POLEMICHE

Plano e amministratori No Tav Altro “penultimatum” del Pd

Il partito piemontese stigmatizza gli ultimi atti del movimento e le dichiarazioni del primo cittadino di Susa. Firmato a quattro mani l'ennesimo avvertimento di via Masserano. E Chiamparino prende le distanze dalla retorica del "popolo buono"

“Basta monellacci, non lo fate più!”. Ha il sapore del penultimatum, o meglio della solita ramanzina, la nota inviata dal Pd piemontese per stigmatizzare le recenti azioni dei No Tav, con il patrocinio  di alcuni amministratori democratici, tra cui il sindaco di Susa Sandro Plano, che oltre a essere uno dei leader del Movimento è un tesserato democratico. «Nessuna ambiguità sui comportamenti violenti dei No Tav  è tollerabile da iscritti del Pd» hanno dichiarato all’unisono i segretari regionale e provinciale Davide Gariglio e Fabrizio Morri, assieme ai presidenti Giuliana Manica e Alessandro Altamura. La Valle trema.

 

Un comunicato in cantiere da 24 ore, reso vieppiù necessario dopo l’ultima “passeggiata notturna” dei militanti No Tav, con relativo lancio di oggetti all’interno del cantiere di Chiomonte, al termine della quale stamane è stata ritrovata a terra una piccola santabarbara già recapitata in Procura. Nei giorni scorsi, con tono sarcastico, lo stesso Plano aveva definito la politica piemontese “rimbecillita”, non lesinando un passaggio proprio al suo partito, quello “delle autostrade che litiga con il partito dei rifiuti e dei treni (e meno male che non abbiamo il mare altrimenti ci sarebbe il partito dei porti)”. Poi la presa d’assalto dell’hotel Napoleon a Susa, da parte di un drappello di attivisti, e anche lì era presente Plano mentre questi scandivano cori contro le forze dell’ordine (lui ha poi dichiarato che si trovava sul posto per assolvere al proprio incarico istituzionale e controllare quanto accadeva).

 

“La linea ad alta velocità  – proseguono i magnifici quattro del Pd – è stata frutto di un lungo percorso decisionale nel quale molto è stato cambiato rispetto al progetto iniziale, grazie al lavoro svolto dell’Osservatorio e al confronto con il territorio. Dire che non c’è stata condivisione – sottolineano – si tratta di pura demagogia e malafede. Nessuno può arrogarsi il diritto di veto su un’opera decisa dai Parlamenti democratici, dai Governi e dall’Unione europea. C’è chi – rimarcano i vertici del Pd – sfrutta la protesta come i veri e propri professionisti del dissenso, ma tutto ciò non è ammissibile avendo la tessera del Partito democratico. Ognuno è libero di intraprendere battaglie – sottolineano -, ma chiunque sia iscritto o dirigente dei democratici piemontesi deve sapere che il partito ha una posizione chiara. Sulle dichiarazioni recenti e i comportamenti di amministratori del Pd – concludono - è stata interessata la Commissione di garanzia che è l’organo preposto alla valutazione dei comportamenti degli iscritti al partito”.

 

Condanna il doppio volto del movimento, invece, il governatore Sergio Chiamparino: “In Valsusa sono tornate le scene di vera e propria guerriglia, quando si  blocca un'autostrada e si incendia un tunnel non c'è altra parola da usare. Mi  sembra difficile continuare con questa retorica del popolo No Tav buono e  pacifico, è del tutto evidente che quando vogliono farsi vedere buoni e  pacifici organizzano manifestazioni con le bande musicali e poi invece in altre  situazioni lanciano le bombe”. L’unica strada è quella di andare avanti con l’opera senza cedere di fronte alle intimidazioni. “Credo che le strade da seguire siano due: continuare con i lavori, in modo che la gente si renda conto che non c’è nessun reale  pericolo né per le persone né per l'ambiente, e poi, dal punto di vista politico, serve una reazione efficace a livello locale, perché tutti devono rendersi conto che se non si pone rimedio ben presto nessuno vorrà più andare in Valsusa per investire o per fare turismo”.