GIUSTIZIA

Spataro giura, è capo della Procura

"Orgoglioso ma anche preoccupato" per la pesante eredità ricevuto, il magistrato milanese si è insediato ufficialmente. Primo intervento a difesa dell'obbligatorietà dell'azione penale. Presente alla cerimonia il vicepresidente del Csm Vietti

“Orgoglioso ma anche preoccupato” dal raccogliere l’eredità di due predecessori come Marcello Maddalena e Gian Carlo Caselli. Così si è definito Armando Spataro oggi dopo aver giurato come nuovo procuratore della Repubblica a Torino. «Entro a far parte - ha detto - di un modello efficiente, composto da pubblici ministeri che apprezzo per la loro sobrietà di fondo». Spataro ha sottolineato che «l’obbligatorietà dell’azione penale è un principio da difendere con le unghie e con i denti». Il passaggio del testimone è avvenuto nella maxi aula 3 del Palazzo di Giustizia alla presenza, tra gli altri, del vice presidente del Csm, Michele Vietti, del giurista Gustavo Zagrebelsky, dell procuratore generale Maddalena e del presidente della Corte d’appello, Mario Barbuto.

 

Nel suo discorso Spataro ha ricordato Bruno Caccia, ex procuratore torinese ucciso dalla 'ndrangheta, e  e Fulvio Croce, presidente dell'ordine degli avvocati ucciso dalle Br. “Assumo questo nuovo incarico - ha proseguito il magistrato - con orgoglio e anche qualche preoccupazione, ma sono consapevole di entrare a far parte di un modello universalmente riconosciuto di organizzazione ed efficienza  e composto da sostituti caratterizzati da una sobrietà di fondo nella loro azione”. Dopo anni passati a combattere la criminalità organizzata e ad occuparsi di terrorismo ed eversione, Spataro è stato investito della guida dell’ufficio giudiziario di Torino grazie ai sedici voti favorevoli espressi  nel Consiglio Superiore della Magistratura, contro gli otto presi dal suo diretto concorrente, il procuratore di Novara Francesco Saluzzo. Spataro ha iniziato la sua carriera in magistratura all’età di 27 anni presso la Procura di Milano nel 1975. Tra i più importanti casi seguiti, il sequestro di Abu Omar è stato quello che gli ha dato maggiore notorietà.

 

Entusiastica l’accoglienza. “Siamo qua per darti il benvenuto e siamo orgogliosi del tuo arrivo sotto un duplice profilo: per l’eredità che saprai mantenere, e anche per il colpo che siamo riusciti a realizzare alla procura di Milano. Ci sentiamo un po' come la Juventus quando riuscì ad acquistare Pirlo togliendolo alla squadra milanese, è stata la battuta con cui il procuratore generale Maddalena oggi ha dato il benvenuto. “La Procura di Torino in tanti settori ha avuto un’incidenza nazionale - ha aggiunto Maddalena - e visti i tuoi precedenti con te forse arriveremo ad averla internazionale”. E il presidente della Corte d’appello, Barbuto, che lascerà domani il suo incarico per assumere quello di capo del dipartimento di amministrazione giudiziaria, si è detto contento di essere riuscito a vedere l’insediamento del collega “sono riuscito a essere qui come ultimo atto del mio incarico”, non mancando di dispensare alcuni consigli: “siamo entrambi delfini ionici, ci sono due espressioni di piemontese che imparerai subito: esageruma nen e bogianen. Per il resto ti darò lezioni private” ha scherzato. È stato l’aggiunto Sandro Ausiello, che si era candidato al dopo Caselli e fino a oggi ha retto come “facente funzioni” la procura, a fare il passaggio di consegne: “Ti consegno idealmente le chiavi dell’ufficio” ha detto, sottolineando che “questo ufficio è un patrimonio comune che ti affidiamo e che vorremmo conservare, un luogo che ha vigore e nel quale si manifesta solidarietà, in cui si creata un amalgama che si deve conservare”. Lapidario il presidente del Tribunale, Luciano Panzani: “Armando Spataro è tutt’oggi un punto di riferimento per la magistratura”.