile con decorrenza 22 aprile e dall’incarico di vicepresidente di Sito Logistica il 28 aprile, sempre  con decorrenza il 22 aprile. Solo una coincidenza con un’altra data, quella del 24 aprile, quando la Ruffino risulterebbe aver presentato la sua candidatura per Palazzo Lascaris. Della vicenda si occuperà la futura Giunta per le elezioni, cui spetta il lavoro di approfondimento dei singoli casi prima della parola finale dell’assemblea, ma non sono affatto escluse iniziative “personali” come quella intrapresa nella scorsa legislatura da Antonello Portera, l’avvocato stana-furbetti, che costò lo scranno al leghista Riccardo Molinari.

 

Nell’attesa, Ruffino siederà al fianco del presidente in pectore Mauro Laus, presidente, e all’altro vice espressione della maggioranza (Angela MottaNino Boeti o un alessandrino), alla guida di Palazzo Lascaris. Una scelta, quella compiuta da Pichetto, che se da una parte premia i risultati ottenuti nelle urne (Ruffino con oltre 5.900 preferenze è risultata la prima eletta in Forza Italia), dall’altra segna il tentativo di stemperare i malumori interni alla formazione berlusconiana. Il settantenne Osvaldo Napoli, che ascrive a sé il merito dell’elezione della Ruffino (lo fa compulsivamente in ogni colloquio romano dove è facile incontrare l’onorevole Macario, super abbronzato, nei capannelli in uno dei tanti bar nei pressi di Montecitorio), non è un mistero che punti, in autunno, a sostituire Pichetto al vertice del partito.

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