SANITA' CAMBIA VERSO

Nuovi direttori e Gradenigo ai privati la Rivoluzione d’ottobre di Saitta

L'assessore alla Sanità annuncia in Commissione che in autunno predisporrà i bandi per cambiare i vertici delle aziende sanitarie. "Selezione su base nazionale". E apre alla gestione di Humanitas del pronto soccorso dell'ospedale torinese

Rivoluzione d’ottobre per la Sanità piemontese. A sorpresa Antonio Saitta ha annunciato che in autunno predisporrà i bandi per la selezione dei nuovi direttori generali di Asl e Aso. Lo ha fatto intervenendo alla prima riunione della IV commissione di Palazzo Lascaris lasciando basiti non pochi per questa accelerazione, in notevole anticipo sui tempi, visto che i contratti dei numeri uno delle aziende sanitarie scadono nel mese di aprile del prossimo anno. Ma non solo. A sollevare più di un interrogativo tra i membri della commissione presieduta da Domenico Ravetti è stato un ulteriore annuncio dell’assessore: l’estensione a livello nazionale dei bandi, aprendo di fatto le porte di Asl e Aso non solo agli iscritti all’elenco regionale degli idonei, ma a quelli di tutte le regioni. A chi gli ha chiesto la ragione di questo allargamento, Saitta ha risposto, in sostanza, che “alla guida delle aziende occorrono persone capaci e preparate e, proprio per questo motivo è meglio avere una scelta la più ampia possibile, senza alcuna restrizione”.

 

Una botta difficile da assorbire per chi ha considerato la governance della sanità come un orto politico da coltivare senza ingerenze esterne, o perlomeno restringendo la scelta dei direttori al solito giro confinato nell’ambito regionale. Ma, anche in questo caso,  non è stata l’unica doccia fredda comunicata dall’inquilino di corso Regina che su un fatto si è detto irremovibile: se è ovvio che gli attuali direttori generali potranno concorrere per una loro nuova nomina – ha detto rispondendo a una domanda in tal senso – è altrettanto vero che “metterò il mio veto sui nomi di coloro che hanno fatto gare, appalti, proroghe o altri atti di fronte al parere negativo o alle osservazioni dei revisori”. La memoria non può che andare, in primis, a quelle aziende già finite sotto la lente della commissione Goffi per lo sproposito numero di proroghe di appalti per beni e servizi, come l’Asl To1 diretta da Giovanna Briccarello, l’Aso e l’Asl di Alessandria ai cui vertici sono Nicola Giorgione e Paolo Marforio che hanno attuato decine di proroghe sotto la giurisdizione dell’ormai defunta federazione sanitaria governata da Mario Pasino, fedelissimo dell’ex assessore alla Sanità Ugo Cavallera.

 

Insomma, se davanti a quelle proroghe il Pd allora all’opposizione con Davide Gariglio, Aldo Reschigna e Nino Boeti aveva fatto suonare l’allarme, oggi Saitta avverte che farà muro davanti alla permanenza ai vertici delle aziende di quei direttori che hanno preso decisioni nonostante l’avvertimento del collegio sindacale. E se estremamente soddisfatto dell’esordio della commissione che è stato chiamato a presiedere, così come delle linee programmatiche tracciate da Saitta, si è detto il piddino nonché matricola di Palazzo Lascaris Ravetti, qualche mal di pancia nel centrodestra, inevitabilmente, c’è stato. Piatto indigesto, ad esempio, la decisione che l’assessore nei giorni scorsi ha preso, senza di fatto l’attesa concertazione, per la scelta delle aziende capofila per gli acquisti. Il voto per il parere positivo alla delibera che Saitta porterà il 29 agosto al tavolo Massicci, passato con l’astensione di Forza Italia e la non partecipazione al voto del M5s, è stato preceduto da qualche domanda dei membri di minoranza circa il criterio di scelta adottato, che come noto ha privilegiato le Aso rispetto alle aziende territoriali. “Visto che tutti i direttori generali sono stati riconfermati dalla giunta precedente, devo desumere che siano tutti capaci” ha risposto come nella migliore tradizione democristiana a chi cercava di stanarlo su una pagella dei vertici aziendali. Se nessun cambio a pochi mesi dalla scadenza sembra dover riguardare i direttori generali, pure quelli ormai seduti su un seggiolino eiettabile, altrettanto certa pare l’accelerazione che Saitta e il direttore generale Fulvio Moirano sono intenzionati a dare sulla svolta sanitaria piemontese. Non rinunciando ad anticipare le procedure per la nomina dei nuovi vertici aziendali.

 

VICENDA GRADENIGO - L’incontro in commissione è però stata pure l’occasione per un attacco del M5s all’assessore su una delle questioni più urgenti e spinose: il futuro dell’ospedale Gradenigo. «Interrogato sul destino dell'ospedale, Saitta ha tergiversato sul futuro del pronto soccorso, che per legge regionale non può essere gestito da un privato profit come Humanitas – accusano Davide Bono e Stefania Batzella, entrambi componenti della IV commissione - sostenendo di attendere ancora il parere del ministero richiesto dalla scorsa giunta». Per i pentastellati «parere o meno, resterebbe da cambiare una legge regionale che però rischierebbe di essere la Caporetto del pubblico: impossibile infatti pensare ad un eventuale intervento legislativo “ad structuram”. Quindi ci batteremo con ogni mezzo per mantenere strutture che erogano servizi legati a diritti fondamentali come i Pronto Soccorso saldamente in mano pubblica». Dunque i grillini temono che aprendo all’Humanitas il pronto soccorso del Gradenigo saltino tutti i paletti che ad oggi, in virtù della legge, impediscono ai privati la gestione delle emergenze e puntano il dito contro il Pd  che «sembra andare nella direzione di dare il Pronto soccorso a Humanitas», scrive Bono su facebook promettendo che «ci batteremo contro il lucro sull’emergenza sanitaria e per avere garanzie affinché il personale della struttura non subisca contraccolpi occupazionali e di retribuzione, finendo per ritrovarsi con contratti privati». Per questo i grillini  avvertono che monitoreranno «attentamente l’evolversi della situazione, perché l’ipotesi dell’assessore di una finestra per permettere ai lavoratori che lo volessero di passare nelle Asr non sembra molto convincente, considerato l’attuale blocco delle assunzioni e tetto di spesa del personale».

 

Cauta e interlocutoria la replica del presidente della commissione Ravetti che ribadisce di aver chiesto all’assessore «di affrontare nei dettagli la questione il prima possibile nel corso di un incontro con la commissione». A stretto giro la replica di Saitta ai pentastellati: «Non possiamo permetterci di non avere in funzione il pronto soccorso del Gradenigo» dice l’assessore che insieme al governatore Chiamparino ha incontrato i vertici del gruppo sanitario privato. La soluzione che sembra intenzionato a ricercare e forse non sarebbe poi così lontana è quella che «garantendo il pronto soccorso non diventi il grimaldello per aprire ai privati spazi senza controllo e comunque di pertinenza pubblica». Piccata la risposta ai pentastellati sulla questione del personale: «Non ci sono paladini che difendono i lavoratori e altri che li penalizzano – afferma – semmai serve un confronto per verificare come garantire a quel personale una sorta di finestra che lo tuteli». Se la questione del Gradenigo, con tutte le sue possibili implicazioni e conseguenze, resta a dir poco ingarbugliata,  Saitta asperge di rassicurazioni, dicendo “Ci lavoro". Ma avverte: «Però non ho la bacchetta magica». (sr)

print_icon