POTERE & POLTRONE

“Basta con i giochetti in Camera”

Proseguono le polemiche nella Camera di commercio di Torino. Dopo le schermaglie tra commercianti e industriali ora sono gli artigiani ad alzare la voce. De Santis: "Mi dissocio da chi usa i suoi associati per scalate personali". Il 15 l'incoronazione di Ilotte

«Ma quali attività sul territorio, altro che sostegno alle imprese. In Camera di Commercio c’è chi utilizza i propri associati per scalate esclusivamente di tipo personale». A 24 ore dalla designazione del nuovo consiglio camerale e in vista dell’assemblea del 15 settembre, che incoronerà il leader delle aziende metalmeccaniche Vincenzo Ilotte alla guida dell’ente torinese, non si placano le polemiche. A mettere i puntini sugli “i” questa volta è Dino De Santis, numero uno di Confartigianato che, in un colloquio telefonico con Lo Spiffero punta il dito proprio contro quelle organizzazioni che a livello nazionale hanno dato vita (assieme alla sua) a Rete Imprese. «La verità è che a Torino Rete Imprese non si è mai costituita, anche se c’è chi l’ha utilizzata ai tavoli delle trattative per strappare qualche poltrona in più». Si tratta di un’organizzazione che mette insieme Cna, Confartigianato, Ascom e Confesercenti, quattro sigle che a Torino quasi non si parlano tra loro, con l’eccezione dell’asse tra commercianti e Cna.

 

Il presidente degli artigiani è un fiume in piena e rincara la dose: «Noi a quei tavoli non siamo mai stati invitati e per questo mi dissocio da chi si è spartito posti e incarichi». De Santis fa anche nomi e cognomi: «a dare le carte (e a spartirsi le cariche) sono stati Cna, Ascom e Industriali», che hanno trovato un’intesa dopo le schermaglie messe in atto dai primi due per tentare di sbarrare la strada al “confindustriale” Ilotte. La trattativa ha coinvolto essenzialmente loro tre, agli altri, a quanto pare, sono stati tenuti alla finestra. E raccoglieranno solo le briciole.

 

Insomma non inizia sotto i migliori auspici il quinquennio di Ilotte, futuro presidente di una organizzazione che dovrà sopravvivere ai tagli del governo di Matteo Renzi, che in tre anni intende portare al dimezzamento del diritto camerale, ovvero l’obolo che le imprese versano obbligatoriamente alla Camera di commercio. A Ilotte spetterà il compito di decidere come erogare le minori risorse che rimarranno nelle casse e cosa fare delle due aziende speciali – il centro congressi di Torino Incontra e il laboratorio chimico – che da sole drenano un milione di euro all’anno ognuna. Si troverà di fronte a scelte difficili con provvedimenti decisamente impopolari da varare, con la necessità di mettere d’accordo un consiglio formato da 33 elementi . Per De Santis, che fa parte di quella pletorica assemblea, chiede che i fondi siano veicolati in modo diretto alle imprese del territorio, semplificando e sburocratizzando le procedure. Di buone intenzioni è lastricato il selciato di via Carlo Alberto.

 

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