TRAVAGLIO DEMOCRATICO

Grande ingorgo metropolitano

Finisce in bagarre la direzione del Pd che avrebbe dovuto votare la lista per le elezioni di ottobre. Nessuno vuole il sindaco di Moncalieri Meo. La Valsusa diserta. Chivassesi delusi. Garigliani assenti. Tutto rimandato a questa sera

Il solito guazzabuglio democratico. Doveva essere l’occasione per ufficializzare il listone costituzionale da presentare alle elezioni per la Città metropolitana e invece la direzione di ieri è stata l’ennesima prova di un Pd diviso per bande, senza una vera maggioranza e con un segretario, Fabrizio Morri, privo di ogni autorevolezza. Il fuoco incrociato si è abbattuto praticamente da ogni parte della provincia. Alla fine, dopo ore di guerriglia verbale, per evitare il disastro, la votazione è stata rimandata di 24 ore. E che la notte porti consiglio.

 

Al termine di una serie infinita di “confronti con i territori e i maggiorenti locali, la lista emersa dalla cabina di regia del partito era composta dai consiglieri torinesi Michele Paolino, Mimmo Carretta, Lucia Centillo e Domenica Genisio e i sindaci Vincenzo Barrea (Borgaro), Roberto Montà (Grugliasco), Alberto Avetta (Cossano Canavese), Francesco Brizio (Ciriè), Roberta Meo (Moncalieri), Claudio Martano (Chieri), Eugenio Buttiero (Pinerolo). Uno spetterà ai Moderati – l’ex leghista Barbara Cervetti, di Torino -, mentre resta da sciogliere il nodo di Sel che al momento non ha deciso se far parte o meno della grande ammucchiata "costituzionale" (nell’eventualità il candidato sarebbe il primo cittadino di Alpignano Gianni Da Ronco). Cinque fanno riferimento, infine, al centrodestra, con quattro di Forza Italia - il capogruppo in Sala Rossa Andrea Tronzano, il sindaco di Orbassano Eugenio Gambetta, la sindaca di Verolengo Rosanna Giachello e infine l'ex primo cittadino di Chiomonte Renzo Pinard – e uno a Ncd, l’ex prima cittadina di Susa Gemma Amprino.

 

Al termine della comunicazione è esplosa la bagarre. Al centro delle critiche la Meo, prima cittadina di Moncalieri, già sconfessata in parte dal Pd cittadino, che ha votato all’unanimità per le primarie nonostante lei abbia ancora un mandato a disposizione, e invisa a quasi tutta la zona sud, proprio quella che dovrebbe rappresentare. Il suo inserimento il lista ha scatenato la reazione di quelli che avrebbero dovuto sostenerla, a partire dai moncalieresi stessi. Per tutti ha parlato Erika Faienza, ex consigliera provinciale e coordinatrice del tavolo istituito per la zona Sud di Torino che al termine di varie consultazioni aveva presentato due nomi, quello di Maurizio Piazza, sindaco di Beinasco, e quello di Antonella Griffa, assessore di La Loggia, neanche presi in considerazione da Morri. Ergo: «Noi non voteremo questa lista» ha tuonato dal pulpito la Faienza, e peccato se a farne le spese sarebbe stato anche il marito Montà che in quella lista è candidato. Senza paura di dover fare le valigie, la Faienza ha attaccato a testa bassa contro la "prepotenza di chi prima istituisce tavoli territoriali e poi non tiene conto di quanto emerge" e per il segretario senza ormai una maggioranza è stato il momento di ripiegare sulla difensiva. Il tutto non prima di un intervento dell’ex consigliere-giardiniere in Regione Piemonte Andrea Stara, che ha cercato di restituire un po’ di credibilità a un consesso che rischiava di “far la figura dei cioccolatai”.

 

Anche perché i malumori erano diffusi. Non è passata inosservata l’assenza di tutti i membri della direzione “garigliani”, ovvero legati al capogruppo in Regione Davide Gariglio, che in teoria fanno parte della maggioranza a sostegno di Morri, anche dalla Val di Susa non è sceso nessuno, considerando uno schiaffo l’inserimento in lista della Sì Tav di centrodestra Amprino. A Chivasso il sindaco Libero Ciuffreda, sponsorizzato dall'assessore regionale Gianna Pentenero (in alternativa c'era anche Mario Corsato di Cavagnolo) si è dovuto arrendere a ragioni di alleanze giacché per quel distretto il centrodestra aveva già presentato la sindaca di Verolengo Giachello. La situazione è stata ben fotografata in un post su Facebook dal presidente della IV Circoscrizione Claudio Cerrato, che parla di un "segretario senza maggioranza", giunto in direzione con una proposta che “aveva talmente tante lacune da non convincere neppure diversi componenti della sua stessa maggioranza, figuriamoci i territori in questione. Morri non avrebbe avuto i numeri per far approvare quella lista stasera. Ben venga quindi la pausa di riflessione”.

 

Ciò che appare probabile è che questa sera alle 21 sul listone costituzionale non ci sarà più il nome della Meo che potrebbe essere sostituito da uno dei due individuati dal tavolo di zona o dalla sindaca di Piossasco Roberta Avola Faraci. Preoccupato di non avere i numeri per essere eletto (qualora il M5s riuscisse a presentare la lista, porterebbe a casa un paio di consiglieri su 18 sottraendoli al raggruppamento di Pd-FI-Ncd), anche Brizio potrebbe fare un passo indietro, al suo posto potrebbe subentrare Celestina Olivetti, proposta da Piero Fassino e sostenuta dall’Uncem (Comuni montani). Brizio, però, in un colloquio con Lo Spiffero smentisce tale eventualità. Ma se la maggioranza scricchiola e rischia di sbriciolarsi, anche le opposizioni hanno agito ognuna per proprio conto. Gli ex cuperliani sono ormai divisi tra il gruppetto di Aldo Corgiat e Sergio Bisacca, che un po’ attacca e un po’ cerca accordi per tutelare il candidato di zona, Barrea. Un po’ più rinvigorita l’area di Rifare l’Italia con il trio formato da Carlo Chiama, Cerrato e Mario Sechi, mentre gli ex Ds scompaiono quasi dalla scena, rappresentati, su 11, da 2 o 3 elementi. Il presidente del partito Alessandro Altamura è stato nuovamente costretto al passo indietro, mentre un altro consigliere comunale di Torino, Guido Alunno, promette fuoco e fiamme contro quella mediazione che lo esclude da ogni partita, minacciando di far mancare il suo voto. Ma secondo i più le sue chance di rientrare in gioco sono praticamente nulle e “presto potrà tornare a giocare tranquillo coi suoi soldatini sull’IPad, visto che durante le riunioni non fa altro” dice perfidamente uno che lo conosce bene. A ciò si aggiunga il malessere dei renziani prima ora, con Davide Ricca, della segreteria regionale, che ha preso la parola per esternare ancora una volta tutto il proprio dissenso verso la gestione Morri.

 

Da qui riprenderà la discussione questa sera, ore 21, nel quartier generale democratico di via Masserano. È consigliato l’uso dell’elmetto. 

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