Dopo l’estate lo sceriffo della Regione
15:35 Giovedì 31 Luglio 2014 3Sarà nominato presumibilmente a settembre Borgna, il magistrato individuato da Chiamparino per guidare l'ufficio anticorruzione di piazza Castello. Passerà al vaglio bandi e appalti, accenderà un faro sulla gestione delle partecipate e delle aziende sanitarie
Prenderà servizio, con ogni probabilità, entro settembre Paolo Borgna, il magistrato albese che Sergio Chiamparino ha scelto per guidare il dipartimento anticorruzione e per la trasparenza amministrativa della Regione Piemonte. Come già anticipato dallo Spiffero, sarà il super commissario alla legalità, dovrà vigilare sul modus operandi dell’amministrazione regionale, svolgere un’attività di prevenzione della corruzione e, più in generale, dei fenomeni di cattiva amministrazione delle pubbliche risorse, attraverso il controllo di gare, appalti e affidamenti, senza trascurare quelle idrovore di denaro pubblico che sono le aziende sanitarie e le società partecipate. Insomma, un’icona di trasparenza e legalità per marcare anche dal punto di vista simbolico il passaggio con la stagione delle spese pazze e delle inchieste.
Borgna - 59 anni una laurea in giurisprudenza, tra i massimi esperti in Italia di criminalità organizzata e immigrazione - ha già presentato domanda di immissione fuori ruolo al Consiglio superiore della magistratura, il quale darà parere favorevole. A quel punto l’attuale vice procuratore di Torino potrà varcare la soglia di piazza Castello, anche se attraverso un passaggio formale che coinvolgerà direttamente il Ministero della Giustizia. Sarà infatti il guardasigilli Andrea Orlando a ingaggiare la toga per conto della Regione Piemonte che a quel punto potrà utilizzarlo senza gravare sulle casse dei piemontesi (diciamo che così lo pagheranno anche gli altri italiani). Un’operazione giustificata con la volontà del governo di mettere in atto un esperimento che in caso di buon esito potrà essere replicato anche in altre amministrazioni.
Il super commissario alla legalità, scelto dal presidente del Piemonte, avrà il compito di vigilare sulle procedure, favorire la trasparenza, monitorare quei cantieri sensibili, legati in particolare alle grandi opere, boccone succulento per la criminalità organizzata trapiantata in terra allobroga, come
testimoniato, in ultimo, dall’operazione San Michele dei Ros. Un contesto che giustifica, dunque, il ministro a scegliere proprio il Piemonte per dare il via a un progetto cui Chiamparino ha lavorato attivamente nei mesi scorsi, ancor prima della sua elezione, assieme a un noto magistrato di Torino e che è stato riassunto in un documento finale di sei pagine in cui si parla di “creare una struttura interna alle Regioni di natura ispettiva in grado di monitorare ed elaborare, dati, informazioni e notizie relative a tutti i settori di competenza dell’Ente che comportino gestione di denaro e flussi di spesa pubblica”. L’intenzione è di dar vita a un sistema “misto”, preventivo e repressivo, nel quale l’obiettivo finale è impedire realmente la consumazione degli illeciti mediante una effettiva prevenzione”. Secondo quanto riportato sarà un ufficio formato anche da elementi delle forze dell’ordine e “dotato di reali e pieni poteri ispettivi e, quindi, in primo luogo deve avere libero accesso a qualsiasi banca dati statale, regionale o di altri enti pubblici”.


